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Regionali Toscana, la destra minimizza: “La sfida era impegnativa”. E Zaia minaccia l’addio

(ansa)

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Le mosse del governatore uscente del Veneto. In Campania Arianna Meloni vuole candidare l’ex ministro Sangiuliano. Protesta l’Usigrai
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Giorgia Meloni liquida la pratica Toscana con uno stringato tweet dall’Egitto: complimenti a Giani, grazie a Tomasi e al centrodestra per la passione. La partita, annota la premier su X, «era impegnativa». Giovanni Donzelli si consola con «l’eccezionale» risultato di lista di FdI. Le grane, per la maggioranza, arrivano dalle sfide in calendario a fine novembre. Soprattutto da Veneto e Campania. Nel Nord Est Luca Zaia scalpita. Privato della possibilità di ricandidarsi per il limite dei mandati, senza l’opportunità di schierare una lista con il suo nome, ora vede ridotte al lumicino anche le chance di brandizzare il simbolo del Carroccio. La scritta “Zaia” sotto allo spadone, gli hanno detto da via Bellerio, non ci sarà. Anche perché dovrebbe sparire pure il riferimento a «Salvini premier», sostituito dal nome del candidato governatore: in Veneto, ma anche in Puglia e in Campania.

Chi non ha voluto Zaia nel logo? In privato il governatore uscente si è fatto un’idea: «Il veto non arriva…

Giorgia Meloni liquida la pratica Toscana con uno stringato tweet dall’Egitto: complimenti a Giani, grazie a Tomasi e al centrodestra per la passione. La partita, annota la premier su X, «era impegnativa». Giovanni Donzelli si consola con «l’eccezionale» risultato di lista di FdI. Le grane, per la maggioranza, arrivano dalle sfide in calendario a fine novembre. Soprattutto da Veneto e Campania. Nel Nord Est Luca Zaia scalpita. Privato della possibilità di ricandidarsi per il limite dei mandati, senza l’opportunità di schierare una lista con il suo nome, ora vede ridotte al lumicino anche le chance di brandizzare il simbolo del Carroccio. La scritta “Zaia” sotto allo spadone, gli hanno detto da via Bellerio, non ci sarà. Anche perché dovrebbe sparire pure il riferimento a «Salvini premier», sostituito dal nome del candidato governatore: in Veneto, ma anche in Puglia e in Campania.

Chi non ha voluto Zaia nel logo? In privato il governatore uscente si è fatto un’idea: «Il veto non arriva da FdI». Come dire: il colpevole va cercato altrove. In casa. Casualità, questa convinzione il “Doge” l’ha maturata dopo una serie di telefonate, nelle ultime settimane, direttamente con Meloni. Che dovrebbe incontrare a Roma, dove arriverà la prossima settimana. Mentre FdI e FI già litigano sui posti da assessore a Palazzo Balbi (i meloniani ne vogliono 6, compresa la sanità, rivendicata però dagli azzurri), Salvini deve gestire le fibrillazioni del fronte del Nord.

Rivitalizzato dal fiasco in Toscana di Roberto Vannacci, Zaia con i suoi evoca quasi una clamorosa fuoriuscita dal Carroccio: «Vedrò dove impegnarmi in futuro...». Anche davanti a microfoni e taccuini non si tiene più: «Se sono un problema vedrò di renderlo reale, il problema. Cercherò di organizzarmi in maniera tale da rappresentare fino in fondo i veneti». Torna in campo la lista Zaia? I fedelissimi del governatore lo escludono: «No, non è questo il punto». Il punto è che il “Doge” non si può archiviare così. Riecco Zaia: «La campagna elettorale sarà purificatoria, lì si vedono i numeri, chi conta, chi ha parlato troppo». Chiosa: «Io sono ancora vivo». Dissapori alla vigilia del lancio della candidatura di Alberto Stefani, previsto domani a Padova, al Gran teatro Geox. Zaia e Salvini s’incroceranno lì.

FdI intanto ha i suoi crucci in Campania, in attesa di nuovi sondaggi interni appena commissionati. Tiene banco la candidatura a consigliere di Gennaro Sangiuliano, l’ex ministro tornato in Rai come corrispondente da Parigi. Grande sponsor del ritorno in politica, Arianna Meloni. L’interessato, dopo avere negato più volte, pubblicamente, di voler scendere in pista con FdI, accarezza invece l’idea. Il tema, raccontano più fonti di centrodestra, è un altro: garantire all’ex ministro un adeguato bottino di preferenze. A via della Scrofa c’è chi vorrebbe evitare che corressero per il consiglio regionale alcuni big. L’aspirante governatore, Edmondo Cirielli, invece vuole liste fortissime. Si tratta. Intanto l’Usigrai protesta: la tv di Stato «non è un tram». Controreplica di FdI: e allora i giornalisti candidati con l’Ulivo e il Pd?

Oltre le regionali d’autunno, i Fratelli sottotraccia lavorano alla corsa per la Lombardia. Pressing forte per lo scioglimento anticipato della legislatura, per accorpare il voto del Pirellone alle Politiche del ‘27. Al netto delle smentite (naturali) dell’interessato, il nome su cui puntano nel partito della premier è quello di Ettore Prandini, patron della Coldiretti. Ennesimo segnale: oggi e domani mezzo governo — da Francesco Lollobrigida a Guido Crosetto e Tommaso Foti — parteciperà al suo “forum internazionale dell’agricoltura”.

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