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Chiarot: “Venezi alla Fenice inadeguata per curriculum non per le idee politiche”

Napoli, Trasmissione Tv “Viva Puccini”. Nella foto Beatrice Venezi 

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Parla l’ex sovrintendente del teatro: “È una bassezza morale accusare l’orchestra come sta facendo la destra”
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«Non c’entra che sia giovane, 35 anni, che sia donna, che sia bella, che sia di massima esposizione mediatica, «e soprattutto non c’entra niente che sia di centrodestra o sostenuta dal centrodestra. Smettiamola con queste sciocchezze. Beatrice Venezi semplicemente non ha il curriculum di competenze professionali all’altezza di un teatro del prestigio internazionale de La Fenice di Venezia. Questo è il punto». Cristiano Chiarot, è quello che si dice l’esperto: veneziano, è stato sovrintendente alla Fenice dal 2010 al 2018, poi al Maggio di Firenze, e nel teatro della Laguna ci ha lavorato dal 1980.

Chiarot, eppure dicono che Beatrice Venezi sia brava.

«Non fai primario di cardiologia uno solo perché dicono che sia bravo, ma per i galloni che si è costruito nella sua professione. Le compete…

«Non c’entra che sia giovane, 35 anni, che sia donna, che sia bella, che sia di massima esposizione mediatica, «e soprattutto non c’entra niente che sia di centrodestra o sostenuta dal centrodestra. Smettiamola con queste sciocchezze. Beatrice Venezi semplicemente non ha il curriculum di competenze professionali all’altezza di un teatro del prestigio internazionale de La Fenice di Venezia. Questo è il punto». Cristiano Chiarot, è quello che si dice l’esperto: veneziano, è stato sovrintendente alla Fenice dal 2010 al 2018, poi al Maggio di Firenze, e nel teatro della Laguna ci ha lavorato dal 1980.

Chiarot, eppure dicono che Beatrice Venezi sia brava.

«Non fai primario di cardiologia uno solo perché dicono che sia bravo, ma per i galloni che si è costruito nella sua professione. Le competenze professionali Beatrice Venezi ancora non le ha, men che meno per diventare direttrice musicale di un teatro del livello della Fenice dove hanno suonato da Muti a Sinopoli, da Myung-Whun Chung a Marcello Viotti».

Cosa non va nel suo curriculum?

«Un direttore musicale deve avere una expertise specialistica che non è dire “sei bravo” o “non sei bravo”, ma sono le collaborazioni con orchestre internazionali, le partecipazioni a festival di primaria importanza. E da questo punto di vista è impressionante la scarsità del curriculum della Venezi. Anche la discografia è ridottissima…».

Si legge di un gala per Placido Domingo a Bangkok...

«Appunto. Un recital di un artista a fine carriera a Bangkok è un punto di merito?».

Da novembre scorso è direttrice musicale e principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires.

«Il Colón di Buenos Aires è famoso perché è distante, ma è un ex-importante. I teatri internazionali che contano sono ben altri, e infatti in giro ci sono direttori e direttrici con ben altre competenze all’attivo».

Per esempio?

«Lasciamo tranquilli i giganti Abbado e Muti che già da giovani avevano collaborazioni internazionali superbe. In altri teatri, anche meno quotati della Fenice, se pur validissimi come il Comunale di Bologna, la direttrice, Oksana Lyniv, che sta facendo un lavoro ottimo, viene chiamata da anni a Bayreuth, ha diretto al Met di New York, all’Opera di Parigi. C’è Speranza Scappucci, che è ora direttrice ospite principale del Covent Garden. Lo sponsor di Venezi, Federico Mollicone deputato FdI, dice che lei ha diretto 160 concerti. Poi vai a vedere, e in lista c’è anche un concerto alla Fenice di otto minuti per un evento sponsorizzato durante il Covid».

Se non ha parametri professionali adeguati, allora ha ragione chi dice che Venezi sia stata scelta per ragioni politiche.

«L’ha voluta il sovrintendente che nelle Fondazioni liriche italiane è l’unica nomina fatta dalla politica, mentre le altre cariche riguardano le competenze professionali. Alla Fenice il sovrintendente è un esponente vicino a Fratelli di Italia, peraltro accolto con tutta serenità all’interno del teatro. Per questo trovo che sia una bassezza morale accusare ora l’orchestra come stanno facendo i politici di destra».

Tutti comunisti secondo le accuse.

«Ma come si fa? Il centrodestra sta facendo un cancan, parla di discriminazioni solo perché la Venezi è amica di Meloni e figlia di un dirigente di Forza Nuova… La verità è che non hanno altri argomenti, perché nel caso Venezi non c’entra la politica, ma la povertà artistica. E quanto agli orchestrali, sono professori di statura internazionale, che hanno superato concorsi. Come si fa a non tenere conto del loro parere?».

E adesso?

«Venezi farebbe meglio ad andare alla Fenice intanto a dirigere qualche concerto, invece che assumere l’incarico. Che faccia esperienza. Quanto al teatro è uno dei teatri più prestigiosi, risultato di un percorso e un riconoscimento internazionale che si è meritato con direttori illustri, da Marcello Viotti a Myung-Whun Chung, Diego Matheuz... Non può essere sminuito».

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