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Mattarella: “Speranza da Gaza si estenda a Ucraina”

(ansa)

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Il capo dello Stato intervenendo all'Incontro "Osare la Pace" organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio
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"L'auspicio è che la "scintilla di speranza", come l'ha definita Leone XIV, innescata in Terra Santa si estenda anche all'Ucraina, dove le iniziative negoziali stentano ancora a prendere concretezza mentre le sofferenze di bambini, donne, uomini procurate dall'aggressione russa non accennano a diminuire”. Così Sergio Mattarella ieri all’Auditorium Parco della Musica davanti a tremila persone radunate per l’incontro internazionale “Osare la pace” organizzato dalla comunità di Sant’Egidio.

Mattarella fa l’elogio del dialogo, dei percorsi di pace nutriti di “perseveranza”, dei peace-maker e dei peace- keeper – presto potrebbe toccare ai nostri soldati a Gaza, e un giorno in Ucraina - che costruiscono ponti o vigilano sugli accordi. Oggi invece “la forza pretende nuovamente di essere misura delle relazioni internazionali”. Ricorda perciò i pericoli del nazionalismo, “da opporre ad altri nazionalismi”, nel considerare “gli altri popoli come nemici”.

L’arroganza si è fatta politica. Lo…

"L'auspicio è che la "scintilla di speranza", come l'ha definita Leone XIV, innescata in Terra Santa si estenda anche all'Ucraina, dove le iniziative negoziali stentano ancora a prendere concretezza mentre le sofferenze di bambini, donne, uomini procurate dall'aggressione russa non accennano a diminuire”. Così Sergio Mattarella ieri all’Auditorium Parco della Musica davanti a tremila persone radunate per l’incontro internazionale “Osare la pace” organizzato dalla comunità di Sant’Egidio.

Mattarella fa l’elogio del dialogo, dei percorsi di pace nutriti di “perseveranza”, dei peace-maker e dei peace- keeper – presto potrebbe toccare ai nostri soldati a Gaza, e un giorno in Ucraina - che costruiscono ponti o vigilano sugli accordi. Oggi invece “la forza pretende nuovamente di essere misura delle relazioni internazionali”. Ricorda perciò i pericoli del nazionalismo, “da opporre ad altri nazionalismi”, nel considerare “gli altri popoli come nemici”.

L’arroganza si è fatta politica. Lo applaudono due volte quando dice: “Risulta oscuro come comportamenti ritenuti generalmente riprovevoli, se non severamente censurabili, nelle normali relazioni umane, abbiano la pretesa , nelle relazioni internazionali, di essere considerati fatti politici”. Atteggiamenti “teppistici” diventati potere. Ne coglie il pericolo: "Le azioni di forza e i "fatti compiuti" pretendono di assumere la natura di situazioni definitive, mentre non sono che la premessa dell'esplodere di future contrapposizioni: è doveroso contrastarle". Bisogna quindi insistere sulla pace, “la pace conviene”. Un invito a fare tutto il possibile per far cessare la guerra in Ucraina.

“Qui c’è un ruolo per le religioni: mai essere motivo, mai lasciarsi manipolare la guerra!”, ha ammonito il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi. Secondo Andrea Riccardi, il fondatore di sant’Egidio, “l’età della forza sta rivoluzionando in modo negativo linguaggi e relazioni tra i popoli, il dialogo torni centrale”.

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