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La sfida di Vannacci alla Lega: “Il mio team potrà candidarsi”

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Il generale rilancia dopo i diktat del consiglio che pretendeva una frenata sui comitati. E lui insiste: “Entro fine anno saranno duecento”. Il feeling con la destra radicale
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La risposta del fu generale al Consiglio federale leghista al quale due giorni fa non ha partecipato? Alzare la posta. Un bel “me ne frego” perfettamente in linea con la cultura politica di riferimento. «L’associazione movimento “Il Mondo al Contrario” è, per statuto, un gruppo di persone che vuole promuovere e diffondere in tutta Italia e in Europa i punti delineati nel libro il Mondo al Contrario», dice il vicesegretario della Lega all’Adnkronos. Traduzione dal politichese: da parte sua non ci sarà alcuno stop per i gruppi che fanno a lui e solo a lui riferimento, e che stanno fuori dalla Lega nella gran parte dei casi, ottenendo comunque candidature.

Va detto che l’ambiguità di fondo sulla natura di questi team era nota da sempre a Matteo Salvini e due giorni fa, in via Bellerio, di fronte alla rimostranze di chi non si gira dall’altra parte, il segretario si è tenuto vago ribadendo l’ovvio: le associazioni culturali possono esistere, ma non devono fare politica concorrenziale al C…

La risposta del fu generale al Consiglio federale leghista al quale due giorni fa non ha partecipato? Alzare la posta. Un bel “me ne frego” perfettamente in linea con la cultura politica di riferimento. «L’associazione movimento “Il Mondo al Contrario” è, per statuto, un gruppo di persone che vuole promuovere e diffondere in tutta Italia e in Europa i punti delineati nel libro il Mondo al Contrario», dice il vicesegretario della Lega all’Adnkronos. Traduzione dal politichese: da parte sua non ci sarà alcuno stop per i gruppi che fanno a lui e solo a lui riferimento, e che stanno fuori dalla Lega nella gran parte dei casi, ottenendo comunque candidature.

Va detto che l’ambiguità di fondo sulla natura di questi team era nota da sempre a Matteo Salvini e due giorni fa, in via Bellerio, di fronte alla rimostranze di chi non si gira dall’altra parte, il segretario si è tenuto vago ribadendo l’ovvio: le associazioni culturali possono esistere, ma non devono fare politica concorrenziale al Carroccio. «L’associazione, in continua espansione, opera attraverso i suoi team che oggi hanno raggiunto il numero di 170 e che sono protagonisti di iniziative e eventi sui territori — continua Vannacci —. Contiamo che i team possano raggiungere il numero di 200 entro fine anno». Per l’eurodeputato quindi «l’azione e l’impegno dei team va avanti senza esitazione, come prima e più di prima. Se membri dell’associazione vorranno presentarsi come candidati ad elezioni future lo potranno fare così come lo può fare ogni cittadino italiano». I fedelissimi dell’ex militare gioiscono: «Avanti liberi e indipendenti», dice la varesina Stefania Bardelli. Il toscano Cristiano Romani, vicepresidente del comitato e che pure si era candidato con la Lega alle scorse regionali senza riuscire ad essere eletto, ribadisce che «nascono nuovi team in tutta Italia, avanti così a fianco del generale». La reale consistenza e operatività dei team, comunque, è tutta da appurare: di fatto spesso sono solo chat con una mezza dozzina di persone.

Dopodiché nel Carroccio le regole funzionano un po’ a convenienza: ad esempio è stato sinora vietatissimo per i militanti della Lega avvicinarsi a Patto per il nord, che era nato proprio come associazione. E che fra le altre cose, perorava cause in linea con il partito originario. Altro piccolo particolare interessante: i responsabili dei team vannacciani di Milano, Busto Arsizio e Verona si stanno relazionando con il Talebano, laboratorio culturale di destra radicale di cui il volto probabilmente più noto negli ultimi anni è stato Vincenzo Sofo, ex europarlamentare della Lega, poi passato a FdI e sposato con Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, oggi a Bruxelles nel gruppo Ecr, quello della fiamma. Le due realtà — anche se Sofo adesso non è della partita — si sono viste a cena «per verificare possibili sinergie», è scritto sul sito “talebano”, dopo un incontro in una storica libreria milanese di estrema destra, la Ritter. Insomma, ce n’è abbastanza per immaginare scenari di rimescolamento nel mondo identitario.

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