SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In carrozza! Tutti a bordo del Ricci-Express, il trenino regionale che risale la costa da San Benedetto del Tronto, a Civitanova Marche e poi Falconara e infine la sua città, Pesaro. Un’ultima fiammata che da “treno per la vittoria” si trasforma in “treno per Gaza”, per provare a mobilitare un elettorato fin qui piuttosto sonnacchioso e distratto nonostante la violenza dell’urto fra le due coalizioni, con tutti i big – da Schlein a Meloni, da Salvini a Conte – venuti in questo swing state che potrebbe fare la differenza nel racconto nazionale della politica.
La formula è “alla Ricci”, uno che non manca di fantasia, essendosi già inventato il beach tour e il giro in bicicletta di tutti i paesini dell’interno. «Ho dribblato sp…
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In carrozza! Tutti a bordo del Ricci-Express, il trenino regionale che risale la costa da San Benedetto del Tronto, a Civitanova Marche e poi Falconara e infine la sua città, Pesaro. Un’ultima fiammata che da “treno per la vittoria” si trasforma in “treno per Gaza”, per provare a mobilitare un elettorato fin qui piuttosto sonnacchioso e distratto nonostante la violenza dell’urto fra le due coalizioni, con tutti i big – da Schlein a Meloni, da Salvini a Conte – venuti in questo swing state che potrebbe fare la differenza nel racconto nazionale della politica.
La formula è “alla Ricci”, uno che non manca di fantasia, essendosi già inventato il beach tour e il giro in bicicletta di tutti i paesini dell’interno. «Ho dribblato spesso – racconta – ho creato scompiglio, ho cambiato spesso gioco, fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultima scintilla di energia, io non ho mai mollato da quattro mesi». E in effetti, in quest’ultima giornata su e giù dai treni, ad arringare con un megafono 20-30 persone in ogni piccola stazione, circondato da bandiere palestinesi e kefiah, Ricci appare stremato e senza voce: «Come diceva Forrest Gump… sono un po’ stanchino». Ma è convinto di farcela.
Intanto da San Benedetto il regionale è quasi arrivato a Civitanova, la capotreno gli controlla il biglietto diligentemente. Tutto appare tranquillo e anche il treno è in orario: «Sarà stato Salvini a chiamare Trenitalia per ordinare che i treni oggi spaccassero il minuto, magari aveva paura che facessi polemica su questo», scherza Ricci. Alla prima fermata tira fuori una maglia da calcio a strisce bianche e rosse con il numero sette, «è del Muraglia», la squadra del suo quartiere a Pesaro. «Ero un’ala destra d’attacco, un fantasista, facevo anche qualche gol ma soprattutto molti assist ai compagni. Anche oggi io corro in avanti, fino alla porta – urla dal microfono – ma alla fine passo e la palla dentro la dovete buttare voi. Ognuno di voi, con il vostro voto, li deve mandare a casa. Anche per dare un segnale per Gaza». Le Marche alzeranno il loro profilo, promette, «saremo una regione popolare coi piedi per terra ma con la testa del mondo», che «non si gira dall’altra parte rispetto ai drammi del nostro tempo, a partire dal massacro palestinese». Francesco Acquaroli, invece «è riuscito a non dire neanche una parola sulla tragedia di Gaza, anzi ha detto che lui si occupa di altro, come se occuparsi di bambini, civili, giornalisti e donne trucidate, non sia per noi un valore fondamentale; per questo dobbiamo far prevalere il cambiamento nelle Marche».
Altra tappa, si risale sul regionale e si punta a nord lungo la costa, questa meravigliosa spiaggia infinita con ancora qualche sparuto turista. In vista di Falconara, appena fuori Ancona, Ricci rivela qualche retroscena della sua campagna, chiedendo però di non scrivere: «Il nostro elettorato è più motivato, per questo sono ottimista, non si è mai vista una mobilitazione così per delle elezioni regionali. Noi abbiamo il voto a nostro favore e anche il voto contro di loro, per mandarli via. Mentre Acquaroli ha solo il voto di chi vuole continuità, ma non sono riusciti a scatenare un voto contro di me, nonostante ci abbiano provato per un mese soffiando sull’inchiesta della procura di Pesaro».
Chissà se andrà davvero così. Alle ultime europee, il voto più vicino e con il proporzionale, la somma dei voti delle due coalizioni (a parte Azione che nelle Marche si è tenuta fuori dall’alleanza di Ricci), era leggermente a favore del centrodestra: 316.336 voti contro 287.611. È questo 4,3 per cento che Ricci dovrà recuperare ed è convinto di potercela fare. «Devo vincere assolutamente, ci devo riuscire anche per questa meravigliosa gente che ci ha creduto – confessa guardando con gli occhi lucidi dal finestrino la piccola folla che lo aspetta sulla banchina – e poi, diciamocelo. Come faccio a perdere contro uno così scarso?».