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Flotilla, la scheda: barche, equipaggi, attacchi. Tutti i numeri della missione

Flotilla, la scheda: barche, equipaggi, attacchi. Tutti i numeri della missione

A quasi un mese esatto dalla partenza delle prime barche dal porto di Barcellona, dopo tre attacchi e almeno due lunghe soste obbligate, la missione umanitaria si avvicina a Gaza

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Quarantacinque barche, tre delegazioni, più di cinquecento persone a bordo in arrivo da 44 Paesi. A quasi un mese esatto dalla partenza delle prime barche dal porto di Barcellona, dopo tre attacchi e almeno due lunghe soste obbligate, la Global Sumud Flotilla vede Gaza all’orizzonte. Sumud, il nome scelto per la flotta e l’omonimo movimento - intraducibile con un unico termine - in arabo significa resistenza, resilienza, determinazione ad andare fino in fondo.

Dodici barche italiane, 46 connazionali nella flotta

Nella fase finale della traversata sono 45 le imbarcazioni che si avvicinano alla zona di massimo rischio, in cui si prevede che vengano intercettate e abbordate dalla Marina israeliana. Dodici battono bandiera italiana, fra cui la Karma, la barca di Arci che a bordo ospita i parlamentari dem Arturo Scotto e Annalisa Corrado e il consigliere regionale Paolo Romano. Gli altri due deputati, Benedetta Scuderi (Avs) e Marco Croatti (M5s), sono sulla Morgana, insieme al sindacalista dei camalli del Calp di Genova, José Nivoi. In tutto, gli italiani a bordo sono 46, inclusi istituzionali e gli ultimi due “ritardatari” che si sono aggregati alla spedizione negli ultimi due giorni.

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Tappe e partenze

La prima delegazione, che fra i suoi equipaggi vede anche l’ecologista Greta Thunberg, l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau, il nipote di Nelson Mandela, Nkosi Zwelivelile, e gli attivisti Thiago Avila, Yosemin Acar è partita dalla il 31 agosto scorso per raggiungere Sidi Bou Said, porto turistico nei pressi di Tunisi, dove si sono aggiunti altri scafi. Dall’Italia, una flotta di 18 barche ha levato l’ancora ad Augusta e dopo giorni di stop a Porto Palo si è unita alle imbarcazioni provenienti da Tunisi. A Creta, dove la Global Sumud Flotilla si è dovuta fermare dopo aver subito un pesante attacco.

Gli attacchi

Nella notte fra il 23 e il 24 settembre uno sciame di droni ha attaccato la flotta umanitaria che in quel momento veleggiava a circa 37 miglia da Creta, in acque di competenza greca. Per quasi quattro ore, diverse imbarcazioni sono state colpite con ordigni incendiari, flashbang, granate stordenti, mentre dalle radio arrivavano brani che sembravano irridere gli attivisti, da “Lay all your love on me” degli Abba a “Don’t worry, be happy” di Bob Marley. In precedenza, fra l’8 e il 10 settembre, due attacchi con droni hanno danneggiato la Alma e la Familia Maderi, alla fonda davanti al porticciolo turistico di Sidi Bou Said in Tunisia. Secondo alcune indiscrezioni, nei giorni scorsi le autorità tunisine avrebbero arrestato un non meglio precisato “agente straniero” per i due attacchi.

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