Landini: “Siamo con la Costituzione”. Schlein difende il diritto di sciopero
di Rosaria Amato , Gabriella CeramiIl leader della Cgil Maurizio Landini in testa al corteo di Roma per lo sciopero generale
ROMA – Uno sciopero «legittimo», che «rispetta pienamente le leggi», ed esalta la Costituzione, perché «la solidarietà è un valore costituzionale». Il leader della Cgil Maurizio Landini, al corteo di Roma, difende con forza la protesta indetta insieme ai sindacati di base Usb, Cub e Sgb dagli attacchi del vicepremier leghista Matteo Salvini e della premier Giorgia Meloni. «Giù le mani dal diritto di sciopero», ribadisce dalla stessa piazza la segretaria dei dem Elly Schlein.
«Nella mia vita non avevo mai visto un rappresentante dello Stato minacciare i suoi cittadini se esercitano un diritto sancito dalla Costituzione», afferma indignato Landini, assicurando che «se ci saranno violazioni o tentativi di sanzioni noi difenderemo a tu…
ROMA – Uno sciopero «legittimo», che «rispetta pienamente le leggi», ed esalta la Costituzione, perché «la solidarietà è un valore costituzionale». Il leader della Cgil Maurizio Landini, al corteo di Roma, difende con forza la protesta indetta insieme ai sindacati di base Usb, Cub e Sgb dagli attacchi del vicepremier leghista Matteo Salvini e della premier Giorgia Meloni. «Giù le mani dal diritto di sciopero», ribadisce dalla stessa piazza la segretaria dei dem Elly Schlein.
«Nella mia vita non avevo mai visto un rappresentante dello Stato minacciare i suoi cittadini se esercitano un diritto sancito dalla Costituzione», afferma indignato Landini, assicurando che «se ci saranno violazioni o tentativi di sanzioni noi difenderemo a tutti i costi tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, e impugneremo eventuali sanzioni contro la nostra organizzazione». E, in risposta a Giorgia Meloni, che aveva ironizzato sul “weekend lungo” degli scioperanti, ricorda che «chi è qui ha rinunciato allo stipendio». «Quelli che stanno qui sono quelli che pagano le tasse e che tengono in piedi questo Paese — aggiunge — dovrebbero baciare dove mettono i piedi, non denigrarli o minacciarli».
Manifestanti che «esprimono i valori dell’umanità», «persone perbene, che vogliono anche difendere l’onore di questo Paese», indebolito da un governo «che permette a Netanyahu di portare avanti un genocidio, e di decidere chi può entrare nelle acque internazionali».
Il leader della Cgil sottolinea anche «la partecipazione straordinaria e senza precedenti dei giovani», che a un governo che nella prossima legge di Bilancio punta tutto sulle spese militari, ignorando «scuola, lavoro, sanità» («l’unica spesa che aumenta è quella degli armamenti», denuncia) chiedono un futuro di pace e di giustizia sociale, con lavoro stabile e contrasto alla precarietà».
Cgil e Pd insieme. Schlein e i dem, tra cui Nicola Zingaretti e Michela Di Biase, sfilano tra le bandiere del sindacato rosso dietro uno striscione con la scritta «Fermiamo il massacro». Nicola Fratoianni, leader di Avs, percorre tutto il serpentone del corteo, fino a piazza dei Cinquecento, stringendo le mani dei manifestanti. Angelo Bonelli, anche lui leader di Avs, abbraccia i manifestanti. I tre big del campo largo si incontrano tra la folla e stringono insieme, tra le mani, una bandiera della Palestina. Nella foto manca Giuseppe Conte, che però partecipa al corteo a Reggio Calabria.
La segretaria del Pd, appena arriva a piazza Vittorio, si guarda attorno: «Questa è una bella giornata di mobilitazione, enormemente partecipata, che mostra che l’Italia oggi è migliore di chi la governa». Il canto Bella ciao risuona più volte durante tutto il corteo e anche Schlein lo intona con i giovani dem.
Alla premier, secondo la quale i manifestanti vogliono solo il week end lungo, anche la segretaria dem risponde dalla piazza: «È gravissimo che l’attacco sia arrivato dalla presidente Meloni, così come le minacce di limitarlo. Noi siamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori». Sulla sua scia, a distanza, c’è Conte, «la premier è la prima estremista che vuole lo scontro». Fratoianni, che ha partecipato alla manifestazione fino alla fine, è soddisfatto: «Questa è una mobilitazione che restituisce un poco di onore a questo Paese. L’onore che è stato invece buttato nel fango dall’ignavia, dalla complicità e dall’ipocrisia del nostro governo».