Fumarola: “Dalla Cisl giudizio in chiaroscuro. Accolte nostre richieste”
di Rosaria AmatoLa segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola
(ansa)Segretaria Fumarola, la Cgil è in piazza per contestare la manovra e non esclude lo sciopero. Voi avete espresso una serie di critiche, ma per ora non avete scelto alcuna forma di protesta. Come mai?
«La Cisl è in mobilitazione in tutta Italia per migliorare la manovra e dare prospettiva anche a una politica di sviluppo partecipata. Rispetto all’approccio della Cgil ci separa, nel merito, una valutazione in chiaroscuro, e un diverso modo di intendere la natura della rappresentanza sindacale: non movimentista, ma contrattualista, orientata al confronto, fin quando c’è spazio per il negoziato. Per questo abbiamo già chiesto a tutti i gruppi parlamentari di affrontare insieme i principali nodi del Ddl. I primi incontri inizieranno la settimana prossima.».
Cos’è cambiato rispetto al suo giudizio positivo iniziale?
«Molti elementi sono stati resi noti solo nel testo bollinato. I segnali di attenzione alle nostre richieste sono diversi, dalla riduzione della seconda aliquota dell’Irpef, al…
Segretaria Fumarola, la Cgil è in piazza per contestare la manovra e non esclude lo sciopero. Voi avete espresso una serie di critiche, ma per ora non avete scelto alcuna forma di protesta. Come mai?
«La Cisl è in mobilitazione in tutta Italia per migliorare la manovra e dare prospettiva anche a una politica di sviluppo partecipata. Rispetto all’approccio della Cgil ci separa, nel merito, una valutazione in chiaroscuro, e un diverso modo di intendere la natura della rappresentanza sindacale: non movimentista, ma contrattualista, orientata al confronto, fin quando c’è spazio per il negoziato. Per questo abbiamo già chiesto a tutti i gruppi parlamentari di affrontare insieme i principali nodi del Ddl. I primi incontri inizieranno la settimana prossima.».
Cos’è cambiato rispetto al suo giudizio positivo iniziale?
«Molti elementi sono stati resi noti solo nel testo bollinato. I segnali di attenzione alle nostre richieste sono diversi, dalla riduzione della seconda aliquota dell’Irpef, alla detassazione degli accordi di produttività. Ma chiediamo il riferimento ai contratti comparativamente più rappresentativi per far scattare le defiscalizzazioni sui rinnovi, insieme a un maggiore retroattività della misura; più risorse per scuola e università e fondi strutturali sulla non autosufficienza e il contrasto alla povertà. Sul tema pensioni, almeno il congelamento dell’adeguamento automatico e un forte segnale su Opzione Donna. Infine, e per noi è della massima importanza, va rifinanziato il Fondo per la Legge sulla partecipazione».
Sembra che il dialogo con il governo non sempre paghi...
«È un aspetto che ci preoccupa molto. Pacta sunt servanda diciamo alla premier, che dal nostro Congresso ha assicurato il rifinanziamento. L’attuazione della legge sulla partecipazione è un elemento centrale per alzare la produttività ed i salari, ottenere più sicurezza nei luoghi di lavoro, affrontare la sfida dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale».
Se non otterrete le modifiche che chiedete, cosa farete?
«Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Aspettiamo il confronto con i gruppi parlamentari. Siamo convinti che si possano trovare le soluzioni giuste e proseguiremo con il pressing, senza rinunciare a mobilitarci».
Non sarebbe più efficace un’azione congiunta dei sindacati?
«L’unità è sempre una buona cosa, se viene attivata sugli obiettivi e con gli strumenti giusti, che per noi sono quelli della costruzione di un fronte sociale riformista che prema per le giuste modifiche e, più in generale, per un accordo su lavoro, coesione e sviluppo. Su questi target siamo pronti a confrontarci con tutti. Anzi, chiediamo alla Uil se intende unirsi in questa battaglia».
Cosa ostacola l’unità sindacale?
«Sensibilità diverse. Pluralismo sociale, che non è assolutamente un male se intercetta istanze di rappresentanza democratica. Il punto è quanto e come si vuole incidere realmente nelle dinamiche di decisione. O se ci si accontenta di una lotta di testimonianza. Al netto delle espressioni più massimaliste e antagoniste, che si affacciano per il momento fuori dal perimetro dei sindacati confederali, ma a cui non bisogna dare sponde».
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