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Lega, processo a Vannacci dopo il flop

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Oggi il Consiglio federale sul voto in Toscana e in vista delle regionali in Veneto. Zaia e il generale forse si collegheranno
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MILANO – L’appuntamento è per oggi in via Bellerio a Milano, all’ora di pranzo. Il Consiglio federale della Lega post-disfatta toscana si apre già segnato da assenze pesanti, perlomeno fisicamente. Non solo Luca Zaia, che aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato «per altri impegni», ma anche Roberto Vannacci. Al posto del generale in pensione potrebbe andare un altro ex parà, Massimiliano Simoni, ex FdI, consigliere regionale toscano neoeletto col Carroccio (dopo essere stato assistente parlamentare dello stesso Vannacci) in quota Mondo al contrario. Sarebbe la seconda volta di fila che il vicesegretario diserta il parlamentino del partito, inviando sempre Simoni. Ma magari alla fine sia lui che Zaia si collegheranno, anche se la convocazione prevede solo la modalità in presenza.

MILANO – L’appuntamento è per oggi in via Bellerio a Milano, all’ora di pranzo. Il Consiglio federale della Lega post-disfatta toscana si apre già segnato da assenze pesanti, perlomeno fisicamente. Non solo Luca Zaia, che aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato «per altri impegni», ma anche Roberto Vannacci. Al posto del generale in pensione potrebbe andare un altro ex parà, Massimiliano Simoni, ex FdI, consigliere regionale toscano neoeletto col Carroccio (dopo essere stato assistente parlamentare dello stesso Vannacci) in quota Mondo al contrario. Sarebbe la seconda volta di fila che il vicesegretario diserta il parlamentino del partito, inviando sempre Simoni. Ma magari alla fine sia lui che Zaia si collegheranno, anche se la convocazione prevede solo la modalità in presenza.

La riunione cade in un momento complicato. La sconfitta in Toscana è a carico del vicesegretario che ha fatto il bello e cattivo tempo squassando la Lega locale. Così si sono riaperte tutte le faglie interne: quella tra l’ala nordista e quella salviniana, la quale finora ha lasciato campo libero a tutte le sortite dell’ex militare. Come fa Vannacci a fare il vicesegretario se da mesi costruisce la propria rete parallela di “team”?, si domanda un pezzo di partito. Si vorrebbe quindi che Salvini ponesse fine all’ambiguità: o l’europarlamentare si allinea alla struttura leghista, contribuendo al partito come tutti gli altri, oppure si dedica alla sua creatura politica di estrema destra. Fino a oggi, il leader aveva scelto di soprassedere. Ma il voto toscano dice che non esiste l’aura di “salvatore” per Vannacci. «Chi scrive articoli, chi fa post, chi rilascia interviste, chi se la prende col prossimo, chi si dispera, chi si dimette, chi si riunisce... Noi ci facciamo un aperitivo», è la risposta indiretta di Vannacci su Instagram, facendo cin-cin con Simoni. Lo stile è quello di sempre: provocatorio e sprezzante, anche con i teorici compagni di partito. Il menù prevede poi un altro tema caldo: la Lombardia. Massimiliano Romeo è pronto alle barricate per non cedere la Regione a FdI. E tra i presidenti (Fontana, Zaia e Fedriga) non c’è mai stata tanta sintonia sull’idea di rilanciare il tema nord.

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