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Regionali, la destra trova l’intesa su Stefani, Cirielli e Lobuono

Cirielli, Lobuono e Stefani 

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Accordo sui candidati in Veneto, Campania e Puglia. Il viceministro meloniano si scusa su Berlusconi: “Sempre ammirato”
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ROMA – Dopo due mesi di bizze, rimandi e vertici a vuoto, a una manciata di minuti dalle otto di sera, in tempo per i tiggì, arriva la nota del centrodestra che ufficializza i nomi dei tre candidati a governatore per le regionali del 23 e 24 novembre. Nessuna sorpresa, alla fine: per il Veneto correrà il vicesegretario della Lega, Alberto Stefani, gradito anche al presidente uscente, Luca Zaia; in Puglia ci sarà un civico, l’ex presidente della fiera di Levante, Luigi Lobuono, che sfidò (perdendo) Michele Emiliano a sindaco di Bari oltre vent’anni fa; in Campania la spunta il viceministro agli Esteri, meloniano di ferro, Edmondo Cirielli. Nella prima regione, per la coalizione di governo la partita è in discesa, sondaggi alla mano. Nelle altre due, Puglia e Campania, i pronostici sono sfavorevoli, le rilevazioni interne che circolano tra i partiti danno per favoriti il dem Antonio Decaro, recordman di preferenze alle Europee dell’anno scorso, e il giallorosso Roberto Fico, in pista pe…

ROMA – Dopo due mesi di bizze, rimandi e vertici a vuoto, a una manciata di minuti dalle otto di sera, in tempo per i tiggì, arriva la nota del centrodestra che ufficializza i nomi dei tre candidati a governatore per le regionali del 23 e 24 novembre. Nessuna sorpresa, alla fine: per il Veneto correrà il vicesegretario della Lega, Alberto Stefani, gradito anche al presidente uscente, Luca Zaia; in Puglia ci sarà un civico, l’ex presidente della fiera di Levante, Luigi Lobuono, che sfidò (perdendo) Michele Emiliano a sindaco di Bari oltre vent’anni fa; in Campania la spunta il viceministro agli Esteri, meloniano di ferro, Edmondo Cirielli. Nella prima regione, per la coalizione di governo la partita è in discesa, sondaggi alla mano. Nelle altre due, Puglia e Campania, i pronostici sono sfavorevoli, le rilevazioni interne che circolano tra i partiti danno per favoriti il dem Antonio Decaro, recordman di preferenze alle Europee dell’anno scorso, e il giallorosso Roberto Fico, in pista per il dopo De Luca con il placet (almeno sulla carta) del governatore uscente.

Nonostante sia una gara complicatissima per la destra, è sulla corsa di Napoli che si sono registrate le ultime frizioni pubbliche tra le forze politiche di governo. FI ha chiesto a Cirielli due cose: prima di lasciare l’incarico al ministero anche in caso di sconfitta, poi ha aggiunto un’altra condizione ancora, che si scusasse per alcuni messaggi (privati) vecchi di anni contro Silvio Berlusconi. Cirielli a dimettersi non ci pensa proprio, con il sostegno di FdI, ma ieri pomeriggio ha diffuso una nota in cui ha proclamato la sua «stima e ammirazione» per l’ex Cavaliere, aggiungendo di «non avere mai voluto mancare di rispetto a FI». Subito dopo gli azzurri hanno accordato via agenzie stampa il placet alla sua candidatura. In contemporanea, di pomeriggio, i leader della coalizione si riunivano a Palazzo Chigi per ufficializzare il tutto, a ridosso del Cdm serale. Alla fine ecco la nota, molto conciliante, nonostante gli attriti di queste settimane: «La coalizione, come sempre, darà il massimo supporto ai suoi candidati». Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini, Maurizio Lupi e Antonio De Poli comizieranno insieme domani a Firenze, in Toscana, per sostenere il “fratello” Alessandro Tomasi.

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