Mattarella in visita in Kazakistan: commercio e geopolitica nell'incontro con il presidente Tokajev
dal nostro inviato Concetto VecchioASTANA – Lo scorso 9 marzo, tornando dalla visita di Stato in Giappone, l’aereo che trasportava Sergio Mattarella fece tappa ad Astana per fare rifornimento e il presidente del Kazakistan, Qasym-Jomart Tokayev, colse l’occasione per invitare la delegazione del Quirinale a palazzo. “Perché non venite a trovarci ancora?”, chiese alla fine, formulando un invito formale per una visita da organizzare in autunno. Detto, fatto. Da stasera Mattarella è in Kazakistan, nella capitale Astana, e vi rimarrà per tre giorni, fino a martedì sera, quando si trasferirà a Baku, in Azerbajan.
Ci sono ottime ragioni commerciali per saldare i rapporti, con questo Paese ex Urss, che fu l’ultimo, nel dicembre 1991, a dichiarare la sua indipendenza da Mosca. È ricco di gas e petrolio, giovane (il tasso di natalità è del 3,1), e con un pil pro capite superiore a Bulgaria e Romania. La relazione con l’Italia è speciale. Noi siamo il primo partner commerciale europeo e il terzo - dopo solo Russia e Cina - a live…
ASTANA – Lo scorso 9 marzo, tornando dalla visita di Stato in Giappone, l’aereo che trasportava Sergio Mattarella fece tappa ad Astana per fare rifornimento e il presidente del Kazakistan, Qasym-Jomart Tokayev, colse l’occasione per invitare la delegazione del Quirinale a palazzo. “Perché non venite a trovarci ancora?”, chiese alla fine, formulando un invito formale per una visita da organizzare in autunno. Detto, fatto. Da stasera Mattarella è in Kazakistan, nella capitale Astana, e vi rimarrà per tre giorni, fino a martedì sera, quando si trasferirà a Baku, in Azerbajan.
Ci sono ottime ragioni commerciali per saldare i rapporti, con questo Paese ex Urss, che fu l’ultimo, nel dicembre 1991, a dichiarare la sua indipendenza da Mosca. È ricco di gas e petrolio, giovane (il tasso di natalità è del 3,1), e con un pil pro capite superiore a Bulgaria e Romania. La relazione con l’Italia è speciale. Noi siamo il primo partner commerciale europeo e il terzo - dopo solo Russia e Cina - a livello globale. Confina con Russia e Cina, il Paese più grande e strutturato dell'Asia centrale, e da anni ha irrobustito una politica estera indipendente che i diplomatici definiscono "multivettoriale". Vuol dire che ha la capacità di parlare con tutti gli attori globali - quindi anche Unione europea e Stati Uniti - e non solo con il potente vicino russo o cinese. Noi abbiamo bisogno di diversificare l’approvvigionamento delle risorse energetiche. Loro amano il Made in Italy. Importiamo gas e petrolio. L’Eni è uno dei più importanti partner privati qui. Ma per la nostra economia negli ultimi tempi le opportunità stanno andando ben oltre lo storico sfruttamento di idrocarburi.
Del resto l’Asia centrale rappresenta da anni una scelta strategica della politica estera italiana e si sta rivelando vincente poiché, spiegano al Quirinale, la collaborazione politica nata tra il cosiddetto gruppo dei cinque (oltre al Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan) sta permettendo ad un Paese giovane come il Kazakistan di diversificare i propri affari consapevole che il solo sfruttamento intensivo dei giacimenti di petrolio e gas non può bastare per un vero sviluppo. Questa ricerca di tecnologie avanzate e di know how ha favorito le imprese italiane, e infatti la nostra penetrazione cresce.
Di cosa parleranno Mattarella e Tokajev? Inevitabilmente anche di Ucraina e della questione palestinese. Infatti l’interesse diplomatico e commerciale si salda a quello geopolitico. Col multilateralismo minacciato l’Italia è costretta a stringere legami fuori dalle cerchie consuete. Non a caso a maggio anche Giorgia Meloni era venuta in visita. Non sono democrazie compiute, non ancora, ma l’Italia cerca il dialogo. Questo varrà anche a Baku, da cui attingiamo altro gas e altro petrolio. E i due Paesi, nonostante la loro collocazione geografica e la storica influenza russa - i rapporti con Mosca sono naturalmente buoni - hanno mantenuto in questi ultimi tre anni di guerra “un approccio pragmatico", spiega una fonte diplomatica. Sull’Ucraina all’Onu si sono astenuti. Non neutrali. Mediani, viene precisato.
Il capo dello Stato sarà accompagnato dal vice-ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. Domani ci sarà il primo incontro con Toqajev. Un colloquio seguito da dichiarazioni alla stampa e una colazione di lavoro. Il giorno successivo, martedì 30 settembre, il presidente interverrà alla Scuola nazionale per la Pubblica amministrazione. Qui è previsto un discorso che toccherà le delicate questioni internazionali. Nel pomeriggio si trasferirà a Baku dove incontrerà il presidente Ilham Aliyev. Il cerimoniale prevede, dopo i colloqui, dichiarazioni alla stampa e un pranzo ufficiale. Mercoledì primo ottobre Mattarella interverrà all'università diplomatica Ada che ha stretto importanti collaborazioni con cinque atenei italiani.
Inizia un autunno intenso per Mattarella, che continua a girare instancabilmente il nostro Paese e il mondo. Dopo questo viaggio, è atteso in Estonia (da confermare), Belgio (Bruxelles, Bruges, Marcinelle), Germania. In Italia a Pavia, Venezia.