Giorgia Meloni contro le piazze per Gaza ("Io non uso la sofferenza per propaganda”), contro il Movimento 5 Stelle sulle manifestazioni e libertà di stampa (“Voi stilavate liste di proscrizione per i cronisti, non date lezioni”). Tutto avviene in Senato, durante la replica della premier dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Alla fine, la risoluzione di maggioranza ottiene 104 sì, i voti contrari sono 63 e un astenuto. Nel pomeriggio poi, la premier ha preso la parola alla Camera e ha attaccato Elly Schlein: "Il segretario del principale partito di opposizione ha detto che in Italia sono a rischio la libertà e la democrazia a causa di un governo di estrema destra, e subdolamente lo ha accostato all'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Sono dichiarazioni gravissime, non perché il problema sia criticare il governo all'estero, ma perché questo vuol dire gettare fango e ombre sull'Italia, sulla qualità della sua democrazia”. Meloni ha aggiunto: “Sono tentativi di gettare fango e ombre sull'Italia che l'Italia rischia di pagare, mentre noi siamo tutti pagati per rappresentare al meglio questa nazione". Schlein ha replicato: "Lei potrebbe spingere l'Europa a un protagonismo politico e diplomatico per riportare la pace anziché spalleggiare Trump in questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali e sostituirle con le sue telefonate, mentre vuole rimpiazzare quindi il diritto internazionale con la legge del più forte". A Montecitorio la risoluzione di maggioranza ottiene 197 voti a favore e 104 contrari.
Camera, sì alla risoluzione della maggioranza su Consiglio Ue con 197 sì
L'aula della Camera ha approvato con 197 voti favorevoli e 104 contrari la risoluzione della maggioranza dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre. Approvata anche la risoluzione di Azione con 191 favorevoli, 43 contrari e 60 astenuti, approvata anche la riformulazione del capoverso 9 con 193 favorevoli e 91 contrari e sette astenuti. Respinte le risoluzioni del Movimento 5 stelle, del Partito democratico, di Avs, Italia viva e +Europa.
Schlein a Meloni: “Non decide lei cosa dice l’opposizione”
"So dove mi aspetta ma non decide lei cosa dice l'opposizione. Lei oggi festeggia tre anni di governo, ma gli italiani no. Avete aumentato le tasse, sono aumentati i lavoratori poveri" mentre "le nascite sono scese", "sono aumentati i prezzi degli affitti", "abbiamo le bollette più care di Europa e voi non avete fatto nulla". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in Aula alla Camera dopo le comunicazioni di Giorgia Meloni sul consiglio europeo. "Con il suo governo sono aumentate di 1 milioni e mezzo le persone che non riescono a curarsi in un anno", "smettete di litigare con le calcolatrici", ha aggiunto.
Ue, Schlein a Meloni: “Preoccupante le sue parole su superamento unanimità”
"Sono preoccupanti le sue parole sul superamento dell'unanimità" in Europa. "Questa subalternità a Trump e a Orban la paga il nostro Paese". Lo dice Elly Schlein nell'intervento alla Camera rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni.
Schlein a Meloni: “Festeggia tre anni di governo ma gli italiani non hanno nulla da festeggiare”
"Lei oggi festeggia tre anni del suo governo ma gli italiani non hanno niente da festeggiare. Lei da tre anni ci racconta un film a colori ma da tre anni l'Italia è in bianco e nero". Lo dice Elly Schlein nell'intervento alla Camera rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni.
Conte dona a Meloni un volume su tre anni tasse
"Noi abbiamo confezionato per lei il libro dei record, lei ha stabilito il record delle tasse, aumentate come non mai". Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte nell'Aula della Camera in occasione delle comunicazioni della premier sul consiglio europeo. "Ora glielo consegno, un attimo solo", ha detto rivolto a Giorgia Meloni.
Conte a Meloni: “Si è fatta spiegar male utili delle banche”
"Meloni, lei con l'economia ci litiga proprio: oggi si è fatta spiegare male come le banche accumulano mega utili". Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte dopo le repliche in Aula della premier Giorgia Meloni sul consiglio europeo, aggiungendo : "Glielo spiego io: si tratta di "tassi di interesse" e "mutui", per questo doveva prelevare da lì e distribuire agli italiani in sofferenza".
Meloni: “Conte aumentò spese militari, oggi dice fiori nei cannoni”
"Le risorse sulla sanità nella manovra sono decisamente superiori a quelle messe dai vostri governi e le spese militari saranno in ogni caso inferiori a quelle messe dai vostri governi, particolarmente di Giuseppe Conte, che in alcuni anni ha moltiplicato le spese di difesa per decine di miliardi salvo poi oggi dirci 'mettete dei fiori nei vostri cannoni'. Siamo abituati a queste inversioni a U e non ci stupisce più". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo, rispondendo alla deputata del M5s Vittoria Baldino.
Boschi a Meloni: “Un'infamia dire che sinistra è oltre Hamas”
"Lei ha detto di non aver paragonato le opposizioni ai terroristi, le do ragione, è stato il suo ministro Ciriani con le Br. Lei ha detto che la sinistra è oltre Hamas ed è bravissima in giochi di parole, ma Hamas ha ucciso bambini e violentato donne e uomini, tecnicamente è un'infamia". Così Maria Elena Boschi (Iv) nell'Aula della Camera dopo le repliche di Giorgia Meloni per il consiglio europeo.
Meloni: “Opposizione terrorista? Non capite parole, come con cortigiana”
"Ho sentito anche qui dire una cosa parecchio inesatta, e cioè che io avrei paragonato l'opposizione ai terroristi. Ora, per chi conosce la lingua italiana, è chiaro che non ho accusato l'opposizione di essere terrorista o peggiore di Hamas. Ho semplicemente ricordato che vi siete rifiutati, in Parlamento, di sostenere il piano di pace per Gaza - un piano che era stato sottoscritto persino da Hamas - e che quindi la vostra posizione è stata, nei fatti, più fondamentalista di quella di Hamas". Così la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla Camera durante la replica al dibattito sulle sue comunicazioni alla vigilia del Consiglio europeo. "Ora, è possibile che a sinistra non si conosca o non si comprenda bene il significato della parola cortigiana, ma spero almeno si conosca quello della parola fondamentalista. Perché fondamentalista significa sostenere in modo intransigente una dottrina, senza accettare mediazioni o compromessi. E, mi dispiace dirlo, signori, è esattamente ciò che avete fatto", ha proseguito Meloni.
Meloni: “Schlein getta ombre sull’Italia”
Giorgia Meloni torna ad attaccare Elly Schlein: "Il segretario del principale partito di opposizione ha detto che in Italia sono a rischio la liberta e la democrazia a causa di un governo di estrema destra, e subdolamente lo ha accostato all'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Sono dichiarazioni gravissime, non perché il problema sia criticare il governo all'estero, ma perché questo vuol dire gettare fango e ombre sull'Italia, sulla qualità della sua democrazia. Sono tentativi di gettare fango e ombre sull'Italia che l'Italia rischia di pagare, mentre noi siamo tutti pagati per rappresentare al meglio questa nazione". E aggiunge: "Sapete benissimo che non è vero che libertà e democrazia sono a rischio in Italia, ma allora perché lo dite? Non vi aiuterà a governare sulle macerie una nazione che invece oggi prospera".
Pensioni, Meloni: “Abbiamo fatto molto di più della sinistra”
"È possibile che non abbiamo fatto abbastanza" sulle pensioni minime, "ma non era la sinistra che si doveva occupare dei più fragili? Noi abbiamo fatto molto di più della sinistra". Così la premier Giorgia Meloni in sede di replica alla Camera dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Ucraina, Meloni: “Non c'è ragione di accusare Italia di indietreggiare”
"Mi si è accusato, e si è accusato il governo, di indietreggiare sull'Ucraina motivando questo indietreggiare con il rifiuto all'invio di soldati". Lo dice la premier, Giorgia Meloni, in replica alla Camera dopo il dibattito per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue. "Ne ho dedotto che voi non foste d'accordo con la mia posizione - continua, rivolta a una parte dell'opposizione -, prendo atto che invece siete d'accordo con la posizione che, mi pare, una volta tanto sia una posizione sostanzialmente quasi unanime all'interno di questa aula. Allora - prosegue -, non c'è ragione di accusare l'Italia di indietreggiare sull'Ucraina".
Meloni: “Non ho dato garanzie a Trump su tassazione Big tech”
"Riguardo alla tassazione sulle Big tech" in Senato questa mattina "ho dichiarato di non averlo fatto, ricordando che quando assumo un impegno sono abituata a farlo pubblicamente e non sono abituata, come è accaduto in altri casi, quando li prendo, a fare finta di non averlo fatto di fronte alla pubblica opinione". Lo dice la premier, Giorgia Meloni, in replica alla Camera dopo il dibattito per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue.
Meloni: “I dividendi delle banche? Grazie alle scelte M5s”
"Come le banche hanno collezionato quei dividendi? Grazie alle scelte dei Cinque stelle". Lo dice la premier Giorgia Meloni in sede di replica alla Camera dopo la discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. "Quanti soldi sono stati chiesti agli istituti di credito per aiutare i salari" durante il governo pentastellato?, l'altro interrogativo della premier nel suo intervento nell'emiciclo.
Meloni: “Storia ci ha dato ragione, l’Europa cerca di correggere errori”
"Per anni anche nel nostro dibattito in molti hanno tentato di spiegare come l'elettrificazione forzata come unica opzione rischiasse di andare soprattutto a vantaggio dei nostri competitori sistemici, prima di tutti la Cina. Venivamo per questo definiti nella migliore delle ipotesi dei retrogradi, poi come spesso è accaduto negli ultimi anni la storia ci ha dato ragione". Lo ha detto alla Camera la premier Giorgia Meloni, durante le repliche al dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo. "Ora l'Europa cerca di correggere alcuni dei molti errori che ha commesso, cerca di farlo nonostante le spinte contrarie di chi tende a non confrontare le sue granitiche convinzioni con la realtà dei fatti", ha sottolineato la leader di Fdi.
Meloni: “Per mantenere potere non farò ciò che ho visto fare a molti predecessori”
"Mi avete paragonata a Gollum, ma si vede che non avete letto “Il signore degli anelli”. Gollum è la metafora di chi non riesce a fare a meno del potere: state tranquilli, perché io per mantenere il potere non sono disposta a fare quello che ho visto fare da molti dei miei predecessori". Lo dice Giorgia Meloni, parlando alla Camera.
Provenzano (Pd) a Meloni: “Italia sempre in serie A? Non più”
"L'Italia in seria A c'è sempre stata, protagonista dell'integrazione europea, alfiera del multilateralismo, della costruzione di pace e dialogo nel Mediterraneo. Questa è la nostra storia e non inizia con lei. In parlamento deve attaccare le opposizioni. A Gaza la tregua la chiedevamo da tre anni, voi dal febbraio 2024 sulla base di nostre mozioni. Certo una tregua non è una pace, è un primo passo. I crimini compiuti non possono rimanere impuniti. Trump ha detto a Netanyahu che non può fare la guerra a tutto il mondo. Lui lo ha capito, la presidente Meloni ancora no perché qui ha parlato di cinismo a favore di telecamere per le missioni umanitarie. Ha usato lo stesso termine, lo stesso concetto per Putin che le missioni umanitarie le bombarda. Lei dovrebbe essere presidente di tutti". Lo dice Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Pd, in Aula durante la discussione sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo
Ricciardi (M5s): “Festeggiano banche e produttori armi”
"Chi festeggia i tre anni di governo sono le banche che in questi tre anni hanno fatto 165 miliardi di profitto e ne verseranno solo 4 allo Stato non si capisce bene come. Chi non festeggia sono le piccole imprese con meno di venti dipendenti, il 98% delle imprese italiane, che hanno visto restringersi il credito bancario di 6 miliardi nell'ultimo anno e che hanno chiaro quante tasse devono pagare”. A dirlo il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, intervenendo in Aula sulle comunicazioni della presidente Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo. “Chi festeggia – prosegue - sono le grandi imprese che invece hanno visto aumentare i prestiti ma che non pagano le tasse in Italia bensì nei paradisi fiscali europei in Irlanda, Lussemburgo e Olanda. Chi festeggia sono i produttori di armi che nei prossimi dieci anni incasseranno parte dei 6.800 miliardi del piano RearmEu sottoscritto da Meloni. Chi festeggia sono i fondi finanziari speculativi ai quali il governo dice ai lavoratori di versare il Tfr e che parteciperanno al Piano Trump per Gaza - quella Gaza da cui potranno essere rimosse le macerie materiali, ma quelle morali sono irremovibili. Chi festeggia sono le assicurazioni con cui il governo ha chiesto alle aziende di assicurarsi contro il dissesto idrogeologico. Meloni dice di difendere i valori dell'Occidente, ma lei difende solo gli interessi del capitalismo finanziario che sono ben altra cosa dal libero mercato".
Fratoianni: “Debiti solo per armi e non per sanità”
Giorgia Meloni "dice che il nostro paese è pronto, prontissimo per la ricostruzione di Gaza" ma "la grande maggioranza degli italiani avrebbero voluto il nostro paese pronto non dal giorno dopo, ma dal giorno prima, per impedire il genocidio, per mettere le sanzioni contro il governo israeliano". Lo ha detto il deputato di Avs Nicola Fratoianni nell'Aula della Camera in occasione delle comunicazioni di Giorgia Meloni sul Consiglio Ue. Fratoianni ha criticato la linea del governo anche sulla guerra Russia-Ucraina e sul riarmo. "Ci indebitiamo sulle armi, mentre sulla sanità non si prende nemmeno in considerazione l'indebitamento", una postura che indica la volontà di "continuare a favorire le élite contro la grande maggioranza dei cittadini".
Al via alla Camera la discussione generale sulla comunicazioni di Meloni
Al via alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni della premier, Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. Al termine degli interventi è prevista una replica della presidente del Consiglio cui seguirà il parere del governo sulle risoluzioni presentate, le dichiarazioni di voto finale e i voti.
Ok del Senato alla risoluzione della maggioranza con 104 sì
Disco verde del Senato alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del prossimo Consiglio Ue. I sì sono stati 104, 63 i voti contrari e 1 astenuto.
Franceschini (Pd): “L’Italia si accontenta del buffetto di Trump”
"Dal dibattito è emerso il solito copione stantio. Sono al terzo compleanno ma insistono, anziché motivare le loro scelte del presente, passano le ore ad attaccare la minoranza per le cose fatte quando era al governo. Eppure due partiti su tre della maggioranza Meloni facevano parte di quel governo, non so se la premier lo ha dimenticato o lo ignora". Prosegue l’intervento Dario Franceschini in aula al Senato: “Io c'ero in quel Cdm e ho visto FI condividere tutto, Giorgetti e la Lega votare tutto in Parlamento, condividere senza fiatare. Era un omonimo? Quindi, attaccando quelle scelte, oggi Meloni ha attaccato i suoi alleati. E FI e Lega tacciono, come se prima fossero sulla Luna e non in quel governo".
Franceschini (Pd): “Anche Meloni criticò l'Italia parlando all'estero”
Il Pd affida a Dario Franceschini la dichiarazione di voto finale, ma la premier non è in aula e l’ex ministro della Cultura chiede che sia presente perché è a lei che intende rivolgersi. Perciò il presidente del Senato La Russa sospende la seduta in attesa che Meloni rientri. Dopodiché Franceschini attacca sull’incoerenza della sua interlocutrice, a difesa di Schlein: "Oggi è di moda attaccare la segretaria del Pd per aver detto a Bruxelles le stesse cose che dice a Roma, come se un leader dovesse dire cose diverse a seconda di dove si trova”, spiega il senatore. Ma “lei” cioè Meloni, “lo ha sempre fatto. Nel 2018 a Washington disse che la sinistra aveva ridotto l'Italia a un campo profughi, nel 2019 a Strasburgo che Conte si inchinava a Bruxelles mentre l'Italia stava affondando e potrei andare avanti". Ergo: "Il modo scomposto con cui avete reagito a quelle critiche" di Schlein "dimostra che non sono infondate".
di Giovanna Vitale
Alfieri (Pd): “Meloni non trasformi Italia in provincia impero Trump”
"Noi possiamo essere un piccola provincia nell'Impero occidentale a guida Trump o protagonisti dell'autonomia strategica dell'Europa, il Pd sa con chi stare, lei presidente ancora no. Vale per i dazi quando dobbiamo difendere le aziende italiane ed europee come per la costruzione della difesa europea, unica via perché i Paesi europei possano giocare un ruolo nella soluzione delle crisi internazionali", sono le parole del senatore del Pd, Alessandro Alfieri, capogruppo in commissione Esteri rivolgendosi in aula alla premier Giorgia Meloni dopo le sue comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo. "Trump ha tagliato i fondi alle Nazioni unite e ha delegittimato completamente l'ordine internazionale basato sulle istituzioni internazionali - aggiunge - Questo colpisce in particolare Paesi come l'Italia, che nel sistema multilaterale ha difeso i propri interessi nazionali e costruito alleanze per affrontare le principali sfide. Nella Nato, all'Onu e soprattutto all'interno dell'Unione europea". E chiarisce: "Non si può dipingere l'opposizione in termini grotteschi, come è stato fatto relativamente alle manifestazioni pro Gaza. Noi non abbiamo difficoltà a riconoscere i progressi fatti grazie all'iniziativa di Trump ma siamo preoccupati dalla fase due, dal fatto che non si vedono garanzie sufficienti che impediscano la ripresa delle ostilità e che Hamas e Israele rispettino gli impegni presi". Infine sull'Ucraina, conclude: "Dovremo parallelamente riconfermare il pieno sostegno al popolo ucraino che non può limitarsi solo agli aiuti, alle sanzioni e alle promesse di una futura ricostruzione ma deve trovare l'Europa pronta a mettere in campo formati innovativi che affianchino Stati Uniti e Ucraina in un'iniziativa diplomatica che porti al cessate il fuoco, allargando il perimetro del negoziato alla ridefinizione dell'architettura di sicurezza europea".
Ue, Ronzulli: “No a transizione che uccide imprese e innovazione”
"Sul clima e sull'industria, mentre Cina e Stati Uniti corrono, l'Europa resta impantanata tra regole contraddittorie e obiettivi irrealistici. Non si può chiedere la transizione ecologica e poi lasciare morire chi produce innovazione – osserva la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli – Difendere l'ambiente non significa mettere in ginocchio l'economia, significa trovare equilibrio, quello che questo governo costruisce giorno dopo giorno. Forza Italia dice con chiarezza che serve una transizione intelligente, che premi chi investe, difenda il lavoro e garantisca neutralità tecnologica. La Commissione deve svegliarsi, non possiamo sacrificare interi settori sull'altare dell'ideologia verde".
Meloni: “Campo largo disunito anche sul 'no' all’invio di truppe”
Il senatore Enrico Borghi di Italia viva "ci accusa di voler indietreggiare sull'Ucraina perché non siamo d'accordo sull'invio delle truppe nell'ambito della coalizione dei volenterosi – osserva Giorgia Meloni in Senato – Prendo atto, mi pareva una delle poche cose su cui questo Parlamento fosse d'accordo. Devo prendere atto che neanche su questo nel cosiddetto campo largo esiste una posizione unitaria, vista che Italia viva è favorevole all'invio delle truppe".
Meloni: “Non sono scappata dalla conferenza stampa sulla manovra, andavo a funerali dei carabinieri”
"Alla conferenza stampa" sulla manovra "non sono scappata, sono dovuta andare ai funerali dei carabinieri morti per questa nazione. Lo rivendico con orgoglio", spiega la premier Giorgia Meloni in aula al Senato in sede di replica sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre.
Meloni al M5S: “Io non uso la sofferenza di Gaza per propaganda”
Ancora Meloni in aula al Senato: “Sulle piazze e la mobilitazione: io ho organizzato centinaia di manifestazioni, ho sempre grande rispetto per le piazze. Chiaramente non le considero un elemento di consenso, anche quando ci sono milioni di persone. Se si volesse ragionare con questo schema, ci sarebbe un milione in piazza e 59 milioni a casa, quindi non bisogna ragionare così”, dice in replica dopo il dibattito sulle sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, rispondendo alla senatrice del M5S Alessandra Maiorino sulle manifestazioni per Gaza. "La devo ringraziare, senatrice Maiorino, perché ha detto una cosa importante e onesta: lei ha detto che le piazze erano contro di me. Esatto", ha detto Meloni, e mentre dalle opposizioni protestavano si è rivolto a loro: "Fermi". "Allora mi dica lei - ha ripreso sempre rivolta alla senatrice del M5S - quale è il cinismo di usare la sofferenza di un popolo per cercare di raggranellare voti e per cercare di fare propaganda, perché non è il mio modo di fare politica".
Meloni: “No lezioni libertà stampa, dal M5S liste di proscrizione per i giornalisti”
“Ho espresso la solidarietà a Sigfrido Ranucci e lo faccio volentieri anche in quest'aula. Il tema della libertà di stampa è molto serio e va affrontato con equilibrio e obiettività. Non ricordo mobilitazioni quando Alessandro Sallusti è stato arrestato in redazione per scontare una condanna ai domiciliari o quando Tommaso Cerno e Daniele Capezzone hanno ricevuto minacce di morte", osserva in aula Giorgia Meloni durante la replica alle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. "Non torno a Beppe Grillo che voleva i tribunali del popolo contro i giornalisti sgraditi. Mi chiedo se sia possibile prendere lezioni di libertà di stampa da parte del Movimento 5 Stelle che oggi scende in piazza per difenderla e ieri stilava le liste di proscrizione per i giornalisti che non piacevano. La libertà di stampa in Italia - sottolinea ancora - secondo Reporter senza frontiere, nel 2022 il nostro Paese era al 58esimo posto, oggi siamo al 498esimo, abbiamo risalito nove posizione. Stiamo cercando di fare la nostra parte".
Senatrice 5S chiama Meloni "cheerleader", battibecco in Aula
Botta e risposta teso, al Senato, tra maggioranza e opposizione sulle parole della senatrice del M5S, Alessandra Maiorino, che rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni - in aula, dopo le sue comunicazioni sul Consiglio Ue - l'ha definita "cheerleader" del presidente statunitense Trump, provocando le proteste dai senatori di centrodestra e facendo intervenire più volte il presidente La Russa per calmare gli animi.
Meloni: “Rispetto le piazze ma cinico strumentali contro me”
Meloni: “Rispetto le piazze ma cinico strumentali contro me”
Meloni: “Procedura Ue? Opposizione ci ha portato lì, noi usciamo”
"Dire che questo governo ha portato il Paese in infrazione è una mistificazione. Durante il Covid sono state sospese le regole del Patto di stabilità, in Italia" la flessibilità "è stata utilizzata per sprechi di ogni genere, dalle mascherine acquistate cinque volte il prezzo, ai monopattini ai banchi a rotelle e compagnia cantante – dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in replica dopo il dibattito sulle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo – Quando sono tornate le regole del Patto, ci siamo ritrovati in procedura e dopo tre anni noi stiamo uscendo dalla procedura nella quale l'opposizione attuale ci aveva portato, bisogna essere onesti".
Meloni: “È tutto l'Occidente sotto attacco”
"Quando Putin provoca con i droni non è l'Europa sotto attacco, ma è l'Occidente sotto attacco". Così la premier Giorgia Meloni in sede di replica al Senato dopo la discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Meloni: “In questi anni l’Ue spesso non ha fatto la sua parte”
"L'Europa in questi anni non ha fatto spesso la sua parte, non l'ha fatto certo sul piano della sicurezza, non l'ha fatto certo sul piano della difesa, non l'ha fatto certo sul piano della competitività. questo ci pone oggi in una situazione di debolezza – commenta la premier Giorgia Meloni in sede di replica dopo la discussione in aula sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue – Il tema non è che cosa vogliamo fare, il tema prima di tutto è che cosa possiamo fare, che cosa possiamo fare nello scenario attuale - osserva - certamente possiamo rafforzare la nostra competitività, possiamo imparare a difenderci da soli perché io voglio un'Italia che non sia subalterna a nessuno a differenza di quello di cui accusano coloro che ci dicono che non dobbiamo investire risorse sulla sicurezza. Io penso che dobbiamo investire in difesa e sicurezza esattamente perchè dobbiamo essere pienamente sovrani. E quindi la mia è una posizione abbastanza lineare", conclude.
Meloni: “Non sono favorevole ad allargare il voto a maggioranza nell’Ue”
"Non sono favorevole ad allargare il voto a maggioranza" nell'Unione europea, spiega la premier Giorgia Meloni in sede di replica dopo la discussione in aula sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. "La mia priorità è difendere gli interessi nazionali. Non voglio allargare il voto a maggioranza", dice.
Difesa, Meloni: “Non voglio Italia subalterna a nessuno
Torna a prendere la parola al Senato, la premier Giorgia Meloni. Bisogna investire sulla Difesa e sulla sicurezza, "non voglio che l'Italia sia subalterna a nessuno", dice in aula.
Tensioni in Senato, La Russa invita il 5S Croatti alla calma
Momenti di tensione in Senato. Quando interviene la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino, nel corso della discussione generale dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Ue, qualcuno della maggioranza la interrompe. Il presidente La Russa interviene per difenderla, spiegando che "ha il diritto di dire quello che vuole anche se qualcuno non è d'accordo". In soccorso della pentastellata il collega di partito Marco Croatti, invitato da La Russa a mantenere la calma.
La Russa chiede allora di stare tranquillo anche al meloniano Menia. Maiorino riprende il suo intervento, dopo aver detto rassegnata: "Noi siamo abituati agli insulti che partono dai banchi". Poi l'attacco politico alla premier è duro, sui migranti e sui rapporti con Trump. Nuovi brusii in aula e nuovo intervento di La Russa. "Prosegua Maiorino", dice la seconda carica dello Stato. Poi torna la calma, con La Russa che chiosa con un "ahi, ahi, che tristezza...".
Lega: “Kiev in Ue non è sostenibile, no a fondi Safe”
"Non è sostenibile un ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea”, commenta il senatore della Lega Claudio Borghi nel suo intervento in discussione generale al Senato. Il senatore leghista ha invitato inoltre il governo a "discutere a una a una le regole europee sbagliate" in materia finanziaria, "a partire dal patto di stabilità". "Le spese militari - aggiunge - vengano fatte a partire dalla sicurezza interna, altrimenti non è spiegabile ai cittadini che per la sanità non ci sono soldi e per i missili sì. Sui fondi Safe non abbiamo bisogno di indebitarci con l'Europa, pensiamoci mille volte".
Calenda: “Condivido relazione Meloni su Kiev, più prudenza su Gaza”
Continua il senatore di Azione, Carlo Calenda, intervenendo al Senato: “La relazione di Meloni è in larghissima parte condivisibile sull'Ucraina ribadendo la posizione in modo chiaro e netto, io sarei stato meno moderato sul green deal che non va solo rivisto nelle assurdità sulle emissioni. Sono d'accordo sul fatto di sostenere il piano Usa su Gaza ma ci vuole un pò di prudenza in più. Non è un piano di pace ma è un piano di tregua molto instabile e complesso di cui si si scorgono nemici chiari sia in Israele che in Palestina. Condivido che bisogna provarci in tutti i modi possibili".
Calenda: “Corsetto presenti il piano per la Difesa italiana, noi pronti a votarlo”
"L'Italia ha bisogno di avere un esercito più forte. Ma vorrei avere il ministro Crosetto qui in aula a spiegare il piano per la Difesa italiana. Noi siamo pronti a votarlo", fa sapere detto il leader di Azione Carlo Calenda nel corso della discussione generale in Aula al Senato sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.
Boccia (Pd): “Oggi Meloni ha detto viva Trump e abbasso l'Ue”
"Oggi Giorgia Meloni ha detto, senza troppi giri di parole: viva Trump, abbasso l'Europa. Un grido di resa travestito da orgoglio patriottico. L'Italia, che per decenni ha avuto un ruolo di equilibrio e di costruzione sullo scacchiere internazionale, abdica alla propria storia e alla propria dignità. Si cancellano in un colpo solo anni di lavoro, di faticosa costruzione dell'Unione europea certo imperfetta, certo fragile, ma nostra, frutto di pace, diritto e cooperazione per inchinarsi al nuovo 'uomo forte' d'Oltreoceano –dice il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commentando le comunicazioni di Giorgia Meloni in Senato in vista del Consiglio europeo – Meloni si è inchinata a Trump anche sul piano economico, accettando dazi che indeboliscono l'Europa e colpiscono proprio l'Italia. A pagare saranno le nostre aziende, le nostre filiere, i nostri lavoratori, vittime di una scelta subita, non negoziata. Trump impone, Meloni subisce. E a pagare il prezzo sono le imprese italiane che esportano qualità, tecnologia, lavoro. Si ringrazia Trump, nel ruolo surreale di poliziotto buono del pianeta, e si accetta che l'Italia si riduca a spettatrice, sperando nella benevolenza americana. Nessun impegno vero per l'Ucraina, solo parole – continua Boccia – Il riconoscimento della Palestina viene subordinato alla sconfitta di Hamas, mentre lo stesso Trump, pacificatore a orologeria, affida proprio ad Hamas il ruolo di forza dell'ordine a Gaza. È un capolavoro di contraddizioni che indebolisce ancora una volta la credibilità internazionale del nostro Paese. Questo governo sembra accontentarsi di un'Italia contabile, che tiene in ordine i conti ma smarrisce la visione, la voce, l'anima. Nessun progetto di crescita, nessuna idea di rilancio. Solo la scelta di vivere all'ombra di Donald Trump, rinunciando al coraggio di essere Europa".
Risoluzione M5S: riconoscere la Palestina, Israele paghi danni a Gaza
"Riconoscere senza indugio la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell'ambito del rilancio del processo di pace la prospettiva dei "due popoli, due Stati". È quanto il M5S chiede al governo nella risoluzione presentata al Senato sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre. I pentastellati, inoltre, invitano l'esecutivo a "a sostenere nelle opportune sedi internazionali che il governo israeliano, in quanto potenza occupante, contribuisca sul piano economico-finanziario in termini risarcitori al pagamento dei danni nella Striscia di Gaza, in linea con il diritto internazionale". Il M5S impegna poi il governo, "a sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, quale condizione essenziale per un reale processo di pace, ogni iniziativa volta a esigere l'immediata cessazione di ogni attività militare sul suolo di Gaza, la protezione della popolazione civile di Gaza e il diritto alla sua autodeterminazione, la fine dell'occupazione illegale dei territori in Cisgiordania, la liberazione dei prigionieri palestinesi illegittimamente detenuti, tra cui anche figure di spicco della storia politica palestinese che possano giocare un ruolo unificatore nel processo di pace, l'afflusso di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all'interno della Striscia, il pieno e costante rispetto del diritto internazionale umanitario in ogni fase del processo di pacificazione".
Risoluzione Avs: pace con i palestinesi e diritto alla casa
È una risoluzione corposa con una trentina di premesse e 25 impegni al governo, quella depositata al Senato dal gruppo di Avs sulle comunicazioni della premier Meloni in vista del prossimo Consiglio Ue. Le richieste spaziano dalla Palestina all'Ucraina, dai dazi al riarmo, dal diritto alla casa, gli affitti brevi e il Green deal. Sulla Palestina, Avs chiede di "vigilare sul mantenimento del cessate il fuoco a Gaza, per l'effettivo rispetto del diritto internazionale umanitario e affinché giungano tutti gli aiuti necessari alla popolazione palestinese; chiedere che siano rimosse le disposizioni di parte israeliana, anche legislative, che hanno portato alla messa fuorilegge dell'Unrwa e alla confisca della sua sede centrale in Gerusalemme est", oltre che "contribuire alla costruzione di un percorso di pace duraturo e giusto con il pieno coinvolgimento del popolo palestinese e la fine delle occupazioni illegali e del sistema di apartheid". Previsto anche un passaggio per chiedere di "farsi promotrice a livello internazionale della liberazione di Marwan Barghouti". Riguardo Kiev, la richiesta è di "costruire le condizioni per una conferenza multilaterale per la pace in Ucraina" e di "prospettare la fine della fornitura nazionale di equipaggiamento militare all'Ucraina e a sollevare in Consiglio europeo la necessità di interrompere anche ricorso all'European peace facility a questo fine". Sui dazi, al governo si chiede di "respingere l'accordo commerciale Ue-Usa sui dazi in quanto pregiudizievole, asimmetrico e non reciproco, in particolare per quanto riguarda gli aumenti tariffari sulle esportazioni dell'Ue a fronte di dazi pari a zero per le importazioni statunitensi, nonché gli impegni unilaterali di 600 miliardi di euro in investimenti e 750 miliardi di euro in progetti energetici negli Stati Uniti, tutti assunti senza un mandato democratico". Un altro punto è per "evitare ogni titubanza e rallentamento sul percorso del Green deal verso la transizione ecologica, anche confermando e rafforzando gli obiettivi previsti nella strategia europea Farm to Fork a tutela della salute, del clima e dell'ambiente". Infine, sulla casa l'auspicio è di "promuovere, in sede di Consiglio europeo, il riconoscimento formale del diritto alla casa come diritto fondamentale non negoziabile" insieme a "una nuova direttiva europea sugli affitti brevi e turistici" nell'ottica di "contrastare la riduzione dell'offerta abitativa residenziale e gli effetti distorsivi sull'equilibrio sociale dei centri urbani".
Risoluzione Pd: pieno sostegno a Kiev e riconoscere lo Stato di Palestina
"Ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, promuovendo con urgenza un'iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell'Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione, l'ordine internazionale basato sulle regole e offra le necessarie garanzie di sicurezza per una soluzione duratura". È quanto chiede al governo nella risoluzione presentata dal Pd al Senato sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo di domani e venerdì 24 ottobre. Il Partito democratico esorta l'esecutivo anche "a richiedere la liberazione e lo scambio dei prigionieri di guerra, il ritorno in sicurezza dei civili rapiti, in particolar modo i bambini e a richiedere l'avvio delle necessarie attività diplomatiche di assistenza nelle attività di ricerca e ricongiungimento familiare". Inoltre, sul fronte mediorientale, i dem chiedono di "riconoscere, sia in sede nazionale che a livello europeo, la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell'ambito del rilancio del Processo di Pace la prospettiva dei 'due popoli, due Stati'", ma anche di "sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, l'accordo di Sharm el Sheikh, come via per esigere il rispetto del cessate il fuoco, la restituzione dei corpi degli ostaggi israeliani, la protezione della popolazione civile di Gaza, il pieno afflusso di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all'interno della Striscia, il pieno rispetto del diritto internazionale".
Le opposizioni non presentano un testo unitario: come funziona al Senato e come alla Camera
Sia alla Camera sia al Senato le opposizioni hanno presentato risoluzioni diverse per ciascun partito. Ma se a palazzo Madama le divisioni potrebbero passare sotto silenzio, poiché per regolamento si vota per primo il testo della maggioranza che fa decadere tutti gli altri, alla Camera invece si votano tutte le mozioni depositate entro mezzogiorno. E li apparirà chiaro - al netto del gioco sul voto per parti separate e sulle astensioni reciproche - che Pd, M5S, Avs, Italia viva e Azione hanno posizioni differenti su conflitto in Ucraina, piano di riarmo ed Europa.
di Giovanna Vitale
Boccia (Pd): “Anche la destra quando era all'opposizione sempre divisa su mozioni Ue”
Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, a proposito delle divisioni delle opposizioni sulle mozioni: “Quando il centrodestra era all’opposizione non hanno mai presentato una risoluzione unica sulla politica estera alla vigilia dei consigli europei. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno sempre depositato e votato testi ognun per sé. Non capisco perché ora criticate noi del centrosinistra”, dice ai giornalisti.
di Giovanna Vitale
Al via la discussione generale in Senato
È iniziata in Senato la discussione generale dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni, in vista del prossimo Consiglio europeo. Il primo a intervenire è l'ex premier Mario Monti, poi dopo i 19 interventi previsti, ci saranno le repliche del premier, e il voto sulle risoluzioni di maggioranza e opposizione, subito dopo le dichiarazioni dei gruppi.
Terminate le comunicazioni di Meloni, seduta sospesa
Terminate le sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, un lungo applauso è stato rivolto a Giorgia Meloni. La premier, uscita dall’aula sottobraccio al presidente del Senato Ignazio La Russa, ora si reca alla Camera per consegnare il testo del suo intervento. A Palazzo Madama la seduta è quindi sospesa, con l'aula che si riunirà per la discussione generale alle 10.45.
di Gabriella Cerami
Meloni: “Menzogne e accuse ma la maggioranza degli italiani con noi”
"La storia recente ci ha dimostrato che non importa quante menzogne si raccontino, né di quali nefandezze ti si accusi, né quanto si tenti di metterti i bastoni tra le ruote. La maggioranza degli italiani, sempre più maggioranza, riconosce il lavoro serio, la buonafede e i risultati. E finché quella maggioranza sarà dalla nostra parte, noi andremo avanti con la testa alta e lo sguardo fiero, consapevoli della grande nazione che rappresentiamo, in Italia e all'estero, perché sempre più italiani possano essere fieri di noi e, soprattutto, orgogliosi di essere italiani". Così la premier Giorgia Meloni, concludendo le sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Gaza, Meloni: "Italia prima in aiuti, no alle menzogne e alla solidarietà a favore di telecamere"
Meloni: “Possiamo co-organizzare Conferenza sulla ricostruzione di Gaza”
Siamo pronti a fare la nostra parte sul piano del ripristino delle infrastrutture essenziali a Gaza, specialmente quelle sanitarie – spiega Giorgia Meloni in Senato – Abbiamo inoltre espresso la nostra piena disponibilità a essere co-organizzatori della Conferenza sulla ricostruzione della Striscia di Gaza, che si terrà al Cairo dopo il cessate il fuoco".
Meloni: “Ue cambi approccio non sosteniamo legge sul clima”
Fa sapere la premier Giorgia Meloni: “L'Italia non potrà sostenere la proposta di revisione della legge clima europea a maggior ragione se non sarà sostanziata da un vero cambio di approccio". L'Italia, sottolinea ancora, "sostiene e continuerà a sostenere un ambizioso percorso di riduzione delle emissioni ma riteniamo che il modo migliore per non raggiungere questo obiettivo sia continuare a rincorrere un approccio ideologico e pertanto irragionevole che pone obiettivi insostenibili e quindi irraggiungibili" che "rischiano di compromettere definitivamente la credibilità stessa dell'Unione europea".
Meloni: “Pronti a partecipare a Forza internazionale per stabilizzare Gaza”
"Dal punto di vista della sicurezza siamo pronti a partecipare a una eventuale Forza internazionale di stabilizzazione e a continuare a sostenere l'Autorità nazionale palestinese nell'addestramento delle sue forze di polizia e nel rafforzamento delle loro capacità operative – prosegue la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, parlando di Gaza – Dobbiamo ancora definire i dettagli del nostro contributo, ma - ha aggiunto - ritengo fin d'ora opportuno un passaggio parlamentare su queste materie e avremo quindi modo di approfondire insieme. E sono certa che, trattandosi di contribuire realmente e concretamente alla pace in Medio Oriente, tutte le forze in Parlamento non mancheranno di dare il loro sostegno convinto".
Meloni: “Flessibilità Ue per la difesa diventi permanente”
"Su un piano più ampio il rafforzamento della difesa richiede soluzioni finanziarie ancora più ambiziose, chiediamo di aprire un dibattito per rendere permanente la flessibilità sul patto di stabilità e crescita" per gli investimenti in difesa, dice ancora la presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Meloni: “Uso asset russi rispettando diritto e sostenibilità”
Al vertice Ue si affronterà il tema "dei beni congelati russi rispetto ai quali riteniamo, e non siamo i soli, che sia necessario rispettare il diritto internazionale, il principio di legalità, tutelare la stabilità finanziaria e e garantire la sostenibilità di ogni passo che dovesse essere intrapreso", riferisce la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “Mosca pone delle condizioni impossibili per la pace”
"Purtroppo poche settimane dopo" l'incontro fra Donald Trump e Vladimir Putin "la Russia ha nuovamente gettato la maschera portando avanti tattiche dilatorie, ponendo condizioni impossibili per una seria iniziativa di pace", commenta la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “L’Italia non invierà soldati in territorio ucraino”
"Lasciatemi nuovamente nettamente ribadire la posizione del governo: ciascuna nazione contribuirà agli sforzi" dei Volenterosi per Kiev ma "l'Italia ha già chiarito che non prevede l'invio di soldati nel territorio ucraino", ripete la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in aula al Senato durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “La nostra posizione non cambia, pieno sostegno all'Ucraina”
Sull'Ucraina "la nostra posizione non cambia e non può cambiare davanti alle vittime civili alle immagini delle case sistematicamente bombardate dai russi sulla popolazione civile che resiste da oramai quattro anni". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo. "Il nostro sostegno al popolo ucraino rimane determinato nell'unico intento di arrivare alla pace, l'ho detto a Zelensky anche pochi giorni fa al telefono".
Meloni: “Hamas disarmi e noi pronti a riconoscere la Palestina”
"La violazione del cessate il fuoco di Hamas dimostra ancora una volta chi sia il reale nemico dei palestinesi ma non condividiamo la reazione di Israele sottolinea la premier Meloni nell’aula del Senato – Il piano del presidente Trump riconosce il diritto all'autodeterminazione palestinese. Ma Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo nella governance transitoria e nel futuro stato palestinese. E deve essere disarmato. Sono queste le condizioni per il riconoscimento dello stato di palestina il governo è pronto ad agire di conseguenza quando queste condizioni si saranno materializzate".
Palestina, Meloni: "Sì al riconoscimento ma solo con Hamas disarmato e fuori dal governo"
Meloni: “Troppi per interesse negano il lavoro dell'Italia per Gaza”
Per Gaza "l'Italia continua a svolgere un lavoro intenso che la pone al primo posto tra le nazioni occidentali ed è pronta a incrementare il suo sforzo", e "da troppe parti, soprattutto per interesse, si finge di non vederlo o si tenta di negarlo". Le parole della premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Conti pubblici, Meloni: “L’Italia torna in serie A, dove merita di stare”
Continua la premier Giorgia Meloni in aula al Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre: "Il riconoscimento del Fondo Monetario Internazionale e l'ultima valutazione sul rating dell'Italia da parte dell'agenzia Dbrs riportano finalmente l'Italia dove merita di stare, e cioè in Serie A, e dimostrano la correttezza della strategia di sviluppo e delle politiche di bilancio messe in campo da questo governo confermate anche con la legge di bilancio varata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri".
Meloni: “L’Italia in Ue forte di una stabilità politica rara”
“Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre ancora una volta arriva in un frangente internazionale estremamente complesso" e l'Italia si presenta "forte di una stabilità politica rara nella storia repubblicana". Così la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, sottolineando che gli "indicatori economici e finanziari solidi la rendono apprezzata dagli analisti e attrattiva per gli investitori".
Meloni: “Piano per il Medio Oriente successo di Trump”
Per il "piano in 20 punti sulla crisi mediorientale" siamo "molto grati a tutti i mediatori per lo sforzo diplomatico, Egitto, Qatar e Turchia soprattutto al presidente degli Usa Donald Trump che ha dedicato energie straordinarie per raggiungere quello che è un suo indiscutibile successo", dice la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.
Meloni al Senato, il governo quasi al completo
In aula, accanto alla presidente del Consiglio, il governo è quasi al completo. Vicino a Meloni, per ora, ci sono il vicepremier Matteo Salvini e i ministri Adolfo Urso (Imprese), Tommaso Foti (Affari Ue), Pichetto Fratin (Ambiente), Roberto Calderoli (Autonomie), Anna Maria Bernini (Università), Daniela Santanché (Turismo), Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento), Paolo Zangrillo (Pubblica amministrazione), Alessandro Giuli (Cultira) e Orazio Schillaci (Salute). L'aula è quasi al completo. Presiede il presidente Ignazio La Russa. Assente il ministro degli Esteri Antonio Tajani in trasferta a Londra.
di Gabriella Cerami
Meloni sui social: “Tre anni per l'Italia, fino in fondo sulla strada tracciata”
"Tre anni per l'Italia. La strada è tracciata e la percorreremo fino in fondo". Poco prima di arrivare in Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre, Giorgia Meloni celebra sui social i tre anni del suo governo. Era il 22 ottobre del 2022 quando giurò da presidente del Consiglio. In questo terzo anniversario del suo governo, la premier pubblica un video del suo intervento all'assemblea generale dell'Onu, un mese fa, in cui, citando San Francesco, "il più italiano dei santi", ricordava che "i combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha un coraggio esemplare: credo che sia arrivato il tempo di mostrare quel coraggio". Nel video sui social, le immagini sono accompagnate da una serie di dati: sul lavoro, Meloni rivendica il "tasso di occupazione al 62,6%, ai massimi da sempre", e il "tasso di disoccupazione al 6%, il più basso da giugno 2007". "Sicurezza: 37.400 nuove assunzioni per le forze di polizia, +6.101 vigili del fuoco, circa 4.000 sgomberi di case o stabili occupati, oltre 18mila beni confiscati alle mafie e destinati alla collettività - altri dati evidenziati nel video -. Pace fiscale: nel biennio 2023-2024 65 miliardi, recupero record di evasione fiscale. Sanità: stanziamenti record per il fondo sanitario nazionale, +17 miliardi dall'insediamento. Fermato il trend di crescita dell'immigrazione clandestina: -29% di sbarchi, +52% di rimpatri nei primi 9 mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2022. Più Italia nel mondo nel 2024: 35 miliardi di investimenti diretti esteri per nuove attività, export 2024 623,5 miliardi, 384,2 miliardi nei primi 7 mesi del 2025".