La maggioranza ha trattato fino all’ultimo per trovare una mediazione che mettesse d’accordo la Lega con Fratelli d’Italia e Forza Italia: la linea sul primo ministro Benjamin Netanyahu, da illustrare nella mozione sul Medioriente, ha diviso i partiti di governo. L’Aula ha da poco votato e il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, lascia l’emiciclo con l’aria di chi ha combattuto un braccio di ferro fino alla sera prima.
Molinari, è vero che voi della Lega avevate chiesto di inserire un passaggio filo-Netanyahu e vi è stato bocciato?
«Abbiamo fatto modificare un punto e lo abbiamo edulcorato. È il punto che parla delle sanzioni e adesso c’è scritto di “valutare le sanzioni” ai coloni in Cisgiordania. Abbiamo mediato su questo tema».
In origine com’era?
«Si chiedeva all’Italia di collaborare con l’Europa per le sanzionare il governo Netanyahu, ma noi abbiamo sempre detto che siamo contrari a sanzionare Israele quindi, quel passaggio, è stato edulcorato».
Voi vi siete battuti per scr…
La maggioranza ha trattato fino all’ultimo per trovare una mediazione che mettesse d’accordo la Lega con Fratelli d’Italia e Forza Italia: la linea sul primo ministro Benjamin Netanyahu, da illustrare nella mozione sul Medioriente, ha diviso i partiti di governo. L’Aula ha da poco votato e il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, lascia l’emiciclo con l’aria di chi ha combattuto un braccio di ferro fino alla sera prima.
Molinari, è vero che voi della Lega avevate chiesto di inserire un passaggio filo-Netanyahu e vi è stato bocciato?
«Abbiamo fatto modificare un punto e lo abbiamo edulcorato. È il punto che parla delle sanzioni e adesso c’è scritto di “valutare le sanzioni” ai coloni in Cisgiordania. Abbiamo mediato su questo tema».
In origine com’era?
«Si chiedeva all’Italia di collaborare con l’Europa per le sanzionare il governo Netanyahu, ma noi abbiamo sempre detto che siamo contrari a sanzionare Israele quindi, quel passaggio, è stato edulcorato».
Voi vi siete battuti per scrivere una posizione netta a favore di Netanyahu e sul suo diritto alla difesa?
«Alla fine abbiamo trovato un accordo con Giorgia Meloni e Antonio Tajani e tutti insieme abbiamo votato la nostra mozione su cui sono confluiti anche altri partiti di opposizione».
Perché siete a favore del piano di pace proposto da Donald Trump?
«Appoggiamo il piano Trump, lo appoggiano tutti. La nostra posizione sul conflitto tra Hamas e Israele è talmente chiara che è diventata la base sulla quale è nata la proposta di pace del presidente Trump».
Non c’è però una posizione sul riconoscimento della Palestina.
«Netanyahu ha accettato di ritirarsi, di lasciare Gaza, la Cisgiordania, cosa deve fare di più? Adesso è Hamas che deve smilitarizzare e andare via. Netanyahu ha già accettato il piano anche se l’estrema destra interna è contraria. Però lui come presidente del Consiglio lo ha accettato».
Che prospettiva allora per la Palestina?
«Nella proposta di Trump in effetti il tema del riconoscimento dello Stato di Palestina resta sfocato. Però quell’accordo va nella direzione di avere due popoli e due Stati. Non l’hanno scritto perché altrimenti né Hamas né Israele lo avrebbero accettato».
In Aula ha detto che la sinistra fa un gioco pericoloso sulla Palestina, perché?
«Parlando di genocidio, di governo con le mani sporche di sangue, di governo di Israele terrorista stanno buttando benzina sul fuoco. Perché alimentano l’antisemitismo. Usando certi termini stanno facendo un gioco pericoloso perché sobillano la piazza contro il nostro governo con degli argomenti per cui la roba rischia di sfuggire di mano».
Perché l’Italia non paga il biglietto di ritorno all’equipaggio italiano della Flotilla trattandosi di una missione umanitaria?
«Il biglietto per tornarsene a casa devono pagarselo loro. Non è una missione dello Stato. La legge israeliana dice che sono immigrati clandestini e che devono tornarsene a casa con un biglietto aereo e farsi un processo per immigrazione clandestini».
E lei che ne pensa? Sono immigrati clandestini?
«Sì, lo ha detto Israele. Andare a rompere il cordone militare in una zona di guerra è una provocazione evidente. Non possiamo far finta di non vedere le cose. Volevano portare lì i nostri aerei militari, ci volevano portare in guerra con Israele? Che facciamo?».
Ma nella Flotilla c’erano navi civili non militari, non trova?
«Israele li sta trattando da immigrati clandestini. Meglio che terroristi o prigionieri di guerra, direi che è un trattamento che evita polemiche. Alla fine gli hanno detto ‘fate un biglietto e tornate a casa’. Si era detto che sarebbero finiti in gattabuia e invece... Più di così cosa poteva fare il governo d’Israele?».