✕

L'esercito israeliano ha attaccato la nuova Flotilla, navi abbordate. Turchia: “È pirateria”

Ascolta l'audio

Le barche erano in acque internazionali a circa 100 miglia da Gaza, a ridosso di quelle territoriali egiziane. La Conscience, l’ammiraglia, raggiunta da un elicottero con una squadra di incursori. I nove italiani a bordo arrivano nel pomeriggio al porto di Ashdod
4 minuti di lettura

Prima i droni, uno sciame sempre più fitto che ha iniziato a volare sull’ammiraglia della “seconda ondata”, la Conscience, della Freedom Flotilla Coalition, e a seguire sulle otto barche a vela che la scortavano messe su dall’associazione ThounsandMadleens.

Quindi l’assalto vero e proprio con gli incursori israeliani armati che salgono a bordo, spaccano con il mitra le telecamere, fermano – di nuovo – chi si avvicinava a Gaza per portare aiuti. Per la seconda volta una flotta umanitaria è stata attaccata, abbordata e bloccata da Israele in acque internazionali mentre si dirigeva verso la Striscia.

Per il ministero degli Esteri israeliano, che subito ha rivendicato l’operazione “un altro inutile tentativo” di violare quel blocco navale che lo Stato ebraico rivendica come “legittimo” e di entrare in quella che viene definita “zona di combattimento” nonostante l’operazione sia avvenuta a ridosso delle acque territoriali egiziane, poco a Sud di Damietta.

“Le imbarcazioni e i passeg…

Prima i droni, uno sciame sempre più fitto che ha iniziato a volare sull’ammiraglia della “seconda ondata”, la Conscience, della Freedom Flotilla Coalition, e a seguire sulle otto barche a vela che la scortavano messe su dall’associazione ThounsandMadleens.

Quindi l’assalto vero e proprio con gli incursori israeliani armati che salgono a bordo, spaccano con il mitra le telecamere, fermano – di nuovo – chi si avvicinava a Gaza per portare aiuti. Per la seconda volta una flotta umanitaria è stata attaccata, abbordata e bloccata da Israele in acque internazionali mentre si dirigeva verso la Striscia.

Per il ministero degli Esteri israeliano, che subito ha rivendicato l’operazione “un altro inutile tentativo” di violare quel blocco navale che lo Stato ebraico rivendica come “legittimo” e di entrare in quella che viene definita “zona di combattimento” nonostante l’operazione sia avvenuta a ridosso delle acque territoriali egiziane, poco a Sud di Damietta.

“Le imbarcazioni e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano", ha scritto il ministro sui social. "Tutti i passeggeri sono al sicuro e in buona salute. Si prevede che saranno espulsi a breve", ha aggiunto. Ad Ashdod dovrebbero arrivare oggi pomeriggio tra le 16 e le 17. "L'attacco israeliano contro civili disarmati in mare e il sequestro di imbarcazioni umanitarie costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e mettono in luce l'impunità con cui Israele continua ad agire", dicono gli avvocati di Adalah, che si stanno già muovendo verso il porto per tentare di incontrare l’equipaggio.

Nove italiani a bordo, Tajani: “Seguiamo la situazione”. Scotto: “Copione che si ripete”

Tra la Conscience e le otto vele della ThousandMadleens ci sono nove di italiani. “L'ambasciata e il consolato d'Italia a Tel Aviv stanno seguendo fin dall'alba il blocco della nuova flotilla da parte della marina israeliana – ha scritto sui social il ministro degli Esteri Antonio Tajani – Agli italiani fermati verrà prestata tutta l'assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fino al momento dell'espulsione. Al lavoro anche l'unità di crisi della Farnesina".

Interviene subito il deputato Arturo Scotto, una settimana fa intercettato e portato contro la sua volontà in Israele dopo l’abbordaggio della barca Karma, parte della Global Sumud Flotilla. “Dopo meno di una settimana si ripete lo stesso copione che abbiamo vissuto noi direttamente – attacca Scotto – Navi che portavano aiuti a Gaza - questa volta piene zeppe di medicine e di materiale sanitario - bloccate in acque internazionali senza alcun rispetto della legge. Ancora una volta i governi non hanno mosso un dito per far aprire quel corridoio umanitario via mare chiuso dal 2007".

Tra i fermati c’è anche un eurodeputata dei Verdi, Melissa Camara. "Arrestandoci, Israele ha violato ancora una volta il diritto internazionale. Quello che è successo è, di fatto, un atto di rapimento, che ha preso di mira persone il cui unico obiettivo era contribuire a porre fine al blocco illegale di Gaza, mentre navigavano in acque internazionali che chiaramente non sono sotto la giurisdizione israeliana", è il commento dell'eurodeputata francese riportato dal suo staff all’Ansa e che ora si trova ad Ashdod.

La Turchia: “Atto di pirateria"

Protesta subito e con forza la Turchia, che sulla Conscience ha tre dei suoi parlamentari e decine di attivisti. L’abbordaggio israeliano, attacca il ministero degli Esteri turco “è un atto di pirateria. Siamo dinanzi a una grave violazione del diritto internazionale. Israele continua a compiere atti di violenza nei confronti di iniziative pacifiche”, si legge nel comunicato di Ankara, che tuona: “il governo israeliano deve immediatamente rimpatriare i nostri concittadini".

Intercettata a ridosso delle acque egiziane

L’operazione è iniziata attorno alle quattro e mezza, in piena notte, quando le barche erano a più o meno 100 miglia dalla Striscia, al largo di Port Said, in Egitto, ma l’allarme a bordo era scattato da ore. Le prime a essere intercettate sono state le barche a vela, dopo è toccato alla Conscience, l’ex traghetto trasformato in una sorta di nave ospedale con a bordo 120 persone, fra cui più di 90 fra medici, infermieri, soccorritori, giornalisti.

Le ultime immagini mostrano un incursore israeliano – elmetto e visori notturni – che vede la telecamera, poi a colpi di mitra la distrugge. “La nostra nave è stata attaccata da un elicottero militare”, dicono dalla sala di controllo a terra.

L’assalto dal cielo e dal mare

Dalle altre barche, i video che gli equipaggi sono riusciti a registrare e inviare prima che i jammer azzerassero tutte le comunicazioni mostrano gli Zodiac, i gommoni veloci, carichi di soldati che affiancano i velieri. “Almeno otto assetti militari ci stanno abbordando”, l’ultima comunicazione prima che anche sulla nuova Flotilla cadesse il buio. "Li hanno attaccati in acque internazionali, ancora una volta un'azione piratesca – dice Michele Borgia, della Freedom Flotilla Italia – Ci aspettavamo che per la nave Conscience ci fosse, per una volta, più comprensione visto che a bordo ci sono professionisti sanitari e 18 tonnellate anche di materiale sanitario, ma non c'è stata". La missione aveva carattere assolutamente pacifico, si era deciso anche di non raggiungere la zona critica il 7 ottobre per evitare che qualcuno la intendesse come provocazione. “Vogliamo rompere il blocco, ma politicamente, non con azioni di forza”, sottolinea Borgia.

L’allarme di mezzanotte

Solo qualche ora prima il messaggio: “Qui ci sono droni ovunque, temiamo che potrebbero essere intercettati a breve. Questo potrebbe essere l’ultimo video che inviamo da qui. Medici, trasportiamo solo medici, perché si blocca anche questo?”. Erano poco passate le 23.30 ora italiana quando Vincenzo Fullone, portavoce per l’Italia della “seconda ondata”, faceva scattare l’allarme.

“Abbiamo lanciato l’allerta generale”, diceva mentre in lacrime si disperava. Non per paura. Non per rabbia. Ma perché Gaza era vicina, avrebbe bisogno dei medici e farmaci che la nave trasportava, ma ancora una volta un’imbarcazione carica di aiuti è rimasta ferma a un passo.

Il tracker, il sistema di tracciamento, in quel momento li dava a 120 miglia nautiche da Gaza, in acque internazionali, eppure uno sciame di droni già addosso. “Temiamo sia arrivato il momento, vado a preparare una borsa con le cose necessarie. Se ci intercettano, reagite, bloccate tutto, continuate a parlare di Palestina”, diceva Fullone prima di chiudere la comunicazione dal ponte della Conscience. Per un paio d’ore, non è successo nulla. A bordo si è quasi tirato un sospiro di sollievo. Poi i radar hanno iniziato a battere gli Zodiac e le motovedette sempre più vicini, dall’alto è arrivato sempre più forte il rumore delle pale di un elicottero da assalto. “Tutti sul ponte, tutti sul ponte”: l’equipaggio si è preparato all’intercettazione. Giubbotti di salvataggio addosso, le mani alzate, documenti, medicine, le cose strettamente necessarie in una borsa da tenere con sé. Ma soprattutto la rabbia e la frustrazione per essere stati fermati a un passo dalla Striscia, dove nonostante le trattative in corso si continua a morire.

Le reazioni: Ps, M5s E avs

"Chiedo che vengano sospesi i lavori e venga immediatamente convocata una conferenza dei capigruppo per calendarizzare un'informativa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che invece di andare da Bruno Vespa dovrebbe venire ogni tanto nelle aule parlamentari a raccontarci che cosa sta succedendo dei nostri connazionali che legittimamente navigano verso Gaza e vengono costantemente illegittimamente arrestati, fermati e torturati dal governo israeliano. Perché questo è quello che succede", dice in aula il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, Stefano Patuanelli. Alla richiesta di informativa si unisce anche il Partito democratico con Alfredo Bazoli. Poi passa la parola al capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro, che aggiunge: "Non si vanno a fare i comizi in televisione con i giornalisti compiacenti, si viene in aula e ci si confronta con il Parlamento".

Leggi i commenti