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Destra, sprint sugli altri nomi per le regionali. Ultimo scontro sulla Lombardia

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Oggi i tre leader in Calabria per Occhiuto. Prenotato un hotel a Lamezia per un summit sulle candidature mancanti
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Ogni vittoria è un balsamo. E così a destra, dopo settimane rognose, tra bizze sulla manovra e attriti sui candidati, si prova a tirare una linea, almeno sulle regionali. Manca l’ufficialità su chi sarà il front runner in tre regioni, mentre a sinistra hanno già trovato la quadra da un pezzo. Da qui alla fine della settimana, allora, dicono da Lega, FdI e FI, ogni giorno può essere quello buono per l’intesa. Oggi i leader della maggioranza atterrano all’aeroporto di Lamezia Terme, alle 16.30 è in programma su corso Numistrano (a poca distanza un sit in ProPal) il comizio per tirare la volata al presidente uscente, Roberto Occhiuto, che già ieri maramaldeggiava sulla sconfitta del campo largo nelle Marche: «Tra una settimana in Calabria festeggiamo il 2-0».

Giorgia Meloni e Antonio Tajani partiranno da Roma. Il ministro degli Esteri ha prenotato un volo di linea da Fiumicino, possibile che anche la premier opti per la stessa tratta (non ci sono appuntamenti istituzionali in agenda, l’a…

Ogni vittoria è un balsamo. E così a destra, dopo settimane rognose, tra bizze sulla manovra e attriti sui candidati, si prova a tirare una linea, almeno sulle regionali. Manca l’ufficialità su chi sarà il front runner in tre regioni, mentre a sinistra hanno già trovato la quadra da un pezzo. Da qui alla fine della settimana, allora, dicono da Lega, FdI e FI, ogni giorno può essere quello buono per l’intesa. Oggi i leader della maggioranza atterrano all’aeroporto di Lamezia Terme, alle 16.30 è in programma su corso Numistrano (a poca distanza un sit in ProPal) il comizio per tirare la volata al presidente uscente, Roberto Occhiuto, che già ieri maramaldeggiava sulla sconfitta del campo largo nelle Marche: «Tra una settimana in Calabria festeggiamo il 2-0».

Giorgia Meloni e Antonio Tajani partiranno da Roma. Il ministro degli Esteri ha prenotato un volo di linea da Fiumicino, possibile che anche la premier opti per la stessa tratta (non ci sono appuntamenti istituzionali in agenda, l’aereo di Stato sembra escluso). Matteo Salvini s’imbarcherà da Milano-Linate. Dettaglio: fonti di centrodestra raccontano che i leader hanno prenotato un albergo sulla strada per l’aeroporto, il “T Hotel”, pronto a ospitare un summit, prima o dopo il comizio, che potrebbe ufficializzare gli incastri che ancora mancano al tetris della coalizione di governo.

Sui nomi in realtà sembra esserci già un accordo di massima: per il Veneto scalda i motori Alberto Stefani, vicesegretario nazionale della Lega, che libererebbe un posto alla Camera – è stato eletto in un collegio uninominale – per l’uscente Luca Zaia, che sarà capolista del Carroccio. In Campania è in pole il prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Mentre in Puglia salgono le quotazioni di Gigi Lobuono, civico vicino a FI, ex presidente della Fiera del Levante, che oltre vent’anni fa sfidò Michele Emiliano per la poltrona di sindaco di Bari. Non sarebbe la prima scelta, il centrodestra pugliese ha vissuto settimane tribolate: l’ex direttore di TeleNorba, Vincenzo Magistà, è scivolato su una polemica sulle cozze tarantine che ha irritato il ministro Francesco Lollobrigida; il sindaco di Monopoli, Angelo Annese, capita la malaparata si è sfilato. Il deputato forzista Mauro D’Attis, che sarebbe il nome preferito da FdI, non vorrebbe tentare la corsa. E anche Antonio Tajani insiste: in Campania e in Puglia serve un civico. «Va trovato un presidente che non sia espressione di un partito, dobbiamo attrarre gli ex democristiani», ripeteva ieri il capo della Farnesina, uscendo da Palazzo Chigi, dove ha seguito l’inizio dello spoglio. I tempi? «Per trovare i migliori non basta un’ora». Ma sul Veneto a un leghista «non ci sono preclusioni». Il Carroccio è in pressing, da tempo. Ieri il coordinatore del partito a Bari dichiarava stizzito alle agenzie di stampa: «Basta giochi di palazzo e ritardi inspiegabili nel centrodestra».

Perché manca l’accordo? Si tratta ancora sulla Lombardia, che i Fratelli reclamano se la Lega manterrà il Veneto, come chiedeva ancora ieri l’ex vice di Salvini, Andrea Crippa. A via della Scrofa non si fidano di una stretta di mano. Come raccontato da Repubblica vogliono un impegno scritto, una postilla nella nota che ratificherà le intese. Si tratta però sulla formula da inserire: FdI vorrebbe un riferimento esplicito al Pirellone, la Lega invece potrebbe forse accettare solo un passaggio più lasco, la promessa di un generico «riequilibrio al Nord». Ecco perché il “patto di Lamezia” potrebbe non esserci. L’intesa potrebbe slittare ancora una volta, a venerdì.

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