Dopo cinque anni il risultato è sempre lo stesso: la coalizione di centrodestra guidata dal meloniano Francesco Acquaroli torna a vincere le elezioni con il 52,4% dei voti e governerà ancora le Marche. Una regione considerata un tempo una delle roccaforti rosse del centro Italia. Ma come è riuscito nella sua impresa Acquaroli? Dove è riuscito a trovare la spinta per lo sprint finale con cui ha battuto lo sfidante del centrosinistra, l’europarlamentare del Pd Matteo Ricci, rimasto fermo al 44,4%. Lorenzo Pregliasco, cofondatore di YouTrend, ha dato una prima lettura dei dati elettorali.
Innanzitutto, spiega il sondaggista e analista politico, nelle Marche "c'è un consolidamento di FdI rispetto alla Lega che nel 2020 era il primo partito" della coalizi…
Dopo cinque anni il risultato è sempre lo stesso: la coalizione di centrodestra guidata dal meloniano Francesco Acquaroli torna a vincere le elezioni con il 52,4% dei voti e governerà ancora le Marche. Una regione considerata un tempo una delle roccaforti rosse del centro Italia. Ma come è riuscito nella sua impresa Acquaroli? Dove è riuscito a trovare la spinta per lo sprint finale con cui ha battuto lo sfidante del centrosinistra, l’europarlamentare del Pd Matteo Ricci, rimasto fermo al 44,4%. Lorenzo Pregliasco, cofondatore di YouTrend, ha dato una prima lettura dei dati elettorali.
Innanzitutto, spiega il sondaggista e analista politico, nelle Marche "c'è un consolidamento di FdI rispetto alla Lega che nel 2020 era il primo partito" della coalizione "con il 22%” e oggi si ferma al 7,4%. “Allora FdI sfiorava il il 19%, mentre oggi è nettamente il primo partito del centrodestra. Nel centrosinistra si assiste a una erosione del voto del M5s che potrebbe calare di due punti percentuali" rispetto a 5 anni fa. Da sottolineare che Fratelli d’Italia questa volta risulta il primo partito con il 27,4%, mentre l’ultima volta era stato il Pd che oggi si attesta al 22,5%.
Parlando invece dei 5 stelle, Pregliasco individua diverse ragioni del calo dei consensi: "Alle regionali il M5s fatica sempre; in più nel 2020 il Movimento correva da solo e poteva capitalizzare il voto di protesta, complice il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Infine, oggi, in alleanza, potrebbe voti anche perché il profilo di Ricci non è riuscito a portare alle urne parte degli elettori pentastellati".
Con tutta probabilità una parte dell’elettorato dei 5 stelle non ha sentito “suo” il candidato della coalizione: "In questo momento vedo Matteo Ricci al 44,6%, alle scorse regionali se si sommano i voti dei due candidati sostenuti da Pd e M5s erano superiori a questa cifra – spiega il cofondatore di YouTrend -. Non tutti gli elettori del M5s hanno riversato i lori voti su Ricci, tant'è che il M5s è sceso dal 7 al 5,1%: probabilmente non sentivano questo candidato come loro per antichi dissapori, per l'inchiesta giudiziaria”. Da segnalare poi il risultato di Forza Italia, con l’8,6% che "sembra consolidarsi rispetto alle scorse regionali ed è plausibile che superi anche le europee".
Un discorso a parte viene fatto anche sull’affluenza, che si è fermata al 50,01%, rispetto al 59,75 di 5 anni fa. “La bassa affluenza – commenta Pregliasco -, inoltre, ha premiato il centrodestra che ha fatto una campagna più sul territorio e più legata alle dinamiche locali, con candidati forti nelle liste che hanno assicurato il voto strutturato”. "Di contro” aggiunge, la coalizione avversaria, "con una campagna in cerca di appigli nazionali o addirittura sovranazionali come la questione palestinese, non è riuscita a mobilitare abbastanza il voto di opinione. I marchigiani hanno votato più sul loro territorio che sul Medio Oriente".
Sempre sull’affluenza, l’analista politico di YouTrend ricorda “che è sì calata di quasi 10 punti rispetto al 2020, ma nel 2020 si votava sia per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari sia per le comunali in importanti città come Senigallia, Fermo e Macerata".