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Vannacci, nuova provocazione: il summit sulla Remigrazione nella rossa Livorno

Roberto Vannacci 

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In programma il 4 ottobre nella città dove l’ex generale fu a capo della Folgore. L’evento rischia di trasformarsi in un problema di ordine pubblico
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La provocazione non è neanche velata, ma esibita: organizzare il prossimo Remigration summit a Livorno, il 4 ottobre, "perché è la città più rossa d'Italia". Con ospite d'onore il principale sponsor istituzionale della remigrazione, il vicesegretario della Lega Roberto Vannacci. Un caso nel caso, con chiari rimandi storici, perché Vannacci nel capoluogo toscano è di casa: fu a capo della Folgore, proprio a Livorno. I parà hanno il basco amaranto come segno di riconciliazione con la città dopo i famosi scontri del 1960 tra popolazione e militari, considerati allora dei provocatori neofascisti. L'evento rischia insomma di trasformarsi in un gigantesco problema di ordine pubblico, studiato però a tavolino, anzi appunto rivendicato. E Vannacci, ovviamente, non può non sapere il pregresso di una convivenza mai scontata tra Livorno e apparato militare.

Andrea Ballarati di Azione identitaria, presente anche a Pontida sabato scorso al raduno giovanile, è uno dei maggiori promotori italiani de…

La provocazione non è neanche velata, ma esibita: organizzare il prossimo Remigration summit a Livorno, il 4 ottobre, "perché è la città più rossa d'Italia". Con ospite d'onore il principale sponsor istituzionale della remigrazione, il vicesegretario della Lega Roberto Vannacci. Un caso nel caso, con chiari rimandi storici, perché Vannacci nel capoluogo toscano è di casa: fu a capo della Folgore, proprio a Livorno. I parà hanno il basco amaranto come segno di riconciliazione con la città dopo i famosi scontri del 1960 tra popolazione e militari, considerati allora dei provocatori neofascisti. L'evento rischia insomma di trasformarsi in un gigantesco problema di ordine pubblico, studiato però a tavolino, anzi appunto rivendicato. E Vannacci, ovviamente, non può non sapere il pregresso di una convivenza mai scontata tra Livorno e apparato militare.

Andrea Ballarati di Azione identitaria, presente anche a Pontida sabato scorso al raduno giovanile, è uno dei maggiori promotori italiani della teoria che, all'atto pratico, significa banalmente "deportazione" e privazione dei diritti civili: via tutti gli stranieri, regolari o meno, basta "contaminazione"; o per dirla con le parole di Vannacci dal palco domenica, basta "meticciato". La scelta di tenere il summit di estrema destra a Livorno, città storicamente e per l'appunto meticcia - nata a seguito delle Leggi Livornine del granduca con l'obiettivo di popolarla: gli stranieri di ogni nazionalità e religione avrebbero trovato piena libertà, di culto e di commercio - e dove nacque il Partito comunista d'Italia nel 1921, è mirata: "La città più rossa della regione più rossa dove si terranno presto le elezioni", dice Ballarati su X.

Negli anni scorsi sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni, in visita a Livorno per motivi elettorali, furono accolti con ampie proteste e manifestazioni molto partecipate. Indire un incontro del genere può solo scatenare il caos, quindi. Anche considerata l'altra battaglia della nuova anima di estrema destra leghista: bandire, in concomitanza, gli "antifa". Slogan che non vuol dire nulla all'atto pratico, ma simbolicamente sì: basta antifascismo.

La remigrazione, termine popolarizzato dal neofascista austriaco Martin Sellner, come detto non consiste nella semplice espulsione degli immigrati irregolari. È invece un piano per deportare chi non si è integrato, compresi cittadini di seconda o terza generazione. Come riportato da Jacopo Di Miceli di Osservatorio sul complottismo, "nel gennaio '24 Sellner ha illustrato il piano ad esponenti di Alternativa per la Germania, che l'hanno incorporato nel loro programma. Le stime delle persone da remigrare variano da 7 milioni fino a 25 milioni, di cui 15 milioni di cittadini tedeschi con background migratorio". Insomma, argomenti e proposte che, se fossero veramente messe a terra, sarebbero da guerra civile. Per ora Ballarati, Vannacci e camerati si accontentano di provocare Livorno.

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