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Gaza, ospedali e carabinieri: l’aiuto del governo per la ricostruzione

Antonio Tajani e Giorgia Meloni 

 

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Giovedì Tajani al vertice di Parigi sugli interventi nella Striscia. Meloni disponibile a entrare nel “board of peace” con Blair
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Medici italiani negli ospedali di Gaza City e i carabinieri del “Coespu” (centro di eccellenza per le unità di polizia di stabilità) per addestrare le nuove forze dell’ordine nella Striscia e nella West Bank, come contributo alla Isf, la forza di stabilizzazione internazionale prospettata da Trump. E Giorgia Meloni nel “board of peace” presieduto dal presidente Usa, insieme all’ex primo ministro britannico Tony Blair. In una fase segnata ancora da tribolazioni e incertezze, il governo italiano lavora al piano di pace presentato dagli Stati Uniti ad Hamas e Netanyahu. Lo scenario modellato a Palazzo Chigi e Farnesina naturalmente è quello che la nostra diplomazia, come quella dei paesi Ue e arabi, auspica: che si arrivi davvero a un accordo di pace in Medio Oriente.

Medici italiani negli ospedali di Gaza City e i carabinieri del “Coespu” (centro di eccellenza per le unità di polizia di stabilità) per addestrare le nuove forze dell’ordine nella Striscia e nella West Bank, come contributo alla Isf, la forza di stabilizzazione internazionale prospettata da Trump. E Giorgia Meloni nel “board of peace” presieduto dal presidente Usa, insieme all’ex primo ministro britannico Tony Blair. In una fase segnata ancora da tribolazioni e incertezze, il governo italiano lavora al piano di pace presentato dagli Stati Uniti ad Hamas e Netanyahu. Lo scenario modellato a Palazzo Chigi e Farnesina naturalmente è quello che la nostra diplomazia, come quella dei paesi Ue e arabi, auspica: che si arrivi davvero a un accordo di pace in Medio Oriente.

Nelle riunioni preparatorie al ministero degli Esteri, in raccordo con la presidenza del consiglio, si discute del contributo che l’Italia fornirà alla fase di ricostruzione. E i pilastri appunto sono tre. Sul piano politico, Meloni punta ad accomodarsi nel board che gestirà la transizione. Segnale politico, che confermerebbe la vicinanza con Washington. E a proposito: mezzo governo, da Santanchè a Lollobrigida a Giorgetti, sarà nella capitale Usa alla fine della prossima settimana, per la cena della National Italian American Foundation, a cui dovrebbe partecipare lo stesso Trump. E in quel caso si accomoderebbe a tavola anche Meloni.

Sul piano operativo, l’Italia intende partecipare alla riattivazione degli ospedali nella Striscia. La Farnesina vorrebbe coinvolgere le strutture già impegnate in questi mesi per il ricovero dei palestinesi accolti nel nostro Paese. L’altro tassello è il contributo all’Isf: l’idea è di rafforzare l’unità di carabinieri che opera oggi in Cisgiordania. Manterrebbero il ruolo di addestramento della polizia palestinese, con compiti ampliati. In questo primo scenario, non ci sarebbero dunque forze dell’Esercito in campo, che potrebbero aggiungersi in una seconda fase, se il piano Trump, ammesso che abbia successo, passerà da una risoluzione dell’Onu.

Tajani dovrebbe portare queste considerazioni in due summit su Gaza. Il primo è in calendario giovedì, a Parigi. Si tratta di un vertice a livello di ministri degli Esteri: per l’Europa ci saranno i rappresentanti di Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Più un gruppo di paesi arabi, dal Qatar all’Arabia saudita. Il tentativo è chiaro: tenere saldo il fronte europeo, cercare punti di contatto con le leadership del mondo arabo, preparandosi al confronto con l’amministrazione Usa. Lo step successivo è una conferenza focalizzata sulla ricostruzione. Si terrà in Egitto. La data non è ancora stata fissata, in attesa che le trattative prendano la piega sperata.

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