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La guerra di Grillo sul simbolo 5S: sito parallelo con il logo originario

Beppe Grillo

 

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Nel dominio ci sono documenti ufficiali e verbali relativi alla prima associazione
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MILANO – Beppe Grillo, il fondatore spodestato, l’avevo promesso: ci sarebbero state novità di un qualche tipo, perché il Movimento lo aveva creato lui assieme a Gianroberto Casaleggio e di lasciarlo in mani altrui, senza il suo consenso, non ne aveva alcuna intenzione. E quindi, come tutto era nato, rieccoci: sul web. Il comico genovese infatti ha riaperto il dominio originario movimento5stelle.it, alternativo rispetto all’attuale movimento5stelle.eu.

Nella pagina riaperta da Grillo si vede il marchio storico delle cinque stelle con sotto la scritta del sito. È la versione precedente al simbolo – con l’indicazione 2050 – che oggi identifica il partito guidato da Giuseppe Conte. Da tempo, sulla proprietà del logo pende un…

MILANO – Beppe Grillo, il fondatore spodestato, l’avevo promesso: ci sarebbero state novità di un qualche tipo, perché il Movimento lo aveva creato lui assieme a Gianroberto Casaleggio e di lasciarlo in mani altrui, senza il suo consenso, non ne aveva alcuna intenzione. E quindi, come tutto era nato, rieccoci: sul web. Il comico genovese infatti ha riaperto il dominio originario movimento5stelle.it, alternativo rispetto all’attuale movimento5stelle.eu.

Nella pagina riaperta da Grillo si vede il marchio storico delle cinque stelle con sotto la scritta del sito. È la versione precedente al simbolo – con l’indicazione 2050 – che oggi identifica il partito guidato da Giuseppe Conte. Da tempo, sulla proprietà del logo pende una disputa “legalese” ormai poco politica. Tanto che al momento da via di Campo Marzio a Roma nessuno vuol dare troppo peso alla questione. Il problema però è che la questione può nascondere molte insidie: è di fatto un altro sito ufficiale del Movimento 5 Stelle, con tanto di documenti aggiornati e allegati.

Quei documenti — verbali, rendiconti, comunicazioni ufficiali — sono ospitati direttamente sul dominio di Grillo, datati 2024-2025. Vi compaiono i riferimenti dell’associazione, il verbale dell’assemblea dei soci e il rendiconto economico aggiornato al 2024, inviato anche alla Commissione di garanzia dei partiti. Questo significa che “l’associazione Movimento 5 Stelle” non è un residuo del passato: è attiva, operativa e titolare del simbolo. Un po’ come se qualcun aprisse un altro sito di FdI o del Pd con un altro simbolo e documenti ufficiali.

La riattivazione del sito — datata 23 agosto, come rivelato dal Corriere — , nasconde il grande tema della “paternità” del simbolo: chi può davvero utilizzarlo? Grillo oppure Giuseppe Conte, quest’ultimo votato dagli iscritti? E ora il primo vero terreno di scontro potrebbe arrivare già con il deposito delle liste per le prossime regionali, a partire dalla Campania.

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