Intesa nel centrodestra: per il Veneto c’è Stefani e Cirielli in Campania
di Gabriella Cerami , Lorenzo De CiccoLa chiusura della campagna elettorale di Pasquale Tridico candidato a presidente della Regione Calabria
ROMA – Non è stato il vertice decisivo, ma quasi. Manca solo l’ufficialità, motivo per cui ieri, per tutto il giorno, ai vertici della coalizione di governo negavano il rendezvous, che però c’è stato. Sia Matteo Salvini che Antonio Tajani — lo confermano quattro diverse fonti — sono stati a casa di Giorgia Meloni. Per parlare di regionali. Insomma, per trovare l’accordo sulle 3 corse locali ancora senza front runner. In Veneto toccherà al leghista Alberto Stefani, vicesegretario nazionale in ottimi rapporti anche con Luca Zaia (che correrà da capolista per il Carroccio). In Campania sarà il viceministro meloniano agli Esteri, Edmondo Cirielli, a portare la bandiera del centrodestra. Sulle prime sembrava in pole il prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Ma Meloni si è convinta: no, ci sarà un nome politico. Per la Puglia il favorito è Gigi Lobuono, ex presidente della fiera del Levante, anche se i Fratelli hanno chiesto a FI di ritentare (ma è difficile) con il deputato Mauro D’Attis. M…
ROMA – Non è stato il vertice decisivo, ma quasi. Manca solo l’ufficialità, motivo per cui ieri, per tutto il giorno, ai vertici della coalizione di governo negavano il rendezvous, che però c’è stato. Sia Matteo Salvini che Antonio Tajani — lo confermano quattro diverse fonti — sono stati a casa di Giorgia Meloni. Per parlare di regionali. Insomma, per trovare l’accordo sulle 3 corse locali ancora senza front runner. In Veneto toccherà al leghista Alberto Stefani, vicesegretario nazionale in ottimi rapporti anche con Luca Zaia (che correrà da capolista per il Carroccio). In Campania sarà il viceministro meloniano agli Esteri, Edmondo Cirielli, a portare la bandiera del centrodestra. Sulle prime sembrava in pole il prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Ma Meloni si è convinta: no, ci sarà un nome politico. Per la Puglia il favorito è Gigi Lobuono, ex presidente della fiera del Levante, anche se i Fratelli hanno chiesto a FI di ritentare (ma è difficile) con il deputato Mauro D’Attis. Manca la nota finale. Che non arriva per un motivo: non ci sarebbe ancora intesa sulla Lombardia, rivendicata da via della Scrofa per cedere il Veneto. C’è una bozza, che sembra un punto di equilibrio: a FdI sarebbe riconosciuta «la legittima aspirazione ad un riequilibrio territoriale». Una call fra i tre leader è prevista oggi. Aria di fumata bianca.
Intanto domani e lunedì si vota in Calabria. Ultimi fuochi, promesse finali: reddito di merito, proposto dal centrodestra, contro la riduzione del bollo auto, promesso dal centrosinistra. Ieri i leader hanno percorso l’ultimo miglio sulle strade calabresi. Il centrodestra con il governatore uscente Roberto Occhiuto, che si è dimesso il 31 luglio in seguito a un’inchiesta, corre per la riconferma puntando al 2-0 dopo la vittoria la scorsa settimana con Francesco Acquaroli. Il campo largo spera nel buon risultato di Pasquale Tridico, presidente dell’Inps ai tempi del reddito di cittadinanza, adesso eurodeputato M5S.
Salvini, passeggiando lungo corso Garibaldi a Reggio Calabria, mano per mano con la fidanzata Francesca Verdini, e insieme ai suoi vice Claudio Durigon e Roberto Vannacci, demolisce proprio il cavallo di battaglia del partito di Giuseppe Conte: «I calabresi che incontro mi chiedono lavoro, non mance o pacche sulle spalle». Il ponte sullo Stretto? «La più grande opera contro la ‘ndrangheta». Il tenore è questo e Vannacci non è da meno: «Fuori la sinistra dai palazzi».
Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI, fa tappa a Vibo Valentia e Catanzaro per puntare anche qui, come nella Marche, sull’esecutivo amico: «Abbiamo proposte credibili, lo dimostriamo anche al governo della nazione». Non solo. Ecco Salvini a un passante: «Anche quest’anno cercheremo di alzare un po’ le pensioni». In alternativa al reddito di cittadinanza, Occhiuto propone «il reddito di merito»: chi resta in Calabria per fare l’università mantenendo una media del 27 avrà un sostegno di 500 euro al mese.
Da Villa San Giovanni, risponde Conte che in Calabria si è speso tantissimo nelle ultime settimane. L’ex premier propone la riduzione del bollo auto per i calabresi: «Bisogna dire a chi ha una soglia Isee bassa che non deve pagare il bollo perché non ci sono strade e infrastrutture degne di un Paese civile». Al comizio finale si collega Elly Schlein. Ricorda i punti del programma, difesa della sanità e della scuola pubblica, il diritto a restare in Calabria, il diritto alla casa, e poi chiude la campagna elettorale così: «Possiamo farcela, crediamoci fino in fondo».