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Pd, la rete dei millennial nel segno di Schlein per rinnovare il partito

Da sinostra in altro, Roberto Speranza, Chiara Braga, Peppe Provenzano e Michela Di Biase 

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Da Provenzano a Di Biase, da Braga a Speranza, appuntamento a fine novembre. Oggi il meeting dei riformisti, l’addio a Bonaccini
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In Transatlantico, a margine dei lavori parlamentari, i democratici non parlano d’altro. A fine novembre, subito dopo l’ultima tranche di regionali, andrà presa una decisione: se anticipare di qualche mese il congresso del Pd — la cui leadership arriverà a scadenza fra un anno e mezzo, in piena campagna per le Politiche previste nella primavera del ‘27 — così da rafforzare Elly Schlein. La quale, in assenza di avversari (al momento) temibili, da una vittoria bis ai gazebo riceverebbe nuovo slancio e una più robusta legittimazione. Anche in vista della sfida ad eventuali primarie di coalizione per scegliere, specie se la destra cambierà la legge elettorale, il candidato premier del centrosinistra.

Scenario talmente credibile da spingere le correnti a riorganizzarsi. A mettere cioè in campo un paio di iniziative destinate a modificare, nell’arco di poche settimane, la mappa del posizionamento interno alla principale forza d’opposizione.

La prima si svolgerà oggi pomeriggio a Milano. Do…

In Transatlantico, a margine dei lavori parlamentari, i democratici non parlano d’altro. A fine novembre, subito dopo l’ultima tranche di regionali, andrà presa una decisione: se anticipare di qualche mese il congresso del Pd — la cui leadership arriverà a scadenza fra un anno e mezzo, in piena campagna per le Politiche previste nella primavera del ‘27 — così da rafforzare Elly Schlein. La quale, in assenza di avversari (al momento) temibili, da una vittoria bis ai gazebo riceverebbe nuovo slancio e una più robusta legittimazione. Anche in vista della sfida ad eventuali primarie di coalizione per scegliere, specie se la destra cambierà la legge elettorale, il candidato premier del centrosinistra.

Scenario talmente credibile da spingere le correnti a riorganizzarsi. A mettere cioè in campo un paio di iniziative destinate a modificare, nell’arco di poche settimane, la mappa del posizionamento interno alla principale forza d’opposizione.

La prima si svolgerà oggi pomeriggio a Milano. Dove i riformisti dem — da Lorenzo Guerini a Graziano Delrio, passando per Gori, Picierno, Gualmini, Sensi, Quartapelle e Madia — si son dati appuntamento, ufficialmente, per lanciare le loro proposte sulla crescita. In realtà, per sancire la fine di Energia popolare, l’area guidata da Stefano Bonaccini considerato troppo appiattito su Schlein, e la nascita di una minoranza più combattiva e dialettica rispetto alla segretaria. Obiettivo: «Riequilibrare il Pd al centro», spiega la senatrice Simona Malpezzi, «affinché torni a rappresentare anche il mondo moderato, senza appaltare questo compito ad altri». Ossia alle varie “quarte gambe” capitanate da Renzi, Onorato, Ruffini & Co. che aspirano a occupare quello spazio fuori dal Partito democratico. Al quale «noi cerchiamo di dare una mano», conferma pacifico Guerini.

Più interessante ma ancora segretissimo il cantiere che debutterà l’ultimo weekend di novembre a Montepulciano. In programma tre giorni di incontri e dibattiti allargati alla società civile, a intellettuali d’area come lo scrittore Gianrico Carofiglio e la storica Michela Ponzani, a sindacati e categorie produttive, iniziando da quelle deluse dal centrodestra e interessate ad aprire una interlocuzione con i progressisti. Ambizioso il progetto: definire la proposta di governo del Pd che vuol farsi alternativa ai sovranisti. Promosso da tutte le componenti organizzate che hanno sostenuto Schlein all’ultimo congresso — i Dems di Andrea Orlando, Areadem di Dario Franceschini, gli ex Art.1 di Roberto Speranza — ora decise a fare rete: ovvero a confluire in un unico contenitore, all’insegna del rinnovamento generazionale, in appoggio alla leader attuale. Tra gli alfieri del nuovo rassemblement, Peppe Provenzano e Marco Sarracino, Nico Stumpo oltre a Speranza, Michela Di Biase, Chiara Braga, Alberto Losacco, Dario Nardella. Quasi tutti millennial, 40enni o giù di lì. Per lanciare un segnale chiaro: serve un ricambio nel gruppo dirigente per donare linfa al partito. Esattamente l’operazione teorizzata dall’ex ministro della Cultura all’indomani della scalata di Schlein al Nazareno, che però allora lei frenò per paura di finire imbrigliata e adesso ha invece benedetto.

Due eserciti pronti a fronteggiarsi. Non per dilaniare il Pd, come accaduto in passato. Bensì, almeno in teoria, per farlo crescere. Ma toccherà aspettare la prova dei fatti.

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