✕

In corteo per celebrare la strage, cariche e scontri a Bologna

Bologna 07/10/2025 giovani palestinesi in piazza nettuno per il 7 ottobre foto Massimo Gennari / Eikon Studio 

Ascolta l'audio

In mattinata c’era stato l’appello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a «non macchiare la ricorrenza di una grande tragedia».
1 minuti di lettura

È finita a manganellate, cassonetti usati come barricate e idranti sotto alle Due Torri la manifestazione non autorizzata annunciata dai Giovani Palestinesi e altre sigle ieri sera a Bologna, per celebrare la giornata della “resistenza palestinese” il 7 ottobre, nell’anniversario dell’uccisione di 1.200 israeliani da parte di Hamas. Era iniziata con poche decine di attivisti stretti dalle camionette in un angolo di piazza Maggiore. Subito poco dopo le otto gli agenti hanno sequestrato agli organizzatori casse e microfoni, mentre alcune centinaia di ragazzi, ammassati fuori dal cordone dei blindati urlavano: «Lasciateli passare», «Vergogna», «Palestina libera dal fiume fino al mare». Poi i manifestanti hanno rotto gli argini. Prima dall’angolo in cui erano rinchiusi dalla polizia e poi dell’intera piazza, dove tutte le vie d’accesso erano bloccate da scudi e camionette.

È lì che, dopo alcuni appelli della Digos ad «abbandonare la piazza alla spicciolata» hanno improvvisato comunque un …

È finita a manganellate, cassonetti usati come barricate e idranti sotto alle Due Torri la manifestazione non autorizzata annunciata dai Giovani Palestinesi e altre sigle ieri sera a Bologna, per celebrare la giornata della “resistenza palestinese” il 7 ottobre, nell’anniversario dell’uccisione di 1.200 israeliani da parte di Hamas. Era iniziata con poche decine di attivisti stretti dalle camionette in un angolo di piazza Maggiore. Subito poco dopo le otto gli agenti hanno sequestrato agli organizzatori casse e microfoni, mentre alcune centinaia di ragazzi, ammassati fuori dal cordone dei blindati urlavano: «Lasciateli passare», «Vergogna», «Palestina libera dal fiume fino al mare». Poi i manifestanti hanno rotto gli argini. Prima dall’angolo in cui erano rinchiusi dalla polizia e poi dell’intera piazza, dove tutte le vie d’accesso erano bloccate da scudi e camionette.

È lì che, dopo alcuni appelli della Digos ad «abbandonare la piazza alla spicciolata» hanno improvvisato comunque un corteo e la situazione è degenerata. Cariche, grida, calci, manganelli, un ragazzo soccorso a terra, uno fermato dalla polizia e portato via su una volante, idranti sparati in pieno centro, con le bariste asserragliate dentro ai negozi a pochi metri dai turisti seduti ai tavolini. Scene di guerriglia urbana in pieno centro. A riprova di quanto fosse alta l’allerta a Bologna nel pomeriggio era arrivato anche il capo della polizia Vittorio Pisani, ufficialmente per visitare gli agenti feriti durante gli scontri dei giorni scorsi. Sono un migliaio a sera a sfilare in zona universitaria, lasciandosi dietro una lunga scia di cassonetti rovesciati e bottiglie rotte. «La piazza ha violato il divieto», rivendicavano a sera i collettivi sui social, dandosi appuntamento stasera per una nuova manifestazione.

In mattinata l’appello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a «non macchiare la ricorrenza di una grande tragedia». Ma la “celebrazione” del 7 ottobre ieri si è svolta lo stesso anche a Torino, dove ufficialmente non ne era stata neanche comunicata alla questura. Alle otto di sera un corteo da migliaia di persone è partito da piazza Castello, sfilando dietro lo striscione “Il genocidio non è finito, siamo resistenza, continuiamo a bloccare tutto”. E ha attraversato la città. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti