Ricci: “L’unità non basta ma senza non si compete. Amarezza per l’inchiesta”
di Gabriella CeramiMatteo Ricci alle cinque del pomeriggio ha già chiamato il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, appena rieletto, per congratularsi. Poi arriva nel suo quartier generale, teso in volto e fermo nell’ammettere la sconfitta.
Speravate in un testa a testa, invece il centrosinistra è otto punti sotto il centrodestra. Cosa ha pesato?
«La mia vera avversaria probabilmente era Giorgia Meloni, non Acquaroli. Lo hanno capito tutti. Per ogni manifesto nostro ce n’erano dieci degli altri. Tante risorse, tanto potere nazionale, tanto potere regionale, la maggior parte del potere nei comuni. È stata davvero una lotta impari dal punto di vista delle risorse».
Una campagna elettorale nazionale e non regionale?
«La premier si è spesa molto perché le Marche erano una delle poche regioni guidate da Fratelli d’Italia, quindi queste elezioni hanno assunto una valenza nazionale e il governo si è speso pesantemente con tante promesse elettorali. Hanno fatto di tutto e di più».
I quattro leader del …
Matteo Ricci alle cinque del pomeriggio ha già chiamato il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, appena rieletto, per congratularsi. Poi arriva nel suo quartier generale, teso in volto e fermo nell’ammettere la sconfitta.
Speravate in un testa a testa, invece il centrosinistra è otto punti sotto il centrodestra. Cosa ha pesato?
«La mia vera avversaria probabilmente era Giorgia Meloni, non Acquaroli. Lo hanno capito tutti. Per ogni manifesto nostro ce n’erano dieci degli altri. Tante risorse, tanto potere nazionale, tanto potere regionale, la maggior parte del potere nei comuni. È stata davvero una lotta impari dal punto di vista delle risorse».
Una campagna elettorale nazionale e non regionale?
«La premier si è spesa molto perché le Marche erano una delle poche regioni guidate da Fratelli d’Italia, quindi queste elezioni hanno assunto una valenza nazionale e il governo si è speso pesantemente con tante promesse elettorali. Hanno fatto di tutto e di più».
I quattro leader del centrodestra sono arrivati qui nelle Marche tutti insieme. Non ci sono invece foto dei quattro leader del centrosinistra con lei. I suoi sostenitori avrebbero potuto fare di più?
«No, non posso dirlo. I leader del centrosinistra si sono spesi in modo generoso e di più non potevano fare rispetto all’impegno che hanno messo nella sfida. Ringrazio la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente dell’assemblea Stefano Bonaccini, il leader M5s Giuseppe Conte per la sua generosità, e Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs».
Il M5S ha perso circa quattro punti rispetto alle Europee dello scorso anno e due punti rispetto alle scorse regionali quando ha corso da solo. Forse ha inciso l’avviso di garanzia che lei ha ricevuto a inizio campagna?
«Il M5S si è impegnato tantissimo e ha ottenuto un risultato dignitoso. Conte ha letto tutte le carte appena le ho ricevute e ha capito subito che non c’erano elementi per chiedere un mio passo indietro».
Però ritiene che l’inchiesta abbia influito?
«Ovviamente c’è anche amarezza per ciò che mi è successo personalmente: ricevere un avviso di garanzia in piena campagna elettorale ovviamente mi ha colpito profondamente. Mi ha colpito profondamente la strumentalizzazione che c’è stata per almeno un mese sui media, in particolar modo dell’altra parte politica. L’hanno utilizzata fino in fondo e purtroppo qualche effetto l’ha avuto. Bisogna sempre aver rispetto per il lavoro che fa la magistratura, un po’ meno per coloro che l’hanno strumentalizzata».
Conte ha detto che la proposta alternativa messa sul tavolo non ha convinto. È il momento di ripensare il campo largo?
«L’unità non basta ma non c’è alternativa al campo largo e senza questa coalizione non avremmo neanche giocato la partita. Abbiamo visto crescere un’onda sperando che fosse decisiva, ma c’è ancora una forte spinta a destra e questo voto lo conferma. Abbiamo fatto una battaglia controvento».
Le Marche sono però una battuta d’arresto nella corsa verso le Politiche?
«Passo dopo passo aspettiamo la fine delle elezioni regionali e vediamo quanto sarà forte l’alternativa al governo. Le Marche sono una Regione piccola, i dati politici veri li vedremo con le altre Regioni. Speravamo di partire con una vittoria, siamo partiti con una sconfitta e speriamo che nelle altre regioni il centrosinistra vada meglio».
Della sua coalizione hanno fatto parte piccole liste civiche che si possono definire più centriste, che però non sono andate bene. Al campo largo manca qualcosa?
«Certamente il campo progressista va rafforzato. Allargando il più possibile e immaginando come costruire un centro moderato».