C’è una storia che da giorni rimbalza vorticosamente nei corridoi di via Arenula. Questa: la capa di gabinetto, Giusi Bartolozzi, è stata a Capri insieme con il marito per partecipare al convegno annuale sulla digitalizzazione della Giustizia, che si è tenuto il 4 e 5 ottobre. Un evento di primo ordine, con relatori come vice ministri, magistrati, docenti universitari e consiglieri di Stato. Ma Bartolozzi si è distinta per una circostanza particolare: è stata la sola ad arrivare sull’isola a bordo di una motovedetta delle forze di polizia.
Effettivamente, Bartolozzi è arrivata il 4 ottobre a Capri utilizzando il dispositivo di sicurezza predisposto per il ministro Carlo Nordio, che avrebbe dovuto parlare quel giorno ma che all’ultimo momento non ha partecipato. Fonti della Guardia di Finanza confermano a Repubblica che la capa di gabinetto ha usato una loro imbarcazione per raggiungere Capri partendo dal porto di Napoli, nel rispetto dei protocolli di sicurezza con cui abitualmente vi…
C’è una storia che da giorni rimbalza vorticosamente nei corridoi di via Arenula. Questa: la capa di gabinetto, Giusi Bartolozzi, è stata a Capri insieme con il marito per partecipare al convegno annuale sulla digitalizzazione della Giustizia, che si è tenuto il 4 e 5 ottobre. Un evento di primo ordine, con relatori come vice ministri, magistrati, docenti universitari e consiglieri di Stato. Ma Bartolozzi si è distinta per una circostanza particolare: è stata la sola ad arrivare sull’isola a bordo di una motovedetta delle forze di polizia.
Effettivamente, Bartolozzi è arrivata il 4 ottobre a Capri utilizzando il dispositivo di sicurezza predisposto per il ministro Carlo Nordio, che avrebbe dovuto parlare quel giorno ma che all’ultimo momento non ha partecipato. Fonti della Guardia di Finanza confermano a Repubblica che la capa di gabinetto ha usato una loro imbarcazione per raggiungere Capri partendo dal porto di Napoli, nel rispetto dei protocolli di sicurezza con cui abitualmente viaggia la “zarina” di via Arenula. In realtà, non era la sola “scortata”: almeno altre due persone, con le stesse cautele di sicurezza, hanno viaggiato da Napoli a Capri sui traghetti normali.
Con Bartolozzi c’era anche il marito, Gaetano Armao, professore universitario, avvocato e per un decennio vicepresidente della Regione Sicilia, che ha avuto modo di incontrare numerosi colleghi durante le due giornate del convegno. Purtroppo il tempo non ha aiutato: domenica, al momento del rientro, le condizioni meteo erano sfavorevoli, e Bartolozzi aveva provato a invitare qualcuno a bordo della imbarcazione istituzionale, ma non è stato possibile a causa del maltempo.
Al di là delle ragioni, resta il fatto che, proprio per la grande partecipazione all’evento, in molti hanno notato e commentato l’arrivo della capa di gabinetto con i mezzi dello Stato. E non hanno apprezzato, soprattutto perché si tratta dell’ennesimo episodio che provoca malumori. Nei giorni scorsi Il Foglio aveva raccontato come avesse impedito alle auto del vice ministro Francesco Paolo Sisto e del sottosegretario Andrea Ostellari di parcheggiare all’interno del ministero, costringendoli a fare marcia indietro per ragioni di sicurezza. Erano state incendiate alcune auto proprio in via Arenula e, quindi, per ragioni di opportunità tutti avevano convenuto che le vetture dei vertici del ministero dovessero stare nel cortile.
Le opposizioni avevano inoltre denunciato la riorganizzazione degli uffici presentata in commissione Giustizia, nella quale è previsto un “gabinetto del gabinetto”: una maxi segreteria di venti persone che lavorerebbero per lei. «Non si è mai vista una cosa del genere» avevano tuonato. «Tutto regolare» aveva risposto il ministero.
Le reazioni
Ma le opposizioni vogliono vederci chiaro anche su quest’ultimo episodio: la trasferta a Capri di Bartolozzi a bordo di una motovedetta delle forze di polizia. Il Pd, con la deputata e responsabile nazionale giustizia, Debora Serracchiani, ha promosso un'interrogazione parlamentare al ministro Nordio, sottoscritta dai deputati Casu, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Scarpa. “Non risulterebbero sussistenti le condizioni di sicurezza o di emergenza tali da giustificare l'impiego di una motovedetta militare", sottolinea l’interrogazione, e ricorda che il Codice dell'ordinamento militare riserva l'uso dei mezzi militari "a finalità istituzionali, di servizio o di sicurezza personale di alte cariche dello Stato, previa specifica autorizzazione ministeriale". La vicenda, se confermata - scrivono i democratici - "solleva questioni di rilievo disciplinare e amministrativo, anche in relazione all'impiego di risorse pubbliche".
Anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa Verde, presenterà un’interrogazione parlamentare per chiarire la vicenda. “Se confermato, sarebbe un utilizzo improprio di mezzi dello Stato. Il ministro deve chiarire se era informato e se ha autorizzato lo spostamento. Nel frattempo, al ministero della Giustizia si moltiplicano le anomalie: dopo il caso Almasri, arriva la decisione di istituire una segreteria personale per la capo di gabinetto con venti nuove unità, sottratte all'Ispettorato generale, e con stipendi equiparati a quelli dei vertici del dicastero – concldue Bonelli – Meno ispettori ma più staff per Bartolozzi. Nordio spieghi se condivide queste scelte e quale sia oggi la reale catena di comando al ministero della Giustizia".