Lo scrittore Marco Malvaldi, con i suoi Delitti del BarLume, ha raccontato una Toscana più vera, popolare, lontana dalle cartoline turistiche, con l’Ape Piaggio che sale tra i vicoli dei paesi, gli anziani ai tavolini a discutere di tutto. Una Toscana non Firenze-centrica.
Come stanno i toscani in questa campagna elettorale? Incazzati come sempre?
«Incazzati certo, ma non con la regione. Mi aspetto una certa continuità, diciamo. Dopotutto in due o tre frangenti difficili, dal Covid alle alluvioni, la regione ha agito molto bene, è stata all’altezza delle emergenze».
» Speciale Toscana: exit poll e risultati dalle 15 di lunedì «
Basterà a Giani per essere rieletto?
«Parliamo di tragedie che non sono avvenute perché è stata fatta la famosa manutenzione del territorio, la prevenzione. La gente queste cose le vede».
Dov’è che il bicchiere è mezzo vuoto invece?
«Dove barcolliamo un po’ è nell’impiantare nuove sorgenti energetiche. A San Giuliano Terme, vicino a dove vivo io, c’è stato un g…
Lo scrittore Marco Malvaldi, con i suoi Delitti del BarLume, ha raccontato una Toscana più vera, popolare, lontana dalle cartoline turistiche, con l’Ape Piaggio che sale tra i vicoli dei paesi, gli anziani ai tavolini a discutere di tutto. Una Toscana non Firenze-centrica.
Come stanno i toscani in questa campagna elettorale? Incazzati come sempre?
«Incazzati certo, ma non con la regione. Mi aspetto una certa continuità, diciamo. Dopotutto in due o tre frangenti difficili, dal Covid alle alluvioni, la regione ha agito molto bene, è stata all’altezza delle emergenze».
» Speciale Toscana: exit poll e risultati dalle 15 di lunedì «
Basterà a Giani per essere rieletto?
«Parliamo di tragedie che non sono avvenute perché è stata fatta la famosa manutenzione del territorio, la prevenzione. La gente queste cose le vede».
Dov’è che il bicchiere è mezzo vuoto invece?
«Dove barcolliamo un po’ è nell’impiantare nuove sorgenti energetiche. A San Giuliano Terme, vicino a dove vivo io, c’è stato un grosso scontro su un parco fotovoltaico. Ma se non dobbiamo più comprare il petrolio russo e dobbiamo puntare ad abbandonare le fonti fossili, dove la prendiamo l’energia elettrica? Non si possono sempre invocare vincoli paesaggistici, non è che tutta la Toscana è come la Val d’Orcia».
Che campagna elettorale è stata? I due principali contendenti sembrano molto… educati. E’ stata una campagna delle buone maniere?
«Al netto del generale Vannacci, direi che non è un’impressione sbagliata. Alessandro Tomasi, il candidato del centrodestra, è un bravo amministratore, una persona garbata ed equilibrata, e lo è pure Eugenio Giani. Io non mi auguro un cambio politico alla regione, ma se avvenisse non ci sarebbe da gridare allo scandalo. Ripeto, l’unico sopra le righe è stato Vannacci, un ex generale famoso solo per aver scritto un libro pieno di stupidaggini. Bisogna ringraziare sia Giani che Tomasi per aver tenuto bassa la presenza del generalissimo».
Per chi voterebbe Massimo Viviani, il protagonista del BarLume?
«Massimo voterebbe per Giani».
E gli altri personaggi?
«Marchino per Fratelli d’Italia, Ampelio e Pilade per il centrosinistra, ma per motivi opposti. Ma comunque tutti, anche quelli di destra, sarebbero d’accordo nel non votare Vannacci. Un conto è essere conservatori, altra cosa essere nostalgici di un ventennio che ha fatto schifo. I miei vecchietti quel periodo se lo ricordano bene».
A Pineta (il paese immaginario sulla costa toscana dove sono ambientati i gialli, ndr) come andrebbero le elezioni?
«Vincerebbe il centrodestra, perché il centrosinistra paga un certo immobilismo. Anzi, nei miei libri il centrodestra ha già vinto. Spesso ha successo la retorica del fare, fare qualcosa a prescindere è lo slogan perfetto dei populisti, lo diceva anche Umberto Eco».
Cosa ha fatto il centrosinistra in Toscana per meritare un altro mandato?
«Nonostante un certo eccesso di prudenza, abbiamo comunque un sistema sanitario che si mantiene dignitoso. La gente si lamenta ma se uno sta male qua trova qualcuno che lo cura».
Una cosa positiva di questa campagna elettorale?
«Si è parlato di cose concrete che interessano tutti, questo è stato un bene. C’è molta sofferenza nel mondo e quello che sta accadendo a Gaza è inaccettabile. Ma questi problemi internazionali lasciamoli a chi se ne deve occupare, ho apprezzato che in Toscana, a differenza che in altre regioni, si sia parlato soprattutto della Toscana».