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Tridico: “Che delusione. Occhiuto ha giocato d’anticipo, noi impreparati. Ma ci abbiamo provato”

Pasquale Tridico in conferenza stampa dopo la sconfitta elettorale in Calabria

 

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Il candidato del centrosinistra sconfitto in Calabria: “Hanno prevalso strutture di potere. Anche i fuorisede devono poter votare”
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“Inutile girarci attorno: siamo delusi”. Non sono passate nemmeno due ore dalla chiusura dei seggi quando Pasquale Tridico si presenta al comitato elettorale allestito in fretta e furia all’hotel Europa di Rende, alle porte di Cosenza. I primi exit poll lo danno sotto di quasi 18 punti percentuali rispetto allo sfidante di centrodestra Roberto Occhiuto. Una forbice troppo ampia per continuare a sperare. Abito blu e camicia bianca, l’europarlamentare M5S, portabandiera del campo progressista alle regionali calabresi, ammette subito la sconfitta: “Ho appena telefonato a Occhiuto per complimentarmi per la vittoria”, dice alla platea di cronisti, familiari e segretari regionali dei partiti alleati. Accolto da un lungo applauso consolatorio, non riesce a dissimulare la stanchezza per la campagna elettorale lampo che in tre settimane lo ha visto percorrere oltre 10 mila chilometri per raggiungere oltre cento paesi della Calabria.

Eppure non siete riusciti a convincere gli elettori. Come si …

“Inutile girarci attorno: siamo delusi”. Non sono passate nemmeno due ore dalla chiusura dei seggi quando Pasquale Tridico si presenta al comitato elettorale allestito in fretta e furia all’hotel Europa di Rende, alle porte di Cosenza. I primi exit poll lo danno sotto di quasi 18 punti percentuali rispetto allo sfidante di centrodestra Roberto Occhiuto. Una forbice troppo ampia per continuare a sperare. Abito blu e camicia bianca, l’europarlamentare M5S, portabandiera del campo progressista alle regionali calabresi, ammette subito la sconfitta: “Ho appena telefonato a Occhiuto per complimentarmi per la vittoria”, dice alla platea di cronisti, familiari e segretari regionali dei partiti alleati. Accolto da un lungo applauso consolatorio, non riesce a dissimulare la stanchezza per la campagna elettorale lampo che in tre settimane lo ha visto percorrere oltre 10 mila chilometri per raggiungere oltre cento paesi della Calabria.

Eppure non siete riusciti a convincere gli elettori. Come si spiega la bocciatura, ancora più netta di quella incassata nelle Marche una settimana fa?

“Qui venivamo da una situazione molto diversa, e bisogna riconoscere le condizioni di partenza. Occhiuto ha lanciato in modo opportunistico una crisi politica a fine luglio per colpire d'anticipo gli avversari e trovarli impreparati, è stato difficile anche organizzarsi ad agosto. La risposta c'è stata e abbiamo fatto di tutto per dare un’alternativa con tutte le forze progressiste”.

Il suo partito, M5S, si attesta intorno al 6,5%. Una disfatta rispetto al 29% ottenuto in Calabria alle Politiche del 2022 ma anche al 16,2% delle Europee dello scorso anno. Con l’aggravante che stavolta esprimeva il candidato presidente della coalizione. Come avete perso tutti questi voti?

“Al dato di M5S va aggiunto il risultato della mia lista Tridico presidente (7,4 %). Nel complesso siamo in linea con le Europee. Il voto regionale è fortemente condizionato da logiche locali e strutture di potere legate ai partiti che governano in regione e al livello nazionale. Abbiamo visto più ministri e viceministri in questo periodo che nei quattro anni precedenti. Li inviterei a essere più presenti in Calabria non solo in campagna elettorale, ma per proporre un’idea di sviluppo economico vero. Noi abbiamo proposto un modello che prevede l’intervento pubblico nell’economia perché qui il mercato da solo non riesce a produrre sviluppo”.

In Calabria, nel 2022, oltre 99 mila famiglie percepivano il reddito di cittadinanza di cui lei è considerato uno dei padri. Eppure oggi, proprio in questa regione da sempre granaio di voti per M5S, il movimento è naufragato. Vi sentite traditi?

“Tradizionalmente alle regionali M5S ha un voto di preferenza ai singoli consiglieri inferiore rispetto alle consultazioni nazionali, proprio perché non gestisce potere e non può promettere nulla se non una visione. Il reddito di cittadinanza non è voto di scambio ma una visione. Mentre nelle competizioni nazionali o europee il voto d’opinione è forte, in quelle locali si esprimono voti di potere. Lo dimostra anche il forte dato dell’astensionismo ben oltre il 50 per cento. Un dato che in Calabria è dopato”.

Cosa intende?

“Su quasi 1,9 milioni di aventi diritto, per le regionali gli elettori reali sono in realtà 1,2 milioni circa. Ci sono circa 400 mila calabresi residenti all’estero e iscritti all’Aire che non hanno a disposizione il seggio estero a differenza che per le Politiche e per le Europee. Lo stesso vale per i 300 mila studenti e lavoratori fuori sede domiciliati altrove ma residenti in Calabria che dovrebbero spendere centinaia di euro per tornare a votare. Per questo bisogna cambiare la legge elettorale: con il voto a distanza ai fuori sede ci sarebbe maggiore spazio per la democrazia e si darebbe la possibilità di esprimersi a chi, vivendo fuori, è svincolato da quel voto clientelare e di potere che ha incoronato il centrodestra”.

Sta dicendo che se avessero votato i fuori sede, i risultati sarebbero stati diversi?

“Sto dicendo che quello è un voto libero che può andare a chi offre una visione diversa”.

Adesso tornerà a Bruxelles o resterà come leader dell’opposizione in Consiglio regionale?

“Ho sentito i leader di M5S e Pd, Conte e Schlein che ho ringraziato per la fiducia. Nei prossimi giorni sentirò tutti i segretari regionali dei partiti alleati e comunicheremo la decisione”.

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