Giani: “Dove governiamo l’alleanza larga funziona. Si vince con la concretezza”
di Giovanna VitaleEugenio Giani, governatore uscente in Toscana e candidato alla presidenza per il centrosinistra
Presidente Eugenio Giani, ora tocca a lei: dopo la doppietta a destra, quanto le tremano le gambe da uno a dieci?
«Inutile dire che sento forte la responsabilità di vincere. E dimostrare che una visione progressista della società non solo esiste ma, in prospettiva, si può affermare in tutto il Paese», risponde il governatore uscente della Toscana, in corsa per il bis.
Lunedì sarà l’inizio della riscossa, utile anche a frenare le pulsioni distruttive che già cominciano a circolare nel campo largo?
«Credo che un successo in Toscana aiuterà a lanciare un messaggio chiaro pure a livello nazionale. Ossia che il centrosinistra non è bravo soltanto a fare opposizione, ma può essere una forza di governo molto migliore del centrodestra. Gli asili nido gratis, il fine vita medicalmente assistito, il salario minimo posto come elemento premiale alle imprese e alle cooperative che partecipano alle gare per appalti o forniture della Regione e del sistema a essa collegato, come la Sanità, sono tutte…
Presidente Eugenio Giani, ora tocca a lei: dopo la doppietta a destra, quanto le tremano le gambe da uno a dieci?
«Inutile dire che sento forte la responsabilità di vincere. E dimostrare che una visione progressista della società non solo esiste ma, in prospettiva, si può affermare in tutto il Paese», risponde il governatore uscente della Toscana, in corsa per il bis.
Lunedì sarà l’inizio della riscossa, utile anche a frenare le pulsioni distruttive che già cominciano a circolare nel campo largo?
«Credo che un successo in Toscana aiuterà a lanciare un messaggio chiaro pure a livello nazionale. Ossia che il centrosinistra non è bravo soltanto a fare opposizione, ma può essere una forza di governo molto migliore del centrodestra. Gli asili nido gratis, il fine vita medicalmente assistito, il salario minimo posto come elemento premiale alle imprese e alle cooperative che partecipano alle gare per appalti o forniture della Regione e del sistema a essa collegato, come la Sanità, sono tutte misure che abbiamo già fatto. Sono la prova di una cultura di governo che può diventare un’alternativa al governo delle destre nel Paese».
Lei però parte avvantaggiato, la Toscana è sempre stata rossa.
«È vero, ma non è un caso. Il voto esprime fiducia nella capacità di proposta di chi si candida alla guida della Regione. I toscani, dopo cinque anni, sanno cosa ho fatto e cosa potrò ancora fare per loro».
Ma la pesante sconfitta in Calabria e nelle Marche non dimostra che mettere tutti dentro non è sufficiente per vincere?
«Ogni regione ha la sua storia, la sua identità, le sue specificità. Realizzando il campo largo noi creiamo coesione e solidità fra forze accomunate da valori simili e stessi obiettivi: ci serviranno per governare insieme e creare le condizioni per battere la destra fra due anni alle politiche».
Secondo Avs, l’alleanza di centrosinistra dà l’impressione di essere frutto di improvvisazione e necessità più che l’espressione di una chiara idea di Paese. Concorda?
«Io sto facendo la campagna elettorale in Toscana e insieme stiamo lavorando bene, da Renzi ad Avs sino ai 5Stelle. Io penso alle elezioni di domenica, a lavorare in armonia con tutti i miei alleati. Non mi faccio contagiare da fattori o valutazioni che avvengono fuori dal nostro contesto regionale».
Dall’analisi dei flussi regionali emerge però che molti elettori di Iv, Azione e +Europa hanno votato a destra, 5S e Avs si sono astenuti. Non è un segnale anche per lei?
«No perché la lista Giani presidente ospita Casa riformista, dove ci sono +Europa, Iv, socialisti, repubblicani. Questo è un elettorato che vota centrosinistra per la credibilità dell’azione di governo che abbiamo espresso in questi anni. Io ho avuto l’adesione pubblica di 180 sindaci su 273 proprio per il livello di collaborazione e di sinergia che abbiamo raggiunto con i territori».
Lei è un moderato del Pd: sta dicendo che una gamba di centro è comunque necessaria per bilanciare la spinta a sinistra della coalizione?
«Sì, ritengo che un’area autenticamente riformista e pragmatica sia utile per dare equilibrio alla proposta del centrosinistra e intercettare anche le istanze meno radicali».
Non sarebbe l’ora di individuare pure il leader della coalizione che sfiderà Giorgia Meloni?
«L’antico adagio ci dice che le idee camminano sulle gambe degli uomini. La gente vuol sapere non solo quali sono i progetti, ma anche le persone che li portano avanti».
L’unità fa la forza, ma ai progressisti non basta. Cosa serve che ancora manca?
«Proposte e fatti. Ripeto: in Toscana abbiamo dato gli asili nido gratuiti che nelle regioni governate dalla destra non hanno; abbiamo dato i libri gratis a 38mila famiglie, i car giver a 2mila persone non autosufficienti, approvato leggi che i nostri avversari non hanno varato nemmeno a livello nazionale. Noi parliamo con i fatti. Avanziamo proposte per migliorare la vita dei cittadini, creare benessere diffuso ed equità sociale».
Lei ha governato per cinque anni senza i 5S, ora li ha in coalizione. Saranno un valore aggiunto o non influiranno in alcun modo?
«Noi abbiamo costruito un modello che risulti vincente in Toscana e, in prospettiva, a livello nazionale. Quello che abbiamo fatto qui deve diventare patrimonio di una coalizione larga, capace di offrire proposte di governo che i cittadini sentono di poter condividere. Mettendo al centro sanità pubblica e lavoro, scuola e sostegno alla piccola e media impresa, cultura e difesa dell’ambiente. Un centrosinistra che sui suoi valori fonda una politica del fare».
Presidente, ci faccia un pronostico, come finirà la partita?
«Nemmeno sotto tortura. Fare pronostici porta male».