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Meloni: ditemi quanto sono costati i cortei. Ma è cauta sulla stretta voluta dalla Lega

Giorgia Meloni

 (reuters)

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Il Carroccio vuole fissare il tetto delle sanzioni da 10mila euro fino a un massimo di un milione
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Vuole vederci chiaro «sui costi». Ma si tiene alla larga, per ora, dalla stretta che minaccia il Carroccio su scioperi e cortei. Giorgia Meloni fino a sera resta in silenzio, sulla mobilitazione cigiellina per Gaza e Flotilla. Ai suoi parla di «operazione politica». Spartito che la grancassa di FdI suona per tutto il giorno. La premier, per 24 ore, pubblicamente evita d’infilarsi nella bega di giornata. Un paio di ministri però raccontano che nell’ultimo Cdm, quello dell’altro ieri, Meloni abbia preso la parola, subito dopo l’informativa di Matteo Salvini sugli scioperi. E in quel contesto la premier ha fatto una richiesta che non è sfuggita alle orecchie più attente: «Fatemi sapere quali sono i costi esatti. Poi sarò io a parlarne agli italiani».

Una postilla che fa immaginare — così il messaggio viene interpretato anche nella cerchia della leader — un ulteriore inasprimento dei toni. Una campagna sempre più martellante attorno alla Cgil di Maurizio Landini. Per ora composta solo di…

Vuole vederci chiaro «sui costi». Ma si tiene alla larga, per ora, dalla stretta che minaccia il Carroccio su scioperi e cortei. Giorgia Meloni fino a sera resta in silenzio, sulla mobilitazione cigiellina per Gaza e Flotilla. Ai suoi parla di «operazione politica». Spartito che la grancassa di FdI suona per tutto il giorno. La premier, per 24 ore, pubblicamente evita d’infilarsi nella bega di giornata. Un paio di ministri però raccontano che nell’ultimo Cdm, quello dell’altro ieri, Meloni abbia preso la parola, subito dopo l’informativa di Matteo Salvini sugli scioperi. E in quel contesto la premier ha fatto una richiesta che non è sfuggita alle orecchie più attente: «Fatemi sapere quali sono i costi esatti. Poi sarò io a parlarne agli italiani».

Una postilla che fa immaginare — così il messaggio viene interpretato anche nella cerchia della leader — un ulteriore inasprimento dei toni. Una campagna sempre più martellante attorno alla Cgil di Maurizio Landini. Per ora composta solo di attacchi, dichiarazioni a tamburo battente, dossier confezionati dall’ufficio studi di via della Scrofa, propaggine della comunicazione diretta dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

La Lega invece chiede, a viso aperto, una sterzata molto più concreta. A suon di leggi o decreti. Il Carroccio, già dopo le mobilitazioni di fine settembre, a cui erano seguiti incidenti alla stazione centrale di Milano, aveva ipotizzato di fissare alcune «cauzioni» da far pagare agli organizzatori delle manifestazioni. Una sorta di caparra, con cui rimborsare gli eventuali danni. Anche se a causarli spesso non è chi convoca un’adunata, ma gruppuscoli autonomi. Ora il secondo passo: aumentare le sanzioni per chi sciopera, nel caso in cui l’autorità garante riscontri alcuni vizi nella convocazione della mobilitazione. Com’è avvenuto ieri.

Salvini ha ricordato a quanto ammontano le multe con le normative attuali, che risalgono al ‘90: «Oggi possono essere fra 2.500 e i 50mila euro». Anche se una bozza definitiva ancora non c’è, nemmeno al Mit, fonti di primissimo piano della Lega spiegano che il tetto minimo dovrebbe essere portato a 10mila euro, mentre quello massimo salirebbe fino a un milione. L’entourage del ministro dei Trasporti sta ragionando su come procedere: l’auspicio è una mossa del governo. Cioè un decreto. L’alternativa è un disegno di legge di iniziativa parlamentare. Che tenga conto sia della proposta sulle cauzioni che delle maxi-multe per chi sciopera nonostante il niet del Garante. A proposito di cauzioni: ci sarebbero alcune esenzioni, a discrezione del Viminale.

Decisivo sarà il parere degli alleati. Meloni e Salvini ne hanno discusso dopo il Cdm con Antonio Tajani e Carlo Nordio. Un punto rapidissimo, però. FI ha bocciato già, pubblicamente, l’ipotesi di cauzioni. Quanto alle sanzioni è più possibilista: «Se la Cgil trasforma gli scioperi, che sono sacrosanti, in una baracconata, qualcosa si dovrà pur fare», sostiene il portavoce nazionale degli azzurri, Raffaele Nevi.

E Meloni? La premier, raccontano i suoi, sarebbe stata piuttosto pessimista sulla possibilità di introdurre cauzioni per le manifestazioni. Anche solo per gli intoppi giuridici. Mentre ancora deve valutare la stretta sulle sanzioni. Prima, appunto, vuole sapere «i costi». E in FdI non si sbilanciano.

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