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Migranti, stretta della Lega ai ricongiungimenti: in Italia entreranno solo coniugi e figli minori

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Presentato emendamento del Carroccio al decreto flussi. Il deputato Iezzi: “Basta Prefetture intasate dalle richieste e costi extra per lo Stato. L'ingresso non è in svendita per qualche voto in più”
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Genitori anziani, non autosufficienti e di cui nessuno si può occupare? Fuori. Figli maggiorenni malati e non autosufficienti? Bloccati anche loro. Con un emendamento al decreto flussi, presentato in commissione Affari Costituzionali alla Camera, la Lega spinge per l’ennesima stretta sui ricongiungimenti familiari dei migranti, uno dei pochi canali sicuri e legali rimasti per raggiungere l’Italia.

A presentarlo è stato il capogruppo Igor Iezzi, che con una nota passa subito all’incasso. «Basta Prefetture intasate dalle richieste e costi extra per lo Stato», rivendica il leghista, a dispetto dei numeri residuali dei richiedenti asilo di entrambe le categorie. «Entreranno legalmente solo i coniugi e i figli minori come, del resto, prevede anche la direttiva europea». In realtà, non è propriamente così. La norma Ue disciplina il ricongiungimento di coniugi e figli minori, non lo limita a questo, dando invece facoltà agli Stati di decidere su altre categorie.

«La presunta stretta - spiega…

Genitori anziani, non autosufficienti e di cui nessuno si può occupare? Fuori. Figli maggiorenni malati e non autosufficienti? Bloccati anche loro. Con un emendamento al decreto flussi, presentato in commissione Affari Costituzionali alla Camera, la Lega spinge per l’ennesima stretta sui ricongiungimenti familiari dei migranti, uno dei pochi canali sicuri e legali rimasti per raggiungere l’Italia.

A presentarlo è stato il capogruppo Igor Iezzi, che con una nota passa subito all’incasso. «Basta Prefetture intasate dalle richieste e costi extra per lo Stato», rivendica il leghista, a dispetto dei numeri residuali dei richiedenti asilo di entrambe le categorie. «Entreranno legalmente solo i coniugi e i figli minori come, del resto, prevede anche la direttiva europea». In realtà, non è propriamente così. La norma Ue disciplina il ricongiungimento di coniugi e figli minori, non lo limita a questo, dando invece facoltà agli Stati di decidere su altre categorie.

«La presunta stretta - spiega il giurista Gianfranco Schiavone di Asgi, associazione studi giuridici sull’immigrazione - impedirebbe solo quelle residuali situazioni che il diritto europeo lascia alla discrezionalità degli Stati». Le categorie sono identificate in modo chiaro, al pari delle procedure: «Il ricongiungimento dei genitori a carico è già possibile solo se si tratta di ultra65enni senza altri figli nel Paese di origine che possano provvedere a loro. Quello con i figli maggiorenni, solo in caso siano non autonomi per gravi motivi di salute». Insomma, i casi sono pochissimi. Per questo, attacca il giurista «questo emendamento è solo un esercizio di pura cattiveria che ovviamente non ha nessuna ricaduta in termini di macro conseguenze sociali ed economiche sul Paese».

Non si tratta della prima stretta imposta dalla Lega sulle procedure di ricongiungimento. Da sempre per nulla facili, perché vincolate a documenti, un anno di permanenza sul territorio, reddito e persino metratura della casa, nel 2024 sono state ulteriormente inasprite. Per chiedere di portare uno o più familiari in Italia adesso sono necessari non solo una permanenza di due anni, ma anche un certificato di idoneità di alloggio con tanto di indicazione del numero massimo di occupanti consentito. Un iter burocratico che ognuno dovrà curarsi da sè: caf e patronati non sono più autorizzati a presentare le domande.

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