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Roberto Occhiuto ha fatto il bis, chi è il presidente della Regione Calabria riconfermato

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Otto partiti cambiati in 20 anni, gli screzi con la Lega: chi è il governatore riconfermato nonostante l'inchiesta
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Roberto Occhiuto è, per la seconda volta a distanza di quattro anni, il nuovo presidente della Regione Calabria. I primi exit poll che lo attestano su una forbice tra il 58% e il 62% disegnano un esito elettorale senza molte sorprese. Ma chi è il candidato del centrodestra che ha fatto il bis sconfiggendo senza troppi patemi l’europarlamentare 5S e l’ex presidente Inps Pasquale Tridico?

“Un democristiano futurista”. Così lo definiscono i supporter per segnalarne l’abilità di vecchia volpe, o la capacità di spiazzare restando dov’è, al centro. E lui, vicesegretario nazionale di FI e governatore uscente del centrodestra in Calabria, tuttora al centro di un’inchiesta della Procura di Catanzaro con l’ipotesi di corruzione, era certo di avere il vento in poppa. “L’effetto Marche qui lo possiamo moltiplicare almeno per due”, diceva fino a poche ore prima del weekend: determinato al punto da non consentirsi neanche un velo di scaramanzia. Intorno a lui, una rete familiare e di potere che ogg…

Roberto Occhiuto è, per la seconda volta a distanza di quattro anni, il nuovo presidente della Regione Calabria. I primi exit poll che lo attestano su una forbice tra il 58% e il 62% disegnano un esito elettorale senza molte sorprese. Ma chi è il candidato del centrodestra che ha fatto il bis sconfiggendo senza troppi patemi l’europarlamentare 5S e l’ex presidente Inps Pasquale Tridico?

“Un democristiano futurista”. Così lo definiscono i supporter per segnalarne l’abilità di vecchia volpe, o la capacità di spiazzare restando dov’è, al centro. E lui, vicesegretario nazionale di FI e governatore uscente del centrodestra in Calabria, tuttora al centro di un’inchiesta della Procura di Catanzaro con l’ipotesi di corruzione, era certo di avere il vento in poppa. “L’effetto Marche qui lo possiamo moltiplicare almeno per due”, diceva fino a poche ore prima del weekend: determinato al punto da non consentirsi neanche un velo di scaramanzia. Intorno a lui, una rete familiare e di potere che oggi conta forse anche più di ieri: suo fratello Mario, più grande di cinque anni, è oggi senatore di FI, ma è stato a Cosenza sindaco e presidente della Provincia; la sua compagna è Matilde Siracusano, battagliera sottosegretaria alla presidenza nel governo Meloni.

“È stata la più intensa, faticosa, ma anche la più bella campagna elettorale”, ha detto Occhiuto. Che da agosto non ha disertato un appuntamento, una visita o una polemica social per ottenere il bis di presidente alla Cittadella, la sede del governo regionale. Dove era entrato nell’ottobre del 2021 con il 54,46% dei voti.

Cinquantasei anni, tre figli, una laurea in Economia, per tre mandati deputato (dal 2008 al 2021) fino al ruolo di capogruppo dei berluscones a Montecitorio, e anche 8 partiti cambiati in 20 anni, Occhiuto aveva deciso di dimettersi - dopo la notizia dell’inchiesta per corruzione ai suoi danni - e di rilanciare chiedendo la riconferma come presidente.

Decisione giusta, a conti fatti. Visto che il secondo mandato potrebbe cominciare con una base elettorale ancora più solida rispetto a quattro anni fa.

Così come non poteva non favorirlo quella foto di gruppo, la premier e tutti i leader con lui sul palco, nel rush finale della campagna elettorale a Lamezia Terme, cinque giorni fa: al fianco di Occhiuto ecco Meloni, Tajani e lo stesso vicepremier Salvini, nonostante gli screzi con la Lega. Con la quale non sono mancate scintille, quando Occhiuto è stato tra i primi vertici istituzionali del territorio - in seno al centrodestra - a schierarsi contro l’Autonomia differenziata, poi demolita dalla sentenza della Consulta.

Sanità allo stremo, con servizi e liste d’attesa fuori degli standard europei, strade e infrastrutture attese da anni, la Calabria è in fondo alle varie classifiche su qualità di vita e prestazioni pubbliche, ma Occhiuto si intesta già l’inizio della svolta.

“Siamo stati noi a preparare il terreno perché si esca dal commissariamento alla Sanità, che ha appena annunciato la premier Meloni”, rivendica. Macché, “è lui l’emblema della gestione inefficace e opaca che tiene la Calabria sotto scacco”, era l’accusa degli avversari, il rivale candidato dei 5S, Pasquale Tridico, in primis.

Il fronte opposto ha usato anche l’indagine della Procura di Catanzaro con l’ipotesi di gravi do ut des consumati a danno di una comunità impoverita, fragile per migrazione interna: sia dei giovani (i laureati, in particolare), sia di ammalati, in cerca di strutture più efficienti. Il governatore uscente è quindi accusato di corruzione, per aver ripagato in particolare uno dei suoi ex soci in affari, Paolo Posteraro, con una serie di incarichi pubblici, per tacitare le richieste di denaro di lui. Significative alcune intercettazioni in cui Posteraro, dopo la lite col governatore per redistribuzioni di risorse mai ottenute a fronte di compensi asseritamente troppo alti intascati da Occhiuto, si lamentava con Siracusano - la compagna che lo aveva chiamato a lavorare con sé a Roma : “Quasi 200mila euro… e 100mila se li è presi 3 mesi fa!”.

Un’inchiesta che non ha sbarrato il passo ai programmi del presidente, né è riuscita a far spazio ai rivali interni. Quando ha capito che col pretesto dell’avviso di garanzia, la sua fronda interna se ne sarebbe liberato, Occhiuto il "democristiano" ha fatto saltare il banco e si è rimesso a correre per il bis. “Ci sono i gatti e i leoni - aveva detto a Repubblica - Qualcuno pensava, con me, che il leone fosse ferito, ma si sbagliava di grosso”.

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