Uno staff di 20 persone per Bartolozzi, zarina di Nordio. Iv: “Mai visto un gabinetto del gabinetto”
di Giuliano FoschiniGiusi Bartolozzi, la capo di gabinetto del ministro Nordio
“Un gabinetto del gabinetto, per moltiplicare le poltrone, spendere i soldi dei contribuenti e dare più potere alla vera ministra della giustizia, la capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi”. Mentre la vicenda Almasri è ancora lontana dal chiudersi – giovedì andranno in aula i ministri ma la vicenda Bartolozzi è al momento rimandata a data da destinarsi – una nuova polemica colpisce il ministro Carlo Nordio e la sua più fidata collaboratrice. A sollevarla è il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia al Senato. “In commissione – ha detto – è arrivato uno schema di dpr che istituisce una segreteria del capo di gabinetto del ministro della Giustizia, con venti risorse aggiuntive sottratte all'ispettorato generale e perfino un capo dell'ufficio che avrà lo stesso stipendio del capo segreteria del ministro”.
Scalfarotto definisce la scelta «un'anomalia senza precedenti: un gabinetto del gabinetto, costruito per moltiplicare le poltrone e rafforzare il pot…
“Un gabinetto del gabinetto, per moltiplicare le poltrone, spendere i soldi dei contribuenti e dare più potere alla vera ministra della giustizia, la capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi”. Mentre la vicenda Almasri è ancora lontana dal chiudersi – giovedì andranno in aula i ministri ma la vicenda Bartolozzi è al momento rimandata a data da destinarsi – una nuova polemica colpisce il ministro Carlo Nordio e la sua più fidata collaboratrice. A sollevarla è il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia al Senato. “In commissione – ha detto – è arrivato uno schema di dpr che istituisce una segreteria del capo di gabinetto del ministro della Giustizia, con venti risorse aggiuntive sottratte all'ispettorato generale e perfino un capo dell'ufficio che avrà lo stesso stipendio del capo segreteria del ministro”.
Scalfarotto definisce la scelta «un'anomalia senza precedenti: un gabinetto del gabinetto, costruito per moltiplicare le poltrone e rafforzare il potere di chi, nei fatti, sembra essere la vera ministra, Giusi Bartolozzi, mentre Carlo Nordio si limita evidentemente a controfirmare».
Il provvedimento istituisce, all’interno dell’ufficio di gabinetto, «la segreteria del capo di gabinetto». Tra le attività affidate a quest’ufficio si leggono: «il coordinamento delle unità di personale assegnate alla segreteria; coadiuvare ed assistere il capo di gabinetto nello svolgimento delle attività istituzionali e dei relativi impegni, curando in particolare la predisposizione dei necessari elementi istruttori e di supporto».
Nel testo si prevede anche che «viene esteso il trattamento economico già previsto per il capo della segreteria del ministro».
Il decreto incrementa inoltre «il numero delle risorse assegnate agli uffici di diretta collaborazione del ministro», portandole «da 201 a 221 unità». Di queste, venti arrivano «a seguito delle nuove funzioni all’ufficio di gabinetto» e vengono contestualmente «detratte dal contingente di risorse assegnate all’ufficio dell’ispettorato generale», che scende da «145 unità a 125 unità».
Meno ispettori, più collaboratori per Giusi, quindi.
Stamattina i senatori hanno chiesto approfondimenti al sottosegretario Andrea Ostellari, che aveva un’audizione in commissione. “Volevamo sapere – spiega ancora Scalfarotto – se questa struttura esista anche in altri ministeri e se non ci sia il rischio che poi la facciano in tutti gli altri ministeri”. “Inoltre vogliamo capire – aggiunge - se lo spostamento di 20 risorse dell’ispettorato alla segreteria del capo di gabinetto non provochi problemi. E se l’equiparazione economica tra caposegreteria del capo di gabinetto e caposegreteria del ministro non sottenda un’equiparazione politica tra il ministro e il suo capo di gabinetto”.
“Non sapevo di dover rispondere” ha detto Ostellari. E si è riservato di farlo prossimamente. Contattati da Repubblica, da via Arenula hanno invece preferito non rispondere alle domande di Scalfarotto.
Intanto il senatore Alfredo Bazoli del Pd commenta: “Già ieri avevamo segnalato in commissione che, annegato in un parere sulla riorganizzazione degli uffici del ministero della giustizia, si trovava la previsione di un aumento di organico smisurato per l'ufficio del capo di gabinetto. Una dotazione di 20 unità aggiuntive, con un capo segreteria dotato di indennità analoga a quella del capo segreteria del ministro, e pari a 6 annualità di un dirigente ordinario”. E aggiunge: “Una riorganizzazione che comporta un evidente accentramento di potere nelle mani del capo di gabinetto, oramai un vero e proprio ministro ombra, in un ministero che in pochi mesi ha visto le dimissioni dei dirigenti di tutti i più importanti dipartimenti, alle prese con il ruolo sempre più esorbitante della Bartolozzi. Di fronte alle nostre obiezioni formulate ieri in commissione, il vice ministro aveva promesso chiarimenti per la giornata odierna in commissione, salvo poi farsi sostituire da un sottosegretario all'oscuro della questione. Segno dell'imbarazzo evidente che trapela dagli stessi collaboratori di Nordio”.
"Vogliamo sapere perché vengono sottratte venti risorse umane all'Ispettorato generale del ministero per concederle agli uffici di diretta collaborazione del ministro, ma non abbiamo ricevuto risposte” attacca la capogruppo M5S in commissione Giustizia al Senato Ada Lopreiato. “Per questo abbiamo chiesto l'audizione del capo dell'Ispettorato, ma la maggioranza ci ha detto di no. Vogliamo sapere perché al capo segretaria del capo di gabinetto viene riconosciuto un super stipendio, ma anche su questo nessuna risposta. Pretendiamo che governo e maggioranza si assumano ogni responsabilità politica in piena trasparenza per questa vera e propria operazione di potere".