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Derby a casa De Luca, Vincenzo vuole il nome sul simbolo. Un guaio per il Pd (e per il figlio Piero)

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Obiettivo del governatore uscente: dar filo da torcere nelle urne al Pd, da cui si è sentito maltrattato. Nella sua lista molti iscritti, ex iscritti o simpatizzanti del Pd
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Niente da fare. Neppure l’elezione del figlio Piero a segretario del Pd in Campania, frutto di un estenuante braccio di ferro con la segretaria nazionale Elly Schlein, ha ridotto a più miti consigli Vincenzo De Luca.

Il nome sul simbolo

Dopo aver dato un sofferto via libera a Roberto Fico - candidato del M5S alla sua successione per la coalizione progressista - il coriaceo governatore uscente, nonché padre del nuovo leader del partito regionale, si è messo a puntare i piedi un’altra volta. Oggetto del contendere: il simbolo della sua lista civica dove, non potendo correre in prima persona come pure avrebbe voluto, pretende di inserire il suo nome. Non più solo, come inizialmente ipotizzato: “A testa alta”. Bensì: “A testa alta con De Luca”. Un patronimico che lui considera un valore aggiunto, miniera di voti e di gloria. Senza dissimulare il vero obiettivo: dar filo da torcere al Pd, da cui si è sentito maltrattato, nelle urne.

In lista iscritti al Pd

A fornire più di un indizio che i…

Niente da fare. Neppure l’elezione del figlio Piero a segretario del Pd in Campania, frutto di un estenuante braccio di ferro con la segretaria nazionale Elly Schlein, ha ridotto a più miti consigli Vincenzo De Luca.

Il nome sul simbolo

Dopo aver dato un sofferto via libera a Roberto Fico - candidato del M5S alla sua successione per la coalizione progressista - il coriaceo governatore uscente, nonché padre del nuovo leader del partito regionale, si è messo a puntare i piedi un’altra volta. Oggetto del contendere: il simbolo della sua lista civica dove, non potendo correre in prima persona come pure avrebbe voluto, pretende di inserire il suo nome. Non più solo, come inizialmente ipotizzato: “A testa alta”. Bensì: “A testa alta con De Luca”. Un patronimico che lui considera un valore aggiunto, miniera di voti e di gloria. Senza dissimulare il vero obiettivo: dar filo da torcere al Pd, da cui si è sentito maltrattato, nelle urne.

In lista iscritti al Pd

A fornire più di un indizio che il disegno sia proprio questo sono i profili dei candidati inseriti nella lista civica. Molti dei quali pescati fra iscritti, ex iscritti o simpatizzanti del Pd. Partiamo intanto dall’uomo che rappresenta “A testa alta” al tavolo della coalizione: Fulvio Bonavitacola, fedelissimo vicepresidente della Campania, nonché tesserato democratico. In corsa appaiono invece l’assessora alla Scuola Lucia Fortini, fotografata sul suo profilo Instagram accanto al simbolo firmato De Luca (ma non ancora depositato); il consigliere uscente, ex Pd, Diego Venanzoni; il collega Giovanni Porcelli. Menzione a parte, per la serie tengo famiglia, meritano Enzo Del Prete - padre di Marco, che è sindaco pd di Frattamaggiore nonché capogruppo dem in città metropolitana - e Vittoria Lettieri, figlia dell’ex sindaco di Acerra. Tutti bacini di consenso non da poco.

Il nodo

Una situazione a dir poco imbarazzante. Specie per il Nazareno che in queste ore è sceso in pressing su Piero, segretario regionale del Pd, affinché convinca il padre governatore a recedere dai suoi propositi bellicosi. Anche perché - è il sottinteso - è il candidato presidente, cioè Fico, a dover firmare l’apparentamento delle liste in coalizione. E non è detto che, col nome di De Luca sul simbolo, lo voglia fare.

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