Disposto a lasciare il Parlamento europeo per tornare nelle “sue” Marche. Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro, è il candidato che sfida Francesco Acquaroli, il governatore uscente meloniano che cinque anni fa ha strappato la Regione al centrosinistra.
Nel 2024 Ricci è stato eletto, nelle liste del Pd, eurodeputato con oltre 106 mila preferenze, nella circoscrizione dell’Italia centrale, in rappresentanza dell’area vicina al presidente dell’assemblea dem Stefano Bonaccini. A Bruxelles ha assunto il ruolo di vicepresidente della commissione Trasporti e turismo, oltre a far parte della delegazione per i rapporti con la Cina e, come membro supplente, della commissione Ambiente e salute.
Adesso l’aspirante governatore propone un programma in discontinuità rispetto …
Disposto a lasciare il Parlamento europeo per tornare nelle “sue” Marche. Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro, è il candidato che sfida Francesco Acquaroli, il governatore uscente meloniano che cinque anni fa ha strappato la Regione al centrosinistra.
Nel 2024 Ricci è stato eletto, nelle liste del Pd, eurodeputato con oltre 106 mila preferenze, nella circoscrizione dell’Italia centrale, in rappresentanza dell’area vicina al presidente dell’assemblea dem Stefano Bonaccini. A Bruxelles ha assunto il ruolo di vicepresidente della commissione Trasporti e turismo, oltre a far parte della delegazione per i rapporti con la Cina e, come membro supplente, della commissione Ambiente e salute.
Adesso l’aspirante governatore propone un programma in discontinuità rispetto all’attuale presidenza di Acquaroli, con un rilancio della sanità territoriale e del welfare, il contrasto allo spopolamento delle aree interne e una forte identità europeista fondata su diritti, pace e cooperazione. “La battaglia madre” è quella sulla sanità: Ricci promette di lottare fin dal primo giorno “insieme alle altre regioni per la sanità pubblica, per chiedere che sia finanziata almeno al 7% del Pil” con l’obiettivo di “dimezzare le liste d’attesa”.
Le Marche le conosce bene e vanta una lunga carriera da amministratore locale. Ricci nel 2014 è stato eletto sindaco di Pesaro con oltre il 60% dei voti, sostenuto da una vasta coalizione di centrosinistra. Nello stesso anno entra nella direzione dell'Anci e ne diventa vicepresidente. Dopo aver rinunciato alla candidatura alla presidenza dell'associazione nel 2016 in favore di Antonio Decaro, assume il ruolo di responsabile enti locali nella segreteria nazionale del Pd, incarico mantenuto fino al 2018, quando viene eletto presidente di Ali, Autonomie locali italiane, carica confermata nel 2020. Rieletto sindaco nel 2019 con il 57% dei voti, Ricci lancia iniziative per promuovere la pizza Rossini, simbolo locale, legandola alla nomina di Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024.
Ed è a questa consiliatura che è legato l’avviso di garanzia ricevuto nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità negli affidi quando era sindaco. È stato lui a darne notizia, a luglio, quando era già candidato alla presidenza della Regione. Dopo i primi dubbi, anche il Movimento 5 Stelle ha deciso di confermare la sua corsa “non avendo – ha detto Giuseppe Conte - rilevato elementi a carico della sua colpevolezza”.