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Gubitosa: “Appendino lascia? Andiamo avanti nel percorso, i tempi ora sono cambiati”

(ansa)

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Il vicepresidente dei 5 stelle: “Non possiamo fingere di non aver fatto delle scelte, anche difficili. Pensiamo al futuro”
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Michele Gubitosa, vicepresidente del M5S, Chiara Appendino dice “basta autoassoluzioni” e minaccia le dimissioni. State mettendo la testa sotto il tappeto?

«Nessuno ha mai parlato di autoassoluzione. Stiamo portando avanti un percorso che la nostra comunità ha messo a terra con la costituente Nova, conclusa con la definizione di un Movimento “progressista indipendente”. Sui territori si mettono al centro i temi e poi si valuta. In Toscana la nostra base ha votato sì all’alleanza e abbiamo inciso portando 23 punti nell’accordo di coalizione, abbiamo eletto due consiglieri e potremmo avere un assessorato. In Piemonte, dove siamo andati da soli, non abbiamo preso questa montagna di voti».

Ma tra Marche, Calabria e Toscana vi aspettavate il flop?

«In Toscana sapevamo che la scelta, dopo anni di opposizione a Giani, non era facile. Ma i conti li faremo alla fine di queste regionali. Ora tra Campania e Puglia ci aspettiamo buoni risultati».

I numeri parlano chiaro però: il tema del mancato …

Michele Gubitosa, vicepresidente del M5S, Chiara Appendino dice “basta autoassoluzioni” e minaccia le dimissioni. State mettendo la testa sotto il tappeto?

«Nessuno ha mai parlato di autoassoluzione. Stiamo portando avanti un percorso che la nostra comunità ha messo a terra con la costituente Nova, conclusa con la definizione di un Movimento “progressista indipendente”. Sui territori si mettono al centro i temi e poi si valuta. In Toscana la nostra base ha votato sì all’alleanza e abbiamo inciso portando 23 punti nell’accordo di coalizione, abbiamo eletto due consiglieri e potremmo avere un assessorato. In Piemonte, dove siamo andati da soli, non abbiamo preso questa montagna di voti».

Ma tra Marche, Calabria e Toscana vi aspettavate il flop?

«In Toscana sapevamo che la scelta, dopo anni di opposizione a Giani, non era facile. Ma i conti li faremo alla fine di queste regionali. Ora tra Campania e Puglia ci aspettiamo buoni risultati».

I numeri parlano chiaro però: il tema del mancato radicamento è vecchio di anni, eppure prima il M5S non andava così male. Perché?

«Non possiamo far finta di non aver fatto un percorso, anche difficile. Però siamo strutturati: chi ci vota sa perché lo fa. Fare confronti col passato è sbagliato: viviamo un momento storico diverso, serve guardare al futuro. Oggi questa maggiore capacità di incidere ci viene dalla nostra compattezza».

La lotta alla casta, la democrazia diretta, la distanza dai vecchi partiti: lei rimpiange un po’ i cavalli di battaglia di Beppe Grillo?

«I nostri principi sono gli stessi. Quello che rappresentavamo ieri, rappresentiamo anche oggi: siamo vicini alla fascia debole del Paese, che viene scaricata e paga il prezzo delle crisi. L’Italia è schiacciata tra i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi».

Oggi cosa caratterizza il M5S?

«Abbiamo le mani libere: non dobbiamo rendere conto alle lobby di nessun tipo, facciamo solo gli interessi dei cittadini».

Dire così però significa che i vostri alleati non le hanno tali.

«Dico solo che il M5S è una forza di cambiamento della società».

Quando si passerà a un programma di coalizione per battere la destra alle Politiche?

«Abbiamo già lanciato quattro proposte economiche: aumentare la no tax area, rilanciare Transizione 4.0, destinare più fondi all’assegno unico per i figli e aumentare le risorse reali per la sanità pubblica».

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