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Rai, l’ad Rossi e il dg Sergio incontrano Ranucci nella redazione di Report

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Massima allerta e preoccupazione nella tv pubblica per l’attentato al giornalista. Usigrai: “Avevamo denunciato il clima d’odio verso la trasmissione”. Presidio del sindacato davanti alla sede di via Teulada
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ROMA – Sconcerto, paura e anche tanta preoccupazione. L’ordigno esploso sotto casa di Sigfrido Ranucci, quel “salto di qualità contro di me” denunciato dal conduttore di Report, ha acceso in Rai un campanello d’allarme. Tutti in allerta, vertici e redazioni, per un clima generale di imbarbarimento del dibattito pubblico che troppo spesso la tv amplifica, col rischio di degenerare in odio nei confronti dei giornalisti.

Un tema finito al centro del cda che si sta svolgendo in queste ore per definire l’attuazione del piano industriale, ma poi virato sull’attentato a uno dei volti più noti ed esposti dell’emittente di Stato. Al punto da prendere subito una decisione importante: nel pomeriggio l’intero consiglio di amministrazione si è recato negli studi di Report in Via Teulada per portare solidarietà e sostegno alla trasmissione e a chi ci lavora. All'incontro con Ranucci partecipa anche il direttore generale della Rai, Roberto Sergio, che in un post su Facebook ha già espresso "solidari…

ROMA – Sconcerto, paura e anche tanta preoccupazione. L’ordigno esploso sotto casa di Sigfrido Ranucci, quel “salto di qualità contro di me” denunciato dal conduttore di Report, ha acceso in Rai un campanello d’allarme. Tutti in allerta, vertici e redazioni, per un clima generale di imbarbarimento del dibattito pubblico che troppo spesso la tv amplifica, col rischio di degenerare in odio nei confronti dei giornalisti.

Un tema finito al centro del cda che si sta svolgendo in queste ore per definire l’attuazione del piano industriale, ma poi virato sull’attentato a uno dei volti più noti ed esposti dell’emittente di Stato. Al punto da prendere subito una decisione importante: nel pomeriggio l’intero consiglio di amministrazione si è recato negli studi di Report in Via Teulada per portare solidarietà e sostegno alla trasmissione e a chi ci lavora. All'incontro con Ranucci partecipa anche il direttore generale della Rai, Roberto Sergio, che in un post su Facebook ha già espresso "solidarietà e vicinanza per il grave e vigliacco attentato al collega Sigfrido Ranucci e ai suoi familiari".

Gli stessi studi dove questa mattina si tiene un’assemblea straordinaria convocata dal Cdr degli Approfondimenti, di cui Ranucci è vicedirettore.

Sempre davanti alla sede Rai di via Teulada, oggi alle 16 Fnsi, Usigrai e Stampa Romana organizzano un presidio. Per essere al fianco di Sigfrido Ranucci e per dimostrare che per i giornalisti italiani la libertà di informazione è inviolabile.

Le manifestazioni di solidarietà

All’alba, appena la notizia è trapelata, l’ad Giampaolo Rossi ha chiamato il giornalista per informarsi sull’accaduto e manifestargli tutta la vicinanza sua e dell’azienda. Poi formalizzate in una nota stampa in cui si ribadisce che la Rai “si stringe al fianco” di Ranucci ed esprime “massima solidarietà per il grave e vile attentato intimidatorio”. E ancora: “Il ruolo della Rai e di chi opera al suo interno è quello di garantire dialogo, pluralismo e rispetto nel racconto quotidiano del nostro tempo”, per cui si “respinge con forza e determinazione ogni minaccia contro chi svolge il proprio lavoro nel servizio pubblico. L'essenza vitale della nostra democrazia – conclude Rossi - è la libertà informativa che la Rai garantisce e che i suoi giornalisti rappresentano. Ogni tentativo intimidatorio contro chi lavora per un'informazione libera e indipendente è un attacco allo stesso servizio pubblico”.

Ranucci, che è sotto scorta dal 2014 dopo le minacce di morte da parte della mafia, da tempo denunciava “il clima di isolamento e di delegittimazione” nei suoi confronti, ricordando di aver subito varie minacce negli ultimi tempi, a partire dal ritrovamento di due proiettili P38 fuori casa, fino al pedinamento di soggetti identificati dalla sua scorta. La sua prima reazione, dopo l’esplosione, è stata un riferimento ai temi che Report tratterà nella prima puntata della nuova stagione, in onda il 26 ottobre su RaiTre. Illustrati in un video, pubblicato dal sito della trasmissione, parlerà dei finanziamenti nel mondo della cultura, di scuola e università, dell’eolico, delle banche e della sanità. Tutti temi che, secondo lui, potrebbero offrire spunti interessanti per l’inchiesta giudiziaria. A partire dalle infiltrazioni mafiose nel business dell’eolico finanziato da ingenti fondi pubblici.

Intanto anche il presidente facente funzioni Antonio Marano e l'intero Cda Rai esprimono “massima e convinta solidarietà a Sigfrido Ranucci per il violento e vile attentato di cui è stato vittima”. Per poi affermare: “Non saranno certo le intimidazioni - che condanniamo in qualunque forma si presentino - a fermare il nostro dovere di informare e continuare a raccontare la realtà nella quale viviamo. Una realtà - conclude la nota - troppo spesso ‘avvelenata’ dall'incapacità di costruire dialoghi costruttivi, che ci impegneremo ancora di più a promuovere, contro ogni violenza, contro ogni sterile contrapposizione”.

"Piena solidarietà a Sigfrido Ranucci, a sua figlia e a tutta la sua famiglia da parte mia e di tutta la direzione Approfondimento Rai. Auspico con forza che vengano individuati quanto prima gli autori di quello che è un attentato vile e intollerabile, anche perché colpisce i valori di libertà, dialogo e pluralismo che il nostro lavoro quotidianamente tutela e promuove". Così in una nota il direttore dell'Approfondimento Rai, Paolo Corsini.

Alza lo scudo anche l’Usigrai: “Un attentato spaventoso che ci riporta indietro agli anni più bui - scrive l’esecutivo -. Siamo certi che né Sigfrido né i colleghi di Report si lasceranno intimorire. Saremo sempre al loro fianco affinché possano continuare liberamente il loro lavoro d'inchiesta”. Il principale sindacato interno non risparmia però critiche all’azienda: “Abbiamo denunciato in questi mesi come la Rai abbia ridotto lo spazio a disposizione di Report e soprattutto il clima d'odio e insofferenza per le inchieste della redazione. In prima serata su Rai1 si è arrivati addirittura - da parte della seconda carica dello Stato - a definire i colleghi di Report ‘calunniatori seriali’, senza che né il conduttore né l'azienda prendessero le distanze. Una campagna d'odio contro il giornalismo d'inchiesta che deve finire”.

Parole molto più sfumate da UniRai, il piccolo sindacato di destra: “Ci auguriamo che le autorità facciano rapidamente piena luce sull'accaduto e che i responsabili siano individuati e puniti con la massima severità. Davanti a simili atti di barbarie, non ci sono colori né appartenenze: c'è solo la condanna, netta, di chi crede nei valori umani e civili che tengono insieme un Paese”.

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