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"Meno tasse, basta divisioni", l'appello della piazza all'unità del centrosinistra

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In corteo i leader di Avs e una delegazione Pd, assenti i Cinque stelle. “Governo a casa con proposte concrete”
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Equità nel lavoro e unità del campo largo. Il popolo della Cgil, in corteo contro la manovra, si avvicina agli esponenti dei partiti dell'opposizione, che insieme a loro sfilano verso piazza San Giovanni. La richiesta è chiara: «Mandate a casa questo governo con proposte concrete». La manifestazione “Democrazia al lavoro" ha chiamato a raccolta duecentomila persone, via Merulana si è tinta di bandiere rosse del sindacato. Ma anche di bandiere del Pd e dei Giovani democratici, e di Alleanza verdi e sinistra.

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«Questo è il nostro popolo», dicono Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i due leader di Avs presenti in corteo. Assente invece il Movimento 5 Stelle. Non c'è la segretaria Elly Schlein, ma i dem sono rappresentati da una delegazione formata dalla coordinatrice della segret…

Equità nel lavoro e unità del campo largo. Il popolo della Cgil, in corteo contro la manovra, si avvicina agli esponenti dei partiti dell'opposizione, che insieme a loro sfilano verso piazza San Giovanni. La richiesta è chiara: «Mandate a casa questo governo con proposte concrete». La manifestazione “Democrazia al lavoro" ha chiamato a raccolta duecentomila persone, via Merulana si è tinta di bandiere rosse del sindacato. Ma anche di bandiere del Pd e dei Giovani democratici, e di Alleanza verdi e sinistra.

Manovra, Fratoianni: "Manovre scritte con inchiostro simpatico alla fine cambiano completamente"

«Questo è il nostro popolo», dicono Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i due leader di Avs presenti in corteo. Assente invece il Movimento 5 Stelle. Non c'è la segretaria Elly Schlein, ma i dem sono rappresentati da una delegazione formata dalla coordinatrice della segreteria con delegata al Terzo settore, Marta Bonafoni, e dai parlamentari Andrea Casu, Arturo Scotto, Gianni Cuperlo e Alfredo D'Attorre. «Sentiamo tutta la responsabilità di portare in Parlamento la voce di chi manifesta per fermare una manovra che colpisce i lavoratori, togliendo molto di più di quello che dà», dice Casu mentre si dirige verso quello spezzone di corteo dove si è riunito il sindacato di polizia Silp Cgil. Il segretario Pietro Colapietro vuole che i partiti di opposizione insistano insieme a loro affinché vengano stanziati più fondi: «In manovra non ci sono risorse né impegni concreti per il comparto sicurezza, né per le lavoratrici e i lavoratori in uniforme», fa notare il rappresentante sindacale. L'esponente del Pd lo sa, la questione è già oggetto di dibattito parlamentare.

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In piazza c'è anche la Cgil-trasporti. «Sono spariti i fondi per il rinnovo dei contratti, firmato a marzo, per gli autoferrotranvieri. Fate qualcosa, combattete uniti», implorano i lavoratori che chiedono a Pd e Avs di stare dalla loro parte e di appoggiare uniti lo sciopero generale evocato dal palco dal segretario Maurizio Landini. Alessandra arrivata a Roma dalla Lombardia ferma Fratoianni per un selfie e raccomanda: «Cerchiamo di mantenere la nostra identità. Non dobbiamo piegarci a richieste che non rappresentano la classe operaia. Quindi serve equità sulle tasse da pagare e il recupero di ciò che viene evaso». Il leader di Avs annuisce: «Però serve anche l'unità, perché altrimenti questi non li mandiamo a casa».

E a proposito di unità tra i partiti del campo largo, Schlein ha da poco proposto agli altri leader di vedersi subito dopo le elezioni regionali per iniziare a costruire un programma condiviso. Bonelli prende l'impegno di fare il massimo per un'agenda di governo alternativa a quella della destra, «che attacca le manifestazioni e l'opposizione perché ha capito una cosa: il processo di unità dell'opposizione è avviato».

Ma ecco Livia Domenichini, della provincia di Brescia, con la bandiera della Cgil attorno al collo: «Dovete lavorare insieme per giustizia, equità e pace, capito? Se ascoltate Carlo Calenda che vota le leggi della maggioranza non andate da nessuna parte». L'appello è quindi a dare battaglia e farlo da subito, sulla manovra, perché «il costo della vita aumenta e le pensioni sono ferme». Cornelia, della Funzione pubblica, arrivata da Torino, urla: «Restate uniti». Massimo chiede di lavorare a una proposta di legge per la rappresentanza sindacale, «una lacuna scandalosa».

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Alcuni punti possibili dell'agenda che verrà li elenca Bonafoni: «Abbiamo registrato molte richieste, interventi seri sui salari, un investimento sulla sanità, un segnale sulle politiche industriali e provvedimenti sul potere d'acquisto degli italiani, ai minimi termini sotto il governo Meloni».

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