Regionali, tocca alla Calabria: la sfida di Tridico a Occhiuto
di Matteo PucciarelliMILANO – Da una parte l’uscente Roberto Occhiuto del centrodestra, che la scorsa estate aveva improvvisamente interrotto in anticipo il mandato regionale in seguito a un avviso di garanzia, ricevuto per una presunta vicenda di corruzione; dall’altra il 5 Stelle Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps, per il centrosinistra. Terzo incomodo, ma con zero chance, il sovranista Francesco Toscano (Dsp).
Si vota oggi e domani, lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura delle urne alle 15. Sono chiamate al voto quasi 2 milioni di persone, anche se l’affluenza è sempre molto condizionata dai fuorisede: sono 400 mila tra studenti e lavoratori e nonostante le promesse di una riforma non c’è mai stato modo di non vincolare l’esercizio del diritto al ritorno nel luogo di residenza, spesso a diverse centinaia di chilometri di distanza.
MILANO – Da una parte l’uscente Roberto Occhiuto del centrodestra, che la scorsa estate aveva improvvisamente interrotto in anticipo il mandato regionale in seguito a un avviso di garanzia, ricevuto per una presunta vicenda di corruzione; dall’altra il 5 Stelle Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps, per il centrosinistra. Terzo incomodo, ma con zero chance, il sovranista Francesco Toscano (Dsp).
Si vota oggi e domani, lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura delle urne alle 15. Sono chiamate al voto quasi 2 milioni di persone, anche se l’affluenza è sempre molto condizionata dai fuorisede: sono 400 mila tra studenti e lavoratori e nonostante le promesse di una riforma non c’è mai stato modo di non vincolare l’esercizio del diritto al ritorno nel luogo di residenza, spesso a diverse centinaia di chilometri di distanza.
Il centrodestra si presenta con una coalizione ampia e, a vedere i sondaggi che misurano le intenzioni di voto per lista delle settimane scorse, mantiene un consenso complessivo superiore al 50 per cento, con Fratelli d’Italia e Forza Italia in competizione per la guida politica della regione. Il fronte progressista allargato al M5S ha invece ridotto parte del distacco dopo l’estate e, secondo alcune rilevazioni, avrebbe persino portato il vantaggio del centrodestra entro margini di sovrapposizione tra i candidati. La sfida alle urne si gioca molto sulla capacità di mobilitare un elettorato la cui partecipazione, anche per le ragioni su menzionate, non è affatto scontata.
La mossa agostana a sorpresa di Occhiuto, appoggiata subito dai leader nazionali della coalizione, serviva a farsi rilegittimare con le urne, rafforzando la propria posizione pubblica anche rispetto all’inchiesta. Una scelta che aveva spiazzato il centrosinistra, visto il periodo vacanziero; dopo pochi giorni di colloqui la scelta è caduta appunto su Tridico, considerato uno dei padri del reddito di cittadinanza e attualmente europarlamentare. Avs avrebbe voluto candidare un proprio esponente, alla fine l’ha spuntata il M5S.
Il candidato esponente di Forza Italia ha rappresentato uno dei principali bastian contrari interni al centrodestra al progetto autonomista della Lega, «perché prima dell’autonomia vengono i diritti dei cittadini che devono valere a Crotone, come altrove». La campagna elettorale lampo «è stata onesta, ho detto di non avere la bacchetta magica — ha spiegato Occhiuto — ma in quattro anni ho risolto molti più problemi che negli ultimi quarant’anni: ho fatto riforme che la Calabria mai aveva visto». L’usato sicuro insomma.
Quanto a Tridico, ha messo sul piatto alcune proposte forti mediaticamente: una specie di ritorno al reddito di cittadinanza in cambio di attività ambientali, culturali e in sostegno ai Comuni; un piano per far rientrare i medici calabresi impiegati altrove; e per ultimo, lo stop al bollo auto fino a 250 euro. La campagna è stata faticosa: 11 mila chilometri percorsi in un mese, raccontando molto delle proprie origini, quelle di una famiglia umile e numerosa, emigrata altrove, ma orgogliosa della propria terra.