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Il diritto internazionale secondo Meloni: quando chiedeva che fosse l’Italia a giudicare i marò

(ansa)

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La vicenda risale al febbraio del 2012, quando due fucilieri di marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, furono accusati di aver ucciso due pescatori al largo delle coste indiane
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Il diritto internazionale? Dipende. Un po' come il pongo, c'è qualcuno che se lo modella a piacimento. Nella categoria dei “tweet invecchiati male” infatti ce ne sono due della presidente del Consiglio che cadono a puntino rispetto ai fatti di cronaca: è il 22 dicembre 2012 e Giorgia Meloni scrive: "La classe politica e la Nazione tutta prendano esempio dal senso dell'onore dei marò. E sia l'Italia a giudicarli, non l'India". Un utente le risponde: "Il fatto è avvenuto in acque indiane, sia l'India a giudicarli, altroché". Controreplica dell'allora neofondatrice di FdI: "No scusi, il fatto è avvenuto in acque internazionali, su una nave battente bandiera tricolore. Quindi territorio italiano".

La vicenda risale al febbraio di quell'anno: la petroliera italiana Enrica Lexie, un gigante da 230 mila tonnellate, incontra sulla propria rotta, a 20,5 miglia al largo delle coste indiane, una piccola imbarcazione di pescatori, il St. Anthony. Lunga appena 12 metri. I due fucilieri di marina a…

Il diritto internazionale? Dipende. Un po' come il pongo, c'è qualcuno che se lo modella a piacimento. Nella categoria dei “tweet invecchiati male” infatti ce ne sono due della presidente del Consiglio che cadono a puntino rispetto ai fatti di cronaca: è il 22 dicembre 2012 e Giorgia Meloni scrive: "La classe politica e la Nazione tutta prendano esempio dal senso dell'onore dei marò. E sia l'Italia a giudicarli, non l'India". Un utente le risponde: "Il fatto è avvenuto in acque indiane, sia l'India a giudicarli, altroché". Controreplica dell'allora neofondatrice di FdI: "No scusi, il fatto è avvenuto in acque internazionali, su una nave battente bandiera tricolore. Quindi territorio italiano".

La vicenda risale al febbraio di quell'anno: la petroliera italiana Enrica Lexie, un gigante da 230 mila tonnellate, incontra sulla propria rotta, a 20,5 miglia al largo delle coste indiane, una piccola imbarcazione di pescatori, il St. Anthony. Lunga appena 12 metri. I due fucilieri di marina a bordo della nave, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, scambiano quell’incontro per un attacco di pirati, poi diranno di aver intravisto almeno cinque uomini armati a bordo, pronti all’arrembaggio. Così i due militari, a una distanza di circa 100-150 metri, aprono il fuoco contro la barca indiana, obbligandola a cambiare rotta. “Le brevi raffiche di mitra furono indirizzate esclusivamente in acqua per cui nessuno si fece male”, dissero loro. Ma morirono due pescatori.

Ne nascerà una lunga controversia internazionale, comunque il nostro Paese verserà oltre un milione di euro alle famiglie dei pescatori uccisi a titolo di risarcimento. Per la destra i marò divennero immediatamente dei beniamini che invece fecero solo il loro dovere. E per dimostrarlo, per l'appunto, Meloni si appellava al diritto internazionale, peraltro difficile da districare in quel particolare caso.

E pensare che invece, per quanto riguarda il caso Global Sumud Flotilla, da che parte stia il diritto è conclamato: Israele - una potenza occupante di territori altrui, comprese le acque di fronte a Gaza - non aveva il diritto di fermare le imbarcazioni né chi ci sta a bordo, perché quelle in cui è avvenuto l'abbordaggio sono acque internazionali dove vige il principio di libertà dei mari e della sovranità dello Stato di cui la nave batte bandiera. Solo che stavolta Meloni non si appella alle norme, non accusa Israele, non difende i propri connazionali e anzi, se la prende con la missione pacifica e nonviolenta.

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