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Toscana, tra Giani e Conte abbraccio al fotofinish: “M5S farà la sua parte”

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L’ex premier con il candidato a Firenze: “Non volevo vederlo? Falso”. E assicura l’ingresso in giunta: “Governeremo insieme 5 anni”
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Se il campo largo non va da Giani, Giani va dal campo largo. Tre giorni fa era stato da Fratoianni e Bonelli di Avs, giovedì era con 1.200 persone accanto alla segretaria Pd Elly Schlein e al presidente Stefano Bonaccini, ieri a Firenze prima è apparso sul palco con Matteo Renzi e la neonata Casa riformista, poi in teatro con Dario Nardella e mezzo Pd, nottetempo si è appalesato a Pisa da Riccardo Magi di +Europa. E nel pomeriggio è andato a trovare pure Giuseppe Conte a Scandicci, alle porte di Firenze, nonostante una vigilia di freddezze e imbarazzi per il mancato invito alla chiusura per via dell’antipatia della base grillina per il Pd: «Ma quale mancato invito di Giani? Cazzate», dice ora il leader 5 Stelle passeggiando accanto al presidente dopo un siparietto in cui si passano una palla da rugby, una stretta di mano, sorrisoni. «Lavoreremo insieme 5 anni. Noi siamo forse farraginosi nei processi ma poi quando decidiamo siamo determinati, faremo la nostra parte. Giani si è messo i…

Se il campo largo non va da Giani, Giani va dal campo largo. Tre giorni fa era stato da Fratoianni e Bonelli di Avs, giovedì era con 1.200 persone accanto alla segretaria Pd Elly Schlein e al presidente Stefano Bonaccini, ieri a Firenze prima è apparso sul palco con Matteo Renzi e la neonata Casa riformista, poi in teatro con Dario Nardella e mezzo Pd, nottetempo si è appalesato a Pisa da Riccardo Magi di +Europa. E nel pomeriggio è andato a trovare pure Giuseppe Conte a Scandicci, alle porte di Firenze, nonostante una vigilia di freddezze e imbarazzi per il mancato invito alla chiusura per via dell’antipatia della base grillina per il Pd: «Ma quale mancato invito di Giani? Cazzate», dice ora il leader 5 Stelle passeggiando accanto al presidente dopo un siparietto in cui si passano una palla da rugby, una stretta di mano, sorrisoni. «Lavoreremo insieme 5 anni. Noi siamo forse farraginosi nei processi ma poi quando decidiamo siamo determinati, faremo la nostra parte. Giani si è messo in discussione, ha aperto al confronto. Ora scalpitiamo per dare il nostro contributo», assicura Conte. «Discuteremo sui nodi più delicati ma sono certo ci sarà una bella collaborazione», ricambia Giani. Amore al fotofinish.

«Il campo largo c’è, se necessario mi allargo io», gongola il governatore toscano del centrosinistra candidato al bis Eugenio Giani alla vigilia del voto. Tre milioni di aventi diritto, urne aperte domani e lunedì, per il centrosinistra la speranza è la vittoria di ampia portata dopo le scoppole Marche-Calabria. «Mi preoccupa l’astensionismo. Ai toscani chiedo di andare a votare. Dobbiamo difendere la Toscana antifascista, terra di libertà. Diamo un segnale a Meloni. Cominciamo la riscossa del centrosinistra», l’appello gianiano nell’ultimo folle giorno di campagna, 600 chilometri tra Livorno, Pistoia, Siena. «Eugenio ha fatto cose coraggiose in questi 5 anni, dal salario minimo al fine vita, dando anche segnali al Paese», lo ha lanciato la leader dem Schlein. «Dalla coalizione che sostiene Giani deve nascere l’alleanza che sfiderà la destra alle prossime elezioni politiche», sogna Magi. L’eurodeputato Pd Dario Nardella riempie il teatro Niccolini per Giani con amministratori come il sindaco di Roma Gualtieri, di Mantova Palazzi, di Firenze Funaro e poi i governatori dem di Umbria ed Emilia Romagna Proietti e De Pascale: «La nostra forza è nel pluralismo non nell’ammucchiata. La destra usa la retorica noi amministriamo».

La deputata di Avs Elisabetta Piccolotti doveva essere ieri sera alla chiusura di toscana di Avs in una frazione di Prato, Paperino, quella del leggendario film con Francesco Nuti, ma ha forato una gomma in autostrada affidando l’appello finale ad un video social: «Importante votare e votare l’Alleanza verdi e sinistra», qui del resto si gioca una gara all’ultimo voto per il secondo posto in coalizione tra Renzi e Avs. «Vincere è d’obbligo qui» ritiene Conte, piuttosto convinto dell’alleanza con Giani nonostante i riottosi grillini toscani, anti aeroporto e anti inceneritori, abbiano ingoiato a fatica l’intesa. Pensare che Giani poco prima di raggiungere ieri Conte ha incontrato i cacciatori di Federcaccia, che l’hanno messo in guardia: «Niente scherzi con i 5 Stelle eh!». «Nessuno stravolge la mia impostazione. E ognuno conterà per i voti che prende», li ha tranquillizzati lui.

E poi via, ad incontrare il leader M5S a Scandicci. Giani aveva invitato lì pure Giorgio La Malfa, lo storico ex leader dei repubblicani, che ieri era in Toscana e voleva dare un abbraccio di in bocca al lupo al presidente. All’ex ministro repubblicano però la presenza di Conte non deve essere proprio andata a genio perché alla fine ha dato buca, facendo saltare la gianiana ambizione di un campo largo all’inverosimile. Un miracolo che in Toscana, tra mille peripezie, probabilmente regge solo per via del medesimo Giani.

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