Infastidita dallo show di Antonio Tajani in Calabria per Occhiuto e FI (e per la risposta gelida del capo azzurro nei confronti di Edmondo Cirielli, «sarà candidato? Si vedrà») Giorgia Meloni di prima mattina medita la prova di forza. Batteria di messaggi e whatsapp. Con Matteo Salvini. Con Maurizio Lupi. Fa preparare una nota, a nome di tutto il centrodestra, per blindare la corsa in Campania del suo viceministro. Da Forza Italia però prendono tempo, quasi rispondono picche. La nota resterà in ghiacciaia per tutto il giorno. Allora la premier opta per lo strappo. I Fratelli all’ora di pranzo diramano un comunicato stringato: sosterremo Cirielli per la regione Campania. Mai finora un candidato del centrodestra era stato annunciato da un solo partito, almeno da quando Meloni è al governo. La Lega si accoda subito (anche perché sono le ore della zuffa con gli azzurri su Ilaria Salis). Si aggrega anche Noi Moderati, poi la piccola Udc di Antonio De Poli: tutti con Cirielli. Manca appunto…
Infastidita dallo show di Antonio Tajani in Calabria per Occhiuto e FI (e per la risposta gelida del capo azzurro nei confronti di Edmondo Cirielli, «sarà candidato? Si vedrà») Giorgia Meloni di prima mattina medita la prova di forza. Batteria di messaggi e whatsapp. Con Matteo Salvini. Con Maurizio Lupi. Fa preparare una nota, a nome di tutto il centrodestra, per blindare la corsa in Campania del suo viceministro. Da Forza Italia però prendono tempo, quasi rispondono picche. La nota resterà in ghiacciaia per tutto il giorno. Allora la premier opta per lo strappo. I Fratelli all’ora di pranzo diramano un comunicato stringato: sosterremo Cirielli per la regione Campania. Mai finora un candidato del centrodestra era stato annunciato da un solo partito, almeno da quando Meloni è al governo. La Lega si accoda subito (anche perché sono le ore della zuffa con gli azzurri su Ilaria Salis). Si aggrega anche Noi Moderati, poi la piccola Udc di Antonio De Poli: tutti con Cirielli. Manca appunto solo il partito di Tajani. Che delega la pratica a Maurizio Gasparri, per certificare la freddezza dei post berlusconiani su quel nome: «Nessuna preclusione alle proposte degli alleati, ma valuteremo negli incontri delle prossime ore».
Per gli azzurri tutto è rimandato a oggi pomeriggio. Prima del Cdm delle 18, a Palazzo Chigi si rivedranno i leader della maggioranza. In teoria per discutere di manovra, ci sarà anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Ma anche per trovare l’intesa sulle tre regioni al voto a fine novembre, tutte ancora senza front runner.
È la Campania la pratica più intricata. FI, come raccontato da Repubblica, ha chiesto a Cirielli di dimettersi da viceministro agli Esteri, anche in caso di sconfitta nella difficile gara contro il giallorosso Roberto Fico: dovrebbe restare consigliere regionale semplice, lasciando i galloni del ministero. FdI fa muro. L’interessato per ora glissa: «Dimissioni? Puntiamo a vincere, il problema non ci sarà. Poi valuteranno i vertici nazionali». Il viceministro, da Napoli, lascia comunque trapelare un po’ di disappunto per i forzisti. Si dice «sorpreso dai tentennamenti». Poi fa il conciliante: «Mi aspetto che si risolva rapidamente a livello nazionale qualsiasi controversia, voglio essere il candidato della coalizione». Suo figlio, Italo, punge intanto sui social: «Cattiverie degli alleati».
A sera il tetris è ancora scombinato. Fulvio Martusciello, capodelegazione di FI all’Europarlamento e segretario campano, pone un’altra condizione: «Prima soltanto di sederci con Cirielli, ci deve chiedere scusa per gli insulti a Silvio Berlusconi». Riferimento a vecchi messaggi (privati) del viceministro pubblicati nel libro Fratelli di chat di Giacomo Salvini, in cui parlava degli azzurri e dell’ex Cavaliere come «ladri e banditi». «Se non si scusa non si comincia nemmeno la discussione». FdI intanto pensa alle liste. Perché il cruccio dei meloniani – altra ragione dello sprint della premier su Cirielli – è quello di fare un buon risultato come partito: in Calabria i Fratelli hanno preso solo l’11%, arrivando terzi. In Campania non si può fare il bis. Anche per questo prende quota l’ipotesi di candidare capolista l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, che lascerebbe la corrispondenza Rai da Parigi. Coincidenza: ieri per qualche ora è circolata l’ipotesi che si candidasse pure la sua ex collaboratrice, Maria Rosaria Boccia, con Bandecchi. Ma l’interessata si è sfilata.
L’altra spina resta il Veneto. FdI è disposta a cederlo al leghista Alberto Stefani ma solo con garanzie sulla Lombardia. Informalmente ieri i Fratelli hanno chiesto al segretario regionale del Carroccio, Max Romeo, di firmare una dichiarazione, che avrebbe riconosciuto il diritto di correre per il Pirellone al «partito egemone» nella regione, quando si faranno le liste. Risposta: un secco no. Meloni però in tv a sera sostiene: «Non vedo nervosismi, ce la faremo».