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Nuovo flop del M5S, centrosinistra in panne. “Ora si cambi passo”

Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra in Calabria,e la segretaria del Pd Elly Schlein

 

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Lo sconfitto: “Grande delusione”. Conte: “Mettiamoci in discussione”. Avs: “L’unità da sola non basta”
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L’unità è indispensabile ma non è sufficiente per vincere. È il concetto che ora, nel campo largo, in tanti ripetono come un mantra. Un distacco così ampio non era previsto. E se la sconfitta di Pasquale Tridico in Calabria non è una sorpresa, lo stesso non si può dire delle proporzioni. «Sapevamo che sarebbe stata difficile, ma c’è una grande delusione»: parola dell’aspirante governatore, che si commuove incontrando la stampa nel suo comitato elettorale a risultato assodato.

Così i diciassette punti percentuali che separano l’eurodeputato M5S dal governatore Roberto Occhiuto, scatenano nel campo largo una profonda riflessione, frutto anche del risultato deludente incassato nelle Marche la scorsa settimana.

Il M5S, che ha espresso l’aspirante governatore d…

L’unità è indispensabile ma non è sufficiente per vincere. È il concetto che ora, nel campo largo, in tanti ripetono come un mantra. Un distacco così ampio non era previsto. E se la sconfitta di Pasquale Tridico in Calabria non è una sorpresa, lo stesso non si può dire delle proporzioni. «Sapevamo che sarebbe stata difficile, ma c’è una grande delusione»: parola dell’aspirante governatore, che si commuove incontrando la stampa nel suo comitato elettorale a risultato assodato.

Così i diciassette punti percentuali che separano l’eurodeputato M5S dal governatore Roberto Occhiuto, scatenano nel campo largo una profonda riflessione, frutto anche del risultato deludente incassato nelle Marche la scorsa settimana.

Il M5S, che ha espresso l’aspirante governatore di centrosinistra, si è fermato poco sopra il 6%, risultato in linea con le ultime regionali, ma ai tempi non correva con un suo candidato. Elemento che di solito premia il partito di Conte. A questo dato va aggiunto, è la linea difensiva di via di Campo Marzio, quello della lista “Tridico presidente” (intorno al 7%) «perché Pasquale viene identificato comunque come un esponente del Movimento». L’ex premier non si sofferma sul risultato del partito ma non nasconde che per battere Meloni serve «un progetto serio». Perché «sono sempre più i cittadini che si allontanano dalla partecipazione alla politica, forse la ritengono ormai ridotta a una sommatoria di calcoli e convenienze. Questo ci amareggia e il voto calabrese spinge il campo largo a mettersi in discussione e a fare ancora di più».

I due leader di Alleanza verdi e sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, sono più diretti nel chiedere «un cambio di passo, che non può più essere rinviato». L’affluenza ferma al 41% «segnala un elemento di crisi che sembra colpire in modo più rilevante la nostra proposta politica». I ringraziamenti dei leader della coalizione a Tridico sono unanimi, tuttavia una sconfitta così netta è difficile da liquidare come un qualcosa che era nel conto di questa tornata elettorale.

Sempre Fratoianni e Bonelli, fermi attorno al 4% delle preferenze, nell’analizzare il risultato, sostengono che «il campo progressista risulta il frutto di improvvisazione e di necessità più che l’espressione di una chiara idea di Paese». Da qui il bisogno di rivedere il progetto ma anche la voglia, per i leader di Avs, di dirlo senza troppi giri di parole non ritenendo sufficienti i commenti arrivati invece dal Nazareno.

La segretaria del Pd Elly Schlein, ieri, non ha rilasciato dichiarazioni. Ci ha pensato il suo braccio destro, Igor Taruffi: «I conti di questo turno elettorale andranno fatti alla fine» della tornata delle regionali. E poi, la fiducia nel campo largo: «Per noi rimane comunque fermo l’impegno nel consolidare l’alleanza di centrosinistra, certi che nei prossimi appuntamenti le vittorie arriveranno. L’unità del centrosinistra è e rimane una condizione indispensabile per vincere e governare».

Passaggio, quest’ultimo, che nessuno mette in dubbio ma per tanti non può essere l’unica condizione. Quindi, non solo all’interno della coalizione ma anche dentro il Pd parte il dibattito. «La coalizione è elemento necessario ma non sempre sufficiente per vincere le elezioni», sostiene Marco Sarracino, componente della segreteria con delega al Sud, «continueremo con umiltà a lavorare per rafforzare la credibilità della proposta politica». Interviene anche il presidente dell’assemblea dem, Stefano Bonaccini: «Dobbiamo parlare di contenuti, e non di nomi e cognomi».

Nel dettaglio Taruffi, quando lo spoglio è ancora in corso, fa notare che il risultato delle due liste del Pd è intorno al 20%, «in crescita rispetto alle ultime regionali. Il centrosinistra è passato dal 27% delle ultime regionali al 41%». Difficile però prendere per buono questo paragone: nel 2021 a contendere i voti di centrosinistra c’era anche il candidato governatore Luigi De Magistris. Solo Italia viva esulta per il suo risultato di lista: «Se la Casa riformista, solo con Iv, fa il 4% in Calabria con la performance purtroppo non buona del candidato Tridico, con un candidato più forte possiamo fare il 10%».

Archiviate Marche e Calabria, adesso arriva il secondo tempo. A parte il Veneto, si voterà nelle regioni più ostiche per il centrodestra: Toscana già il prossimo week end e poi a fine novembre nel Sud, in Puglia e Campania, dove i pronostici sono a favore del centrosinistra. E al Nazareno sono convinti che si tirerà un respiro di sollievo.

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