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Mattarella: la tragedia di Marcinelle monito per la storia

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Il capo dello Stato in Belgio ha visitato il luogo dove persero la vita 136 minatori italiani l’8 agosto 1956
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Marcinelle – “È con commozione che visito questo luogo, simbolo del sacrificio e della dignità dei lavoratori. La portata della tragedia dell’8 agosto 1956 sconvolse 262 famiglie – di cui 136 italiane - le ha fatte assumere una fortissima carica simbolica. Con sentimenti di rispetto e sincera gratitudine, che rendo omaggio a coloro che persero la vita con la consapevolezza che la memoria di eventi come questi rafforza il nostro impegno comune per una società più giusta e attenta ai valori fondamentali che uniscono i popoli europei”.

Sergio Mattarella, a Marcinelle, verga queste parole sul libro d’onore nel museo che ricorda una tragedia più grandi dell’emigrazione italiana. L’incendio nella miniera a pochi chilometri di Charleroi, in Belgio, nella quale persero la vita 136 minatori italiani.

Settant’anni dopo non è cambiato poi tanto. Sul lavoro si continua a morire. “Una sequela quotidiana che ci richiama drammaticamente a intervenire, occorre un’alleanza: sulla salute e sulla sicure…

Marcinelle – “È con commozione che visito questo luogo, simbolo del sacrificio e della dignità dei lavoratori. La portata della tragedia dell’8 agosto 1956 sconvolse 262 famiglie – di cui 136 italiane - le ha fatte assumere una fortissima carica simbolica. Con sentimenti di rispetto e sincera gratitudine, che rendo omaggio a coloro che persero la vita con la consapevolezza che la memoria di eventi come questi rafforza il nostro impegno comune per una società più giusta e attenta ai valori fondamentali che uniscono i popoli europei”.

Sergio Mattarella, a Marcinelle, verga queste parole sul libro d’onore nel museo che ricorda una tragedia più grandi dell’emigrazione italiana. L’incendio nella miniera a pochi chilometri di Charleroi, in Belgio, nella quale persero la vita 136 minatori italiani.

Settant’anni dopo non è cambiato poi tanto. Sul lavoro si continua a morire. “Una sequela quotidiana che ci richiama drammaticamente a intervenire, occorre un’alleanza: sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori non sono ammesse scorciatoie” ha sottolineato il presidente della Repubblica in un messaggio inviato alla seconda edizione degli Stati generali sulla salute e sicurezza sul lavoro in corso alla Camera.

I minatori italiani venivano dal Veneto, dalle Marche, da Abruzzo e Molise, dalla Sicilia. Macaroni li chiamano con razzismo i belgi. Facevano un lavoro durissimo, calandosi nelle viscere della terra. Erano giovani, e facevano parte della prima ondata migratoria, quella del primissimo Dopoguerra. Il Belgio offriva un lavoro a chi aveva perso tutto.

Mattarella ha visitato il museo, incontrato alcuni parenti, ascoltato le loro storie. “Vi sono riconoscente per questo pellegrinaggio insieme. Il ricordo della tragedia è perenne. Ma è anche un monito per la storia del nostro lavoro” ha detto.

C’è un unico sopravvissuto. Urbano Ciaccio, partito ragazzo da Fano. Oggi ha 90 anni. “Sono arrivato qui dopo la guerra. Quel giorno mi sono salvato soltanto perché mi ero sposato e non ero di turno. Ho perso 262 fratelli”. Mattarella gli ha stretto la mano.

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