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L’opposizione replica a Meloni: “Noi peggio dei terroristi? Mai sentito in democrazia”

La presidente del Consiglio Giorgia Melon

 (ansa)

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Piantedosi: “Dall’esercito israeliano qualche esagerazione ma né io né il governo siamo complici. Cortei al vaglio per capire se c’è strategia”
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ROMA – Sconcerto e indignazione. Le opposizioni reagiscono all’attacco, senza precedenti, sferrato dalla premier Giorgia Meloni due giorni fa in chiusura di campagna elettorale in Toscana. «Non si è mai sentito in una democrazia che la presidente del Consiglio desse dei terroristi alle opposizioni», ha risposto Elly Schlein, esterrefatta di fronte alle parole della premier, secondo la quale «la sinistra italiana è più fondamentalista di Hamas». Quindi la segretaria del Pd invita «tutti ad abbassare i toni e ad affrontare invece con spirito costruttivo la discussione sulla manovra, perché non ci sono misure che possano far riprendere la nostra economia».

Duro anche Giuseppe Conte che accusa la premier di avere «scarsa sensibilità istituzionale» e di «voler fomentare lo scontro sociale per poi nascondersi dallo scontro da essa stessa aizzato». Per il presidente del Movimento 5 Stelle, le parole di Meloni sono «baggianate, delle stupidaggini irresponsabili». L’ex premier poi è convinto c…

ROMA – Sconcerto e indignazione. Le opposizioni reagiscono all’attacco, senza precedenti, sferrato dalla premier Giorgia Meloni due giorni fa in chiusura di campagna elettorale in Toscana. «Non si è mai sentito in una democrazia che la presidente del Consiglio desse dei terroristi alle opposizioni», ha risposto Elly Schlein, esterrefatta di fronte alle parole della premier, secondo la quale «la sinistra italiana è più fondamentalista di Hamas». Quindi la segretaria del Pd invita «tutti ad abbassare i toni e ad affrontare invece con spirito costruttivo la discussione sulla manovra, perché non ci sono misure che possano far riprendere la nostra economia».

Duro anche Giuseppe Conte che accusa la premier di avere «scarsa sensibilità istituzionale» e di «voler fomentare lo scontro sociale per poi nascondersi dallo scontro da essa stessa aizzato». Per il presidente del Movimento 5 Stelle, le parole di Meloni sono «baggianate, delle stupidaggini irresponsabili». L’ex premier poi è convinto che dietro la scelta di quelle parole ci sia una sorta di strategia, «un’opera di distrazione di massa — è il ragionamento — invece di preoccuparsi della realtà sociale ed economica». Che le parole di Meloni nascondano altro lo sostiene anche Nicola Fratoianni, uno dei leader di Alleanza Verdi e Sinistra. È stata «una scelta precisa», è la convinzione, perché in questo modo Meloni «evita il dibattito sui problemi reali degli italiani. La premier — aggiunge — penso abbia perso ogni freno, gli è scappata la frizione come si dice in gergo, è qualcosa che non sta da nessuna parte» ma «in questo modo cancella il dibattito sui problemi come gli stipendi fermi al palo ed il costo della vita che aumenta».

L’opposizione, sotto attacco della premier, fa quadrato. Anche il vicepresidente di Italia viva, Davide Faraone, trova «incredibile che la presidente del Consiglio, invece di abbassare i toni per festeggiare senza divisioni la pace a Gaza, vada su un palco e paragoni le opposizioni ad Hamas». E il deputato Pd Gianni Cuperlo ricorre a un paragone storico raccontando di aver conosciuto «alcuni dei più grandi dirigenti storici della sinistra italiana», che «potevano risultare durissimi nei giudizi politici che solitamente accompagnavano con argomenti di merito, richiami al passato e al futuro. Ma una caratteristica avevano ed era la consapevolezza che il loro compito dinanzi a quelle piazze non era aizzare con l’insulto un’indole violenta».

Mentre dai banchi del governo, pur sottolineando «di non voler fare il difensore d’ufficio del presidente del Consiglio», il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ospite alla festa del Foglio, fa presente che qualcuno a sinistra «ha definito i miliziani di Hamas “meritevoli di avere una comprensione” al punto da conferirgli dei premi e riconoscimenti». Il bersaglio restano le piazze, dove ci sarebbe «la ricomparsa di vecchi nostalgici della vecchia lotta armata». E ci sono scene «al vaglio degli inquirenti per capire se dietro alcune azioni apparentemente coordinate c’è una strategia o meno». Quanto alle accuse che gli vengono rivolte dall’opposizione, il ministro dice di non sentirsi complice del genocidio anche perché il governo ha ammesso che da parte dell’esercito israeliano ci sarebbe stata «qualche esagerazione».

Non entra nel merito della polemica politica il presidente della Camera Lorenzo Fontana che però lancia un appello a tutti gli attori in campo: «Ritengo che sia fondamentale il fatto di cercare in questo momento storico di abbassare di una “tacca” il livello delle discussioni».

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