Dal 27 agosto scorso a due giorni fa, Pasquale Tridico ha percorso 10.288 chilometri in giro per la Calabria, una campagna elettorale capillare che ha toccato 114 comuni, dalla arbëreshë Acquaformosa (Cosenza) a San Luca (Reggio Calabria). Sforzo enorme nella speranza di fare il miracolo: battere la corazzata di centrodestra di Roberto Occhiuto.
Impressioni? Come sta andando?
«Bene, c’è un entusiasmo palpabile e una voglia di cambiamento che siamo riusciti a intercettare. Domani (stasera, ndr) chiuderemo a Corigliano-Rossano coi leader della coalizione. Convocando le elezioni a Ferragosto, Occhiuto pensava di vincere facile, sono partiti in vantaggio, ma la partita è aperta. Ci temono, la loro campagna è stata solo condita da fake news e tentativi di delegittimarmi. Di Calabria non hanno mai parlato, non hanno un programma».
Loro però dicono: non vinciamo, stravinciamo.
«Cercano di cavalcare il voto delle Marche, ma sanno bene che ogni Regione fa storia a sé, basti vedere che in Campa…
Dal 27 agosto scorso a due giorni fa, Pasquale Tridico ha percorso 10.288 chilometri in giro per la Calabria, una campagna elettorale capillare che ha toccato 114 comuni, dalla arbëreshë Acquaformosa (Cosenza) a San Luca (Reggio Calabria). Sforzo enorme nella speranza di fare il miracolo: battere la corazzata di centrodestra di Roberto Occhiuto.
Impressioni? Come sta andando?
«Bene, c’è un entusiasmo palpabile e una voglia di cambiamento che siamo riusciti a intercettare. Domani (stasera, ndr) chiuderemo a Corigliano-Rossano coi leader della coalizione. Convocando le elezioni a Ferragosto, Occhiuto pensava di vincere facile, sono partiti in vantaggio, ma la partita è aperta. Ci temono, la loro campagna è stata solo condita da fake news e tentativi di delegittimarmi. Di Calabria non hanno mai parlato, non hanno un programma».
Loro però dicono: non vinciamo, stravinciamo.
«Cercano di cavalcare il voto delle Marche, ma sanno bene che ogni Regione fa storia a sé, basti vedere che in Campania e Puglia siamo nettamente favoriti. In Calabria pesano i disastri sulla sanità e la povertà a livelli record, poi certo tocca a noi motivare i cittadini ad andare a votare e su questo siamo impegnati. Ogni voto conta».
Oggettivamente le Marche hanno demoralizzato però, o no?
«Ci aspettavamo un esito diverso. Ma lo sa che molti calabresi non sapevano neanche delle elezioni nelle Marche? Tutti mi chiedono delle liste d’attesa infinite negli ospedali, delle strade colabrodo, dello spopolamento nelle aree interne, di lavoro e di futuro che non c’è».
È vero che parlare di Palestina non porta un voto?
«Le cose vanno contestualizzate. Giorni fa con Giuseppe Conte abbiamo partecipato a un incontro sul genocidio a Gaza all’Università della Calabria. C’erano più di mille studenti. A loro interessa, eccome, se il loro governo chiude gli occhi davanti ai crimini israeliani, noi invece riconosceremo lo Stato della Palestina come atto politico. Tuttavia, bisogna essere anche realisti. È umano per chi abbia un figlio malato, disoccupato o in povertà, e quindi senza futuro, pensare prima a sé stessi. Non biasimo chi si focalizza sulla propria condizione sociale, anzi la mia candidatura nasce proprio per riportare speranza».
Quali sono le proposte qualificanti del programma?
«Il mio è un patto con i calabresi per far rinascere la nostra terra. Gliene cito tre. La sanità: un bonus per medici e professionisti sanitari che sceglieranno di tornare in Calabria. L’obiettivo è invertire la loro fuga dal nostro territorio e rafforzare il sistema sanitario locale oggi al collasso. Occhiuto propone il “modello Cuba” con l’assunzione di medici cubani, noi vogliamo far ritornare le nostre eccellenze a casa. Il Friuli lo ha fatto già. Poi il lavoro: proponiamo l’assunzione di 10 mila giovani che si occuperanno di tutela del territorio e cultura. E infine, apriremo quattro poli tecnologici specializzati in innovazione, economia digitale e ricerca. La Regione finanzierà borse di dottorato industriale in collaborazione con le università».
La accusano di voto di scambio col reddito di dignità. Risposta?
«Il voto di scambio è di chi promette l’assunzione ai precari in cambio del voto. Dunque si guardino allo specchio quando parlano di voto di scambio. Noi aiuteremo chi oggi non riesce ad arrivare alla fine del mese impiegandolo in attività ambientali, culturali e in sostegno ai Comuni. Andrà agli esclusi del reddito di inclusione».
Se perde, resta in Calabria?
«Siamo convinti di vincere».