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Nordio alle toghe: no allo scontro. Schlein: “Mai visto premier che dà dei terroristi a opposizioni”

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La separazione delle carriere al congresso di Area. Il ministro prova la via del dialogo ma non convince la platea. Conte: “Si vuole smantellare lo stato di diritto”. Incontro con Anm e la segretaria dem sulla copertura Rai dei referendum
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GENOVA – "Finché ci sarò io, il pm non andrà sotto il potere politico", assicura perentorio Carlo Nordio. Non vede, da remoto, che la platea dei magistrati di Area, riuniti a Genova fino a domani, reagisce male: "e chi se ne frega del destino personale", "ma pensa al Paese per i prossimi decenni, no?", "ma la Costituzione ha pensato al futuro, non dice finché ci sarò io", mugugnano diversi magistrati dalla sala gremita del teatro della Tosse. Poi il Guardasigilli dice: "Abbiamo idee diverse, ma non arriviamo allo scontro frontale. E lo chiedo a tutti", sottinteso "anche ai nostri", riferendosi al referendum che si prepara dopo il via alla riforma della giustizia.

Un invito che arriva via schermo dal suo sabato di lavoro nelle Eolie, ma a cui replica subito dopo, direttamente dal palco, la segretaria Pd, Elly Schlein. "Certo che ha un bizzarro modo di organizzare i ruoli, questo governo. - punge la leader - Il giorno prima, la premier dice che l'opposizione fa il lavoro del terrorismo.…

GENOVA – "Finché ci sarò io, il pm non andrà sotto il potere politico", assicura perentorio Carlo Nordio. Non vede, da remoto, che la platea dei magistrati di Area, riuniti a Genova fino a domani, reagisce male: "e chi se ne frega del destino personale", "ma pensa al Paese per i prossimi decenni, no?", "ma la Costituzione ha pensato al futuro, non dice finché ci sarò io", mugugnano diversi magistrati dalla sala gremita del teatro della Tosse. Poi il Guardasigilli dice: "Abbiamo idee diverse, ma non arriviamo allo scontro frontale. E lo chiedo a tutti", sottinteso "anche ai nostri", riferendosi al referendum che si prepara dopo il via alla riforma della giustizia.

Un invito che arriva via schermo dal suo sabato di lavoro nelle Eolie, ma a cui replica subito dopo, direttamente dal palco, la segretaria Pd, Elly Schlein. "Certo che ha un bizzarro modo di organizzare i ruoli, questo governo. - punge la leader - Il giorno prima, la premier dice che l'opposizione fa il lavoro del terrorismo. E il giorno dopo il ministro arriva qui a invitarci al dibattito civile. Allora dico a Meloni: basta, abbassa i toni. Perché queste sue parole in democrazia non si sono mai sentite. Sono loro che brandiscono la clava, ed con questa arma che hanno portato avanti quel ddl di revisione costituzionale".

E' il giorno delle scintille attese, nella seconda giornata del quinto congresso nazionale di Area. E l'occasione per il centrosinistra di ricompattarsi - videocollegati anche Giuseppe Conte per i 5S, e Riccardo Magi per Più Europa - a dar man forte ai magistrati contro quella separazione che, dice la leader Pd, "ha un solo obiettivo: minare l'indipendenza e l'autonomia dei giudici. Quindi fa male a tutta la democrazia". Eppure, analizza Schlein, di fronte a un mondo che vuole travolgere "la separazione tra i poteri", sotto l'onda di "cambiamenti politici e anche climatici che rendono più insopportabili le disuguaglianze e aumentano la sete dei diritti, qui siamo di fronte a una riforma che vuole usare la forza sul diritto, e diminuire pericolosamente le garanzie per i cittadini".

E' lo stesso ministro Nordio, d'altro canto, a precisarlo: "Non ho difficoltà a riconoscere che la riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia", tra battimani sarcastici del teatro, "ma su quei fronti stiamo lavorando, ad esempio siamo al quinto concorso da chiudere," sui nuovi assunti in magistratura. Poi apre, sulla riforma, a una futura eventuale collaborazione sulle leggi di attuazione. "Oggi nella riforma si parla ad esempio, per gli incarichi apicali, di un 'concerto' tra Csm e Ministero. Ecco, sarei favorevole - annuncia - ad abolire questa parola, 'concerto', per evitare qualsiasi tipo di interferenza tra il potere esecutivo e l'autonomia del Csm". Fatto nuovo che stavolta piace: cenni di approvazione in sala. Resta il dubbio: la maggioranza la pensa come lui?. Quindi Nordio mette in guarda da una contrapposizione violenta : "Non lo dico solo a voi. Ho avuto rassicurazione anche dal presidente Meloni che il referendum non abbia significato politico". Insomma: "non sia uno scontro frontale”.

E' durissimo invece Giuseppe Conte: "Con la scusa di restituire un primato alla politica, si vuole smantellare lo stato di diritto. Ma questa riforma non migliora il servizio giustizia per i cittadini, non prevede maggiori investimenti, ma spinge solo i pm in una zona grigia che permetterà al governo di controllare quei magistrati", pur di garantirsi "impunità a sé e ai propri membri e persecuzione agli avversari". C'è preoccupazione anche nelle parole di Riccardo Magi, che dentro più Europa pure è stato attaccato per essersi astenuto nell'ultimo voto alla Camera. Un ddl che nasce, per lui, "in un clima non solo di netta contrapposizione con le toghe", ma di "insofferenza e fastidio verso le giurisdizioni, anche sovranazionali", in fondo "tutte percepite come un inutile limite: penso allo scontro con i magistrati sull'Albania, sul decreto 'Cutro' e 'Caivano', fino allo scempio costituzionale del decreto 'Sicurezza' ora all'attenzione della Consulta".

Si pensa già al referendum, alle iniziative che devono "superare la narrazione di destra e dei suoi media". In un incontro breve a margine tra Schlein, i vertici dell'Anm Cesare Parodi e Rocco Maruotti e Zaccaro, si accenna al tema che terrà banco: "la totale mancanza di una corretta copertura sui temi della riforma giustizia e sul dissenso della magistratura", dicono i magistrati, nelle tv, innanzitutto Rai.

Si alternano sul palco gli apprezzati interventi di Santalucia (ex presidente Anm), Cascini (ex togato di Area), dell'ex ministro Orlando. E i due attuali laici del Csm con le opposte visioni: da Felice Giuffré (area Fdi), le ragioni del suo sì alla riforma, mentre il renziano, Ernesto Carbone finisce con un auspicio "riforma che allarma, ma noi vinceremo questo referendum". Tra applausi e molti, non tanto segreti, riti apotropaici.

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