ROMA – «Sembravamo tutti addormentati, soli, dispersi. Ci siamo svegliati per qualcosa, qualcosa di umano. Ed è bellissimo. Non vogliamo dormire più». Gianni De Santis fa il professore, è romano, vota a sinistra, dietro gli occhiali da sole dice: «Io sono un vecchiotto ormai, sono commosso da tutti questi giovani che pensavamo rinchiusi nel loro mondo digitale, piegati sui cellulari e invece li s…