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Schlein sulla Flotilla: “Meloni più dura con loro che con Netanyahu”

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La segretaria dem: “Mattarella restituisce onore al Paese. La spedizione sostiene una giusta causa, sarebbe utile una missione Ue di scorta e protezione”
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«Ringrazio il presidente Mattarella per aver riconosciuto l’alto valore umanitario della missione portata avanti dalla Sumud Global Flotilla. Le sue parole restituiscono l’onore all’Italia», premette Elly Schlein, in tour per sostenere i candidati pd alle regionali.

Si riferisce a quelle, di tutt’altro tono, pronunciate da Giorgia Meloni?

«Meloni è andata alle Nazioni Unite per dividere la nostra, di nazione, attaccando oltre alla Flotilla giudici e opposizioni. Nessun premier aveva mai osato tanto. Ha affermato che quanto sta accadendo in Italia, dove si è alzata un’ondata di sdegno per i massacri del governo israeliano, non è per dare sollievo a Gaza ma per creare problemi a lei. Ma davvero pensa che tra le centinaia di migliaia di persone scese in piazza per la Palestina non ci sia uno che l’ha votata? L’ho già ribadito alla Camera: esca dalla sua megalomania».

A proposito di piazze, condivide l’allarme del ministro Piantedosi sulla possibilità di nuovi scontri?

«In qualità di mini…

«Ringrazio il presidente Mattarella per aver riconosciuto l’alto valore umanitario della missione portata avanti dalla Sumud Global Flotilla. Le sue parole restituiscono l’onore all’Italia», premette Elly Schlein, in tour per sostenere i candidati pd alle regionali.

Si riferisce a quelle, di tutt’altro tono, pronunciate da Giorgia Meloni?

«Meloni è andata alle Nazioni Unite per dividere la nostra, di nazione, attaccando oltre alla Flotilla giudici e opposizioni. Nessun premier aveva mai osato tanto. Ha affermato che quanto sta accadendo in Italia, dove si è alzata un’ondata di sdegno per i massacri del governo israeliano, non è per dare sollievo a Gaza ma per creare problemi a lei. Ma davvero pensa che tra le centinaia di migliaia di persone scese in piazza per la Palestina non ci sia uno che l’ha votata? L’ho già ribadito alla Camera: esca dalla sua megalomania».

A proposito di piazze, condivide l’allarme del ministro Piantedosi sulla possibilità di nuovi scontri?

«In qualità di ministro dell’Interno, Piantedosi dovrebbe tenere sotto controllo gli allarmi, non lanciarli. Ho trovato gravi le sue dichiarazioni. La gestione dell’ordine pubblico è compito del governo. Ed è pericoloso sostenere che i promotori di qualsiasi manifestazione siano responsabili di qualunque atto commesso da frange di violenti. Così come dire che tutti dovrebbero dotarsi di servizi d’ordine: non sempre è possibile e questo minerebbe l’art.17 della Costituzione: i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente. Sennò significa che anche di eventuali infiltrati debba rispondere chiunque organizzi una protesta. Mi pare il solito tentativo di criminalizzare il dissenso».

Torniamo alla Flotilla, la mediazione va accolta, come auspicato anche da Mattarella?

«Noi condividiamo l’appello del presidente. E già nei giorni scorsi avevamo ringraziato il patriarcato latino per la disponibilità a mediare per far arrivare gli aiuti a Gaza. Ci auguriamo che il dialogo tra Flotilla e Pizzaballa continui, ci stiamo spendendo per questo, ma non decidiamo noi, non siamo gli organizzatori e a bordo ci sono delegazioni di 44 paesi. Resta il nostro invito a sperimentare tutte le strade per raggiungere l’obiettivo: portare viveri e medicinali nella Striscia. Per questo sono grata ai nostri deputati che fanno da scorta democratica alla missione umanitaria. Chi sta violando il diritto internazionale è Netanyahu, non questi ragazzi che provano a spezzare un blocco illegale. Persone che si sono messe insieme per una giusta causa: la stessa composizione delle piazze che si son viste in Italia. Il governo li deve ascoltare».

Non l’ha già fatto, inviando una nave italiana dopo l’attacco dei droni israeliani?

«È un primo passo. Noi pensiamo che sarebbe utile attivare una missione Ue di scorta e protezione. Nessun governo europeo dovrebbe accettare attacchi in acque internazionali perché sono illegali».

Ma se entrano in acque israeliane? Meloni ha chiesto: volete scatenare una guerra?

«Qualcuno prima o poi ci dovrà spiegare perché nel momento in cui Crosetto manda una nave in soccorso, la nostra premier prende la clava per attaccare la Flotilla più duramente di quanto abbia mai fatto con i massacri di Netanyahu. È più impegnata a cercare lo scontro che a trovare una soluzione. La missione si muove nel solco del diritto internazionale, vorremo una voce più forte dell’Europa e del nostro governo contro chi blocca persino i biscotti per i bambini perché troppo energetici. Ma ci rendiamo conto? Siamo al baratro dell’umanità».

Il capo del governo israeliano all’Onu ha però detto che non si fermerà...

«Un discorso aberrante. È indegno che Netanyahu si trovasse nel massimo consesso internazionale, a dire quelle cose, anziché davanti a una corte di giustizia, a rispondere dei crimini che anche la commissione d’inchiesta Onu definisce genocidio. Spero Meloni trovi il modo di condannare con forza quelle parole d’odio, violente, pronunciate per negare la realtà e occultare alla comunità internazionale i crimini di cui continua a macchiarsi a Gaza e in Cisgiordania».

Ha anche ribadito che non riconoscerà mai la Palestina. Per questo Meloni tentenna?

«Purtroppo Meloni dimostra ancora una volta la sua subalternità a Trump e quindi a Netanyahu. Ed è intollerabile questa presa in giro degli italiani perché lo Stato di Palestina o lo riconosci, come hanno fatto oltre 150 Paesi, oppure no: non esiste il riconoscimento condizionato. Farlo significa riconoscere l’Anp, non i terroristi di Hamas. E credo lo sappia anche la premier, altrimenti vorrebbe dire accusare Francia, Regno Unito, Canada, Australia di voler legittimare Hamas. Non scherziamo. Ma temo che ora si prepari un’altra presa in giro sulle sanzioni».

Cosa intende?

«Il nostro governo ha aperto alle sanzioni individuali, su cui serve l’unanimità dei Paesi Ue, quindi non passeranno. Ma non ha detto come voterà su tutte le altre proposte dalla Commissione, a partire da quelle commerciali, per le quali basta la maggioranza qualificata e il voto italiano rischia di essere determinante per affossarle. Noi abbiamo chiesto di venire in aula a spiegare ma Meloni si è rifiutata. Lo domanderemo a Tajani il 2 ottobre, ma deve usare parole di chiarezza. Le nostre richieste sono ferme: sanzioni, cessate il fuoco immediato, liberazione degli ostaggi, apertura di canali permanenti per aiuti, embargo armi. E riconoscere, subito, lo Stato di Palestina».

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