Fenice, gli orchestrali contro la direttrice Venezi: “Revocate subito la sua nomina”
di Matteo PucciarelliNuova bufera alla Fenice di Venezia, con un'assemblea convocata questa mattina delle maestranze che di fatto sfiducia immediatamente Beatrice Venezi. I lavoratori sono pronti al passare alle proteste concrete: scioperi, sit-in, manifestazioni: "Le maestranze del Teatro La Fenice chiedono l’immediata revoca della nomina a Direttore musicale del maestro Venezi, avvenuta con modalità e tempistiche che hanno calpestato ogni principio di confronto e trasparenza", è il comunicato dell'assemblea diramato pochi minuti fa.
La decisione del sovrintendente Nicola Colabianchi - su chiara sponsorizzazione di Fratelli d'Italia - di nominare Venezi direttrice musicale dal 2026 al 2030 sta insomma scatenando il caos, con l’uscita di abbonati storici e migliaia di commenti indignati sui social.
Colabianchi ha provato a difendere la scelta della direttrice da sempre vicina a FdI con una lettera indirizzata a coro e orchestra: «Un direttore giovane, donna, con talento e forte visibilità internazionale è…
Nuova bufera alla Fenice di Venezia, con un'assemblea convocata questa mattina delle maestranze che di fatto sfiducia immediatamente Beatrice Venezi. I lavoratori sono pronti al passare alle proteste concrete: scioperi, sit-in, manifestazioni: "Le maestranze del Teatro La Fenice chiedono l’immediata revoca della nomina a Direttore musicale del maestro Venezi, avvenuta con modalità e tempistiche che hanno calpestato ogni principio di confronto e trasparenza", è il comunicato dell'assemblea diramato pochi minuti fa.
La decisione del sovrintendente Nicola Colabianchi - su chiara sponsorizzazione di Fratelli d'Italia - di nominare Venezi direttrice musicale dal 2026 al 2030 sta insomma scatenando il caos, con l’uscita di abbonati storici e migliaia di commenti indignati sui social.
Colabianchi ha provato a difendere la scelta della direttrice da sempre vicina a FdI con una lettera indirizzata a coro e orchestra: «Un direttore giovane, donna, con talento e forte visibilità internazionale è un investimento sul futuro della Fenice», ha scritto, spiegando che l’accelerata sulla nomina serviva a chiudere un dibattito mediatico diventato ingestibile. Una mossa, sostiene, capace di trasformare la controversia in “curiosità e nuovo interesse” e di attrarre sponsor.
L’orchestra ha però reagito duramente con un documento unitario che contesta sia il metodo sia il merito della nomina: «Abbiamo appreso solo dalla stampa della sua decisione, in palese contrasto con quanto promesso nei tavoli sindacali. Le modalità sono irricevibili». Sotto accusa anche il profilo professionale di Venezi: «Non ha mai diretto opere o concerti sinfonici in cartellone alla Fenice, né compare nei principali teatri d’opera internazionali. Il suo curriculum non è paragonabile a quello delle grandi bacchette che hanno ricoperto questo ruolo». Nicola Atalmi, segretario regionale della Slc Cgil, conferma la dinamica: «Lo scorso 17 settembre abbiamo incontrato Colabianchi e ci aveva detto che non c’erano novità e nel caso ci avrebbe avvertito. Quindi le cose sono due: o ci ha mentito oppure non conta nulla».
Gli orchestrali parlano di danno già visibile: «A ventiquattr’ore dall’annuncio si registrano disdette di abbonati storici. Si sacrifica la fiducia di un pubblico fedele per una nomina che non garantisce qualità artistica né prestigio internazionale». La conclusione è una richiesta senza mezzi termini: «Il rapporto di fiducia con il sovrintendente è ormai compromesso. Chiediamo pubblicamente la revoca della nomina di Beatrice Venezi». La quale avrà sotto di sé 91 orchestrali e 72 persone del coro. Domarli non sarà semplice, le premesse sono pessime. "È doveroso sottolineare, come già evidenziato nella lettera dell’Orchestra - si legge nel comunicato assembleare - che il curriculum del M° Venezi non è comparabile con quello dei direttori musicali stabili che negli anni si sono succeduti sul podio della Fenice. Il Sovrintendente e il Consiglio di indirizzo e il Sindaco sono ora chiamati ad assumersi pienamente le proprie responsabilità davanti ai lavoratori, alla città e all’intero mondo della cultura".