Bignami: “Giusto esserci, ma non ritiriamo le querele contro Ranucci”
di Gabriella CeramiGaleazzo Bignami, Giovanni Donzelli e Augusta Montaruli alla manifestazione “Viva la Stampa Libera”
(ansa)ROMA – Non c’è un nesso tra le nostre critiche a Sigfrido Ranucci e la bomba messa davanti casa sua». Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, insieme a una delegazione del partito, si è affacciato in piazza Santi Apostoli alla manifestazione “Viva la libertà di stampa” e da qui ascolta le critiche al governo che arrivano dal palco.
Perché siete al raduno lanciato dal presidente M5S?
«Abbiamo letto di un invito formulato da Giuseppe Conte senza bandiere di partito e senza connotazioni partitiche, quindi non c’era un motivo per non essere qui».
Dal palco vi accusano di aver messo in atto un processo di delegittimazione nei confronti del conduttore di Report. Cosa risponde?
«Non ci troviamo niente di male, è la democrazia. Conte è un esponente dell’opposi…
ROMA – Non c’è un nesso tra le nostre critiche a Sigfrido Ranucci e la bomba messa davanti casa sua». Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, insieme a una delegazione del partito, si è affacciato in piazza Santi Apostoli alla manifestazione “Viva la libertà di stampa” e da qui ascolta le critiche al governo che arrivano dal palco.
Perché siete al raduno lanciato dal presidente M5S?
«Abbiamo letto di un invito formulato da Giuseppe Conte senza bandiere di partito e senza connotazioni partitiche, quindi non c’era un motivo per non essere qui».
Dal palco vi accusano di aver messo in atto un processo di delegittimazione nei confronti del conduttore di Report. Cosa risponde?
«Non ci troviamo niente di male, è la democrazia. Conte è un esponente dell’opposizione, è normale che svolga le sue funzioni di esponente di opposizione».
Però per alcuni questa delegittimazione avrebbe avuto come conseguenza l’attentato.
«È come se dicessi che è colpa di Conte, che mi critica sul piano politico, se qualcuno mi dovesse aggredire per strada. Un conto è l’esercizio che crediamo essere espressione di democrazia, di una critica, anche aspra e anche dura, un conto è mettere una bomba».
Siete in una piazza che chiede al governo e a FdI di ritirare le querele a Ranucci, lo farete?
«Un conto è l’esercizio di un diritto di difesa che, da avvocato, ritengo che sia uno dei cardini dello stato di diritto, altra cosa sono gli attentanti. Sono due cose diverse».
Quindi andrete avanti contro Ranucci?
«Le querele sono atti personali, quindi la ritirabilità e la remissione sono una scelta individuale. Oggi il nostro ordinamento prevede strumenti secondo cui se qualcuno presenta atti privi di evidenza ricorre in un provvedimento del giudice che commina ulteriori costi da corrispondere. Dunque, chi presenta querela si assume le sue responsabilità».