Marche, giù l’affluenza. Ultime ore per decidere la sfida Acquaroli-Ricci
dalla nostra inviata Gabriella CeramiIl presidente uscente e candidato del centrodestra alla presidenza delle Marche, Francesco Acquaroli vota a Potenza Picena (Macerata)
ANCONA – È la sfida più delicata, anche perché sta facendo da apripista insieme alla Valle d’Aosta. La posta in gioco nelle Marche è alta e ruota anche attorno ai numeri dell’affluenza. I due sfidanti, il governatore uscente Francesco Acquaroli per il centrodestra e l’eurodeputato Pd Matteo Ricci per il centrosinistra, hanno votato ieri mattina. Un po’ per dare l’esempio e un po’ per mobilitare il più possibile i propri elettori, chiedendo loro di andare alle urne nonostante la pioggia battente. Pioggia che potrebbe aver condizionato la partecipazione: domenica sera alle 23, quando si sono chiuse le urne, la percentuale era ferma al 37,7% in calo del 5% rispetto al 2020. Nella seconda giornata si vota dalle 7 alle 15.
Il meloniano di …
ANCONA – È la sfida più delicata, anche perché sta facendo da apripista insieme alla Valle d’Aosta. La posta in gioco nelle Marche è alta e ruota anche attorno ai numeri dell’affluenza. I due sfidanti, il governatore uscente Francesco Acquaroli per il centrodestra e l’eurodeputato Pd Matteo Ricci per il centrosinistra, hanno votato ieri mattina. Un po’ per dare l’esempio e un po’ per mobilitare il più possibile i propri elettori, chiedendo loro di andare alle urne nonostante la pioggia battente. Pioggia che potrebbe aver condizionato la partecipazione: domenica sera alle 23, quando si sono chiuse le urne, la percentuale era ferma al 37,7% in calo del 5% rispetto al 2020. Nella seconda giornata si vota dalle 7 alle 15.
Il meloniano di ferro Acquaroli, la cui riconferma rappresenterebbe una vittoria per la premier che sta aspettando questo risultato prima di decidere chi saranno i candidati in Veneto, Campania e Puglia, si è recato al seggio a Potenza Picena, in provincia di Macerata. «Io ho appena votato nella mia città», ha scritto poco dopo sui social ricordando a tutti gli orari delle urne. Ricci ha votato nella sua Pesaro, dove è stato sindaco per dieci anni, in polo verde e zaino in spalla, un po’ come si è fatto ritrarre in questa campagna elettorale vissuta su un gommone, sui treni o in bicicletta in giro per le città. Al seggio ha incrociato amici e sostenitori: «Come sto? L’attesa è sempre micidiale, ma più di così non potevo fare, questo mi fa stare sereno». E poi, anche lui, ha lanciato un appello: «Andiamo a votare per il futuro delle Marche».
Nei ragionamenti, in corso in entrambi gli schieramenti, si ipotizza che minore sarà l’affluenza e più la forbice di distanza tra Acquaroli, dato per favorito nei sondaggi di due settimane fa, e Ricci potrebbe ridursi perché gli astenuti sarebbero coloro rimasti delusi dall’amministrazione uscente. È comunque tutto da dimostrare. Oggi il quadro sarà chiaro. E lo sarà anche per la Valle d’Aosta, dove si è votato in un solo giorno. Alla chiusura delle 23 l’affluenza è stata del 62,98%.
Qui i cittadini non scelgono direttamente il presidente di Regione, bensì sono chiamati ad eleggere i 35 consiglieri dell’assemblea regionale che successivamente nomineranno il governatore. Dagli eletti però sarà possibile iniziare a capire quale sarà l’esito finale. L’Union Valdotaine (Uv), il partito autonomista e centrista con un’anima tradizionalmente più progressista, vuole essere l’ago della bilancia mentre il centrodestra prova a interrompere lo schema che nel tempo ha visto gli autonomisti governare insieme al Pd.
La Valle d’Aosta, per le sue dinamiche politiche, non rientra dunque nel calcolo dei nuovi assetti delle coalizioni, ma avrà comunque un suo peso. Invece se il centrosinistra dovesse riuscire a riconquistare le Marche, la tornata elettorale d’autunno potrebbe concludersi con un 4-2 per il campo progressista tenendo conto che, nelle altre cinque regioni al voto, la situazione politica è stabile e si dovrebbe andare verso una riconferma degli attuali schieramenti.
Domenica prossima si torna al voto in Calabria con il governatore uscente Roberto Occhiuto del centrodestra che punta alla riconferma. Il 12 e 13 ottobre toccherà alla Toscana con Eugenio Giani del centrosinistra che vede la vittoria. E il 23 e 24 novembre è in programma un mini election day per il Veneto, a trazione centrodestra, e per la Campania e la Puglia a trazione centrosinistra. Dunque sette regioni al voto in pochi mesi con 17 milioni di cittadini chiamati alle urne possono considerarsi una cartina di tornasole dello stato di salute dei due schieramenti.